Macron e la nomina di Philippe: strategia d’impresa

Il neopresidente francese nomina un conservatore come premier in vista di un governo di larghe intese che riporti ordine nel caos politico

Insediatosi da poco, Emmanuel Macron non ha tempo per i festeggiamenti né tanto meno per ambientarsi. I prossimi appuntamenti che lo attendono fra politica estera e questioni interne di una certa rilevanza (si veda la nomina dei ministri) sono perfettamente incasellati in una sorta di calendario dell’avvento. Potrebbero si essere dei giorni dolci e tranquilli ma non sempre si assicura a Macron il cioccolatino pre natalizio. Le questioni più spinose in termini di politica interna sono quelle più urgenti. La mossa di nominare come primo ministro proprio Edouard Philippe denota una scelta strategica.

La decisione presa dal neopresidente francese non arriva come una doccia fredda, visto che il nome circolava già da qualche giorno, ma di certo ha creato uno scossone nello scenario politico del Paese. Nominare il conservatore Philippe infatti significa suggellare l’idea, anticipata in campagna elettorale, di voler ricreare la classe politica, disintegratasi negli ultimi anni. Un governo di larghe intese, dunque, che sicuramente riserverà agli analisti molte tematiche da approfondire. In primis si pensi a un appuntamento importante come quello delle elezioni legislative che si terranno l’11 e il 18 giugno, praticamente dietro l’angolo.

credits photo: The Independent

Edouard Philippe diventa così l’elemento fondante di una strategia ben studiata. A dimostrarlo, per esempio, ci sono la sua personalità e la sua storia politica. Per descriverlo brevemente, il nuovo primo ministro è un personaggio poco conosciuto al pubblico nazionale, di basso profilo, non estremista e che ha avuto diverse esperienze nelle istituzioni francesi e che, quindi, conosce bene nei suoi meccanismi. Ma un aspetto in particolare della sua storia lo ha reso particolarmente appetibile agli occhi di Macron: il passato sul fronte di sinistra e il presente su quello di destra. Mettendo una personalità con questo passato politico in una posizione chiave, in un momento chiave, non può che dimostrare l’intento di Macron di giocare il jolly che metta un po’ di ordine nel caos.

Le prime reazioni lo confermano: poco dopo la nomina di Philippe infatti i primi a lanciare un messaggio di apertura alla collaborazione con Macron sono stati ventidue deputati provenienti dalla destra e dal centro. Ora tutti rimangono in attesa della nomina dei ministri del prossimo governo, i cui nomi, contrariamente a quanto annunciato, non sono stati svelati ieri sera ma verranno svelati nel primo pomeriggio della giornata di oggi 17 maggio, per permettere le dovute verifiche da parte della direzione generale delle Finanze pubbliche e dell’Alta Autorità per la trasparenza della vita pubblica. I nomi che circolano al momento sembrerebbero dimostrare l’intento di equilibrare le parti politiche al fine di riflettere quanto poi l’elettorato troverà sulle schede elettorali. Tutto questo è una scommessa, sulla quale la Francia del nuovo Macron punta molto, forse tutto.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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