Benefit Corporation: la via italiana

Fare impresa responsabile compatibile al fare italiano

E’ notizia di questi giorni: è nata la più grande Benefit Corporation italiana, la nuova Maugeri. Grazie all’omonima Fondazione, che le ha trasferito 18 istituti in sei regioni italiane e 3.600 dipendenti, fra cui 650 medici, la Istituti Clinici Scientifici Maugeri Spa, così si chiama adesso, ha infatti assunto il profilo di Società Benefit. «Si tratta della scelta di contemperare la finalità economica con la finalità di interesse pubblico», ha detto Paolo Migliavacca, direttore generale.

Ma cosa è una Benefit Corporation? E’ uno stato giuridico ammesso negli Stati Uniti e in Italia dal 1° Gennaio 2016, pensato per aziende for-profit che vogliano andare oltre l’obiettivo del profitto e massimizzare il loro impatto positivo verso la società e l’ambiente.

Innovazione, condivisione e diffusione del beneficio comune, crescita del business e allineamento valoriale con i consumatori consapevoli, questa la formula vincente di una Benefit Corporation.

Questa formula aziendale sta raccogliendo le attenzioni di un sempre maggior numero di operatori economici in Italia e nel mondo. Infatti, i dati degli scorsi mesi mostrano che a un anno dai provvedimenti le società benefit italiane sono più di 100, quasi metà tra Milano e Lombardia.  Esempi internazionali? Patagonia è stata la prima grande azienda a trasformarsi n B Corp nel 2011, il portale di vendita online di prodotti di autoproduzione e artigianali. Etsy è una Bcorp, Kickstarter pure.

La  Certified B-Corp è promossa da B-Lab, ente internazionale no-profit che ha dato vita al movimento delle B-Corps, una vera community internazionale di riferimento che ha portato anche in Italia al riconoscimento giuridico dell’impresa for-benefit attraverso la creazione di una normativa dedicata.

“L’imprenditore  – ha dichiarato il senatore del pd Mauro del Barba, padre della norma italiana –  ha un sogno quando avvia la sua attività, e non è mai un sogno di mero profitto ed arricchimento personale, ma riguarda la collettività. Le regole giuridiche ed economiche dentro le quali lo obblighiamo a competere soffocano quel sogno e glielo fanno dimenticare. Le Società Benefit lo recuperano e lo mettono nuovamente al centro.”

L’intento della norma è proprio quello di consentire la diffusione nel nostro ordinamento di società che nell’esercizio della loro attività economica abbiano anche l’obiettivo di migliorare l’ambiente naturale e sociale nel quale operano, riducendo o annullando le esternalità negative o meglio utilizzando pratiche, processi di produzione e beni in grado di produrre esternalità positive che si prefiggano di destinare una parte delle proprie risorse gestionali ed economiche al perseguimento della crescita del benessere di persone e comunità, alla conservazione e al recupero di beni del patrimonio artistico e archeologico presenti nel luogo ove operano o sul territorio nazionale, alla diffusione e al sostegno delle attività culturali e sociali, nonché di enti ed associazioni con finalità rivolte alla collettività e al benessere sociale.

Non sempre rispetto a  questo fenomeno è stato sottolineato a sufficienza il fatto che la normativa, permette di far emergere un dato caratteristico di molte delle imprese del nostro Paese che, in modi spesso non formali, hanno comportamenti sostenibili e virtuosi. Le Benefit  Corporation permettono di creare uno spazio apposito per quelle aziende che operano anche per le comunità e il territorio, dando loro un campo da gioco nel quale muoversi.

Molti sono gli imprenditori che da decenni volontariamente hanno investito nella responsabilità sociale d’impresa, come pure a quelli che hanno sempre visto come strettamente incorporato nel proprio core business sia il profitto sia un chiaro obiettivo comune con cui hanno caratterizzato la propria vision aziendale e a cui ora possono dare una forma esplicita e maggiormente visibile.

Tutto questo patrimonio, spesso individuale e poco conosciuto, questo capitale sociale investito in azienda, trova ora un riconoscimento e uno spazio nuovo di diffusione e intrapresa.

Il tema per lo sviluppo di queste forme di imprese  è allora proprio quello di intercettare coloro che già fanno Benefit Corporation senza dichiararlo, dando visibilità a quegli aspetti che sono sono sempre più apprezzati anche in termini di scelte di acquisto da parte dei consumatori.

Noi italiani conosciamo bene l’importanza di queste caratteristiche e siamo un Paese in cui intraprendere significa ancora mettere in campo un’azione prima di tutto responsabile.

Siamo i primi in Europa a cimentarsi con questa opzione, ma siamo pure consapevolmente parte di un grande movimento internazionale che ha compiuto qualche passo da imitare e soprattutto ha bisogno di ricevere stimoli dalla creatività italiana. Evitando accuratamente operazioni di greenwashing che spesso e  purtroppo  sono salite agli onori della cronaca in questi ultimi anni.

Angelo Bongio

Interista, valtellinese di nascita, lombardo di vita e lavoro, curioso di varie robe

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