Alda Merini: “A tutti i giovani raccomando”

Alda Merini (1931-2009) ci ricorda l'importanza della poesia: un 'tappeto volante' per planare, leggeri, sulla pesante realtà

Alda Merini (1931-2009) è stata una tra le più grandi poetesse del ‘900 italiano. Sin dal suo precoce esordio, avvenuto a soli 22 anni con la raccolta La presenza di Orfeo (1953), ha infatti da subito riscontrato il plauso della critica con il suo stile limpido che, tuttavia, nasconde continue tensioni tra gli impulsi erotici e quelli religiosi. La sua poesia, non a caso, è stata definita ossimorica proprio per questa continua oscillazione tra sacro e profano che, tuttavia, viene sempre controllata dalla chiarezza e dalla linearità espressiva.

La poesia è, infatti, stata per la giovane poetessa l’ancora di salvezza della sua esistenza, tormentata da disturbi psichici che l’hanno costretta anche a lunghi ricoveri in strutture di cura. Proprio l’esperienza dolorosa e disumana del manicomio segnerà profondamente l’animo della Merini, divenendo fonte di ispirazione per numerosi suoi componimenti. Eppure, come ella stessa ammise in seguito, probabilmente era stata proprio tale oscura esperienza (“Manicomio è parola assai più grande/delle oscure voragini del sogno“) che l’aveva portata a sviluppare un forte vitalismo, un desiderio ed un attaccamento alla vita proprio di coloro i quali ne hanno colto il valore e la fragilità. Questa tensione costruttiva si manifesta attraverso un’esaltazione dell’amore e dell’eros come forze vitali a cui solo la poesia sembra in grado di dare pienezza e consistenza:

«Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.»

Pertanto, credo che la poesia scelta oggi, possa trasmettere quell’esaltazione, che si è soliti rivolgere ai giovani, a vivere l’esistenza in maniera piena, ricordando loro l’importanza della poesia come “altare” dell’umanità a cui sono stati consacrati desideri inconfessabili, passioni, ideali e sogni. Essa è uno specchio nel quale ritrovarsi, un tappeto volante per planare, leggeri, sulla pesante realtà.

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana

A. Merini (da La vita facile, Bompiani, 2001)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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