Amor Vincit Omnia: cosa ci ha lasciato Sense 8

Il tanto atteso finale di Sense8 è stato rilasciato su Netflix l'otto giugno: i sensates ci salutano per l'ultima volta con un dono importante

L’otto giugno, in pieno periodo di manifestazioni del pride, è stato rilasciato sulla piattaforma streaming il finale di Sense8. Serie diretta dalle sorelle Lana e Lilly Wachowski che ha avuto vita breve a causa della cancellazione dopo la seconda stagione da parte della direzione Netflix. Una scelta comprensibile dal punto di vista economico, per una produzione in continuo viaggio per il mondo, ma assolutamente avversa alla fama e al consenso che la serie si era guadagnata.
Amor vincit omnia è di fatti il risultato delle numerose petizioni finalizzate alla costruzione di un degno finale, per una serie lasciata monca in un momento cruciale dello sviluppo degli eventi.

Wolfgang ancora nelle mani della BPO; il resto del cluster finalmente riunito e con Whispers come ostaggio e possibile “moneta di scambio”. Quasi tutti insieme, a Parigi. In un momento campale, ma anche di comunione e definitiva interazione.
Al di là degli svolgimenti narrativi, delle scene di azione, delle scelte e dei (pochissimi) momenti di reale tensione, la bellezza di Amor Vincit Omnia risiede nel veder finalmente i personaggi, a cui quasi indistintamente ci siamo legati, insieme e più uniti che mai per l’ultima battaglia.

Tra Parigi e poi Napoli si snocciolano il salvataggio di Wolfgang e la messa in pari delle questioni ai vertici della BPO. Amor Vincit Omnia chiude in sole due ore e mezza tutte le questioni fondamentali, e per questo non c’è da aspettarsi un capolavoro. I temi in gioco sono tanti e non tutti ricevono la stessa cura a livello di sceneggiatura. D’altro canto, non è nemmeno una critica credibile che può essere mossa a un finale non immaginato in questi termini, costretto a tirare le somme in 150 minuti. Soprattutto per una serie che affrontava, accanto a un filone narrativo unico, le vite di otto persone sparse tra i continenti. In un mondo così fortemente interconnesso, quanto ancora e per fortuna differenziato nel profondo.
Ogni membro del cluster ha/aveva una caratterizzazione unica: come ipotizzato da qualcuno, con ogni personaggio si sviluppa quasi un genere cinematografico a sé stante. Una forza vitale singola che confluiva in una mente unita, quindi più forte. Ed è proprio questo sguardo positivo e sincero che ha reso la serie così apprezzata.

La prima cosa da dire è quindi che Amor Vincit Omnia non è un capolavoro cinematografico. Esserne consapevoli fin dall’inizio e poi dimenticarsene. Perché Amor Vincit Omnia è un prodotto consapevole di non poter dettare legge da quel punto di vista.
Però Amor Vincit Omnia è anche e soprattutto un finale che ha cuore: un vero e proprio dono da parte delle registe.
Per chi ha seguito la serie, se n’è appassionata, affezionandosi alle sorti di ogni singolo personaggio Amor Vincit Omnia è tutto quello che si poteva desiderare. Sarà anch’esso un possibile appunto negativo, ma in questo finale non si respira mai una vera e propria tensione. Ci sentiamo sicuri, e sono sicuri i nostri sensates.

Sicuramente anche soltanto un’intera stagione conclusiva non avrebbe percorso l’esatto tracciato del film, ma Amor Vincit Omnia nasce con presupposti diversi e quindi le sorelle Wachowski giocano. Si divertono. Le scene d’azione sembrano riproposte direttamente da un videogioco; si alternano momenti esilaranti ed altri più tristi; l’unico momento di reale pericolo di un personaggio diviene nuovo slancio d’amore. E Amor Vincit Omnia, così come dichiarato dal titolo, è un grande inno all’amore. In tutte le sue forme e nelle sue infinite possibilità.

Le stesse molteplici possibilità che trovano forma nell’interconnessione si riscontrano nell’espressione del sentimento. Dopo tutto Sense8 nasce da un’immaginata proiezione delle nuove dinamiche sociali e tecnologiche. L’interconnessione che ci rende tutti vicini aldilà delle distanze, che ci consente di accedere a nuove competenze e informazioni. Tutti allacciati a una rete che può essere un’arma a doppio taglio – facile riscontrarlo ogni giorno da parte dei leoni da tastiera -, ma che in primo luogo ci rende più potenti.

Sense8 è sempre stata, in fondo, una grande favola e un grande scontro tra il bene e il male. Come ogni favola, riceve con Amor Vincit Omnia un finale da sogno. Un finale non solo chiuso da dichiarazioni e fuochi d’artificio, ma che torna ad essere un meraviglioso esempio di inclusione. Amor Vincit Omnia è vietato ai minori di 18 anni, probabilmente per le scene di sesso. Ma è un sesso mai volgare, mai finalizzato a far scandalo o ad attirare voyeur dell’ultima ora. È un sesso visto come espressione di un sentimento, ma anche nella sua essenza di gioco, divertimento; senza mai avere peli sulla lingua o vergogna. Perché dobbiamo ricordarci che l’amore vince su tutto, che l’amore non sottostà a vincoli di genere e soprattutto non deve mai avere vergogna.

Martina Neglia

Classe 1993. Studio Fisica, ma non sembra.

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