Berlusconi e l’abilità di saper puntare sul cavallo vincente (nonostante tutto)

Forza Italia ha subito un calo vertiginoso delle preferenze, eppure è in lizza grazie al fattore-Salvini che fa da traino

In queste ore di follia mediatica post-elettorale, con l’accavallarsi di mille voci, abbiamo avuto l’opportunità di seguire gli sviluppi sul fronte del MoVimento 5 stelle, il partito con la percentuale più alta di preferenze, di ascoltare l’accorato discorso di Matteo Renzi che “oggi si dimette domani” (come titola Il Sole 24 Ore) dalla guida del Partito Democratico, di assistere alle dichiarazioni di vari esponenti della Lega, il partito che guida la coalizione di centro-destra. Nel caos generale di una maggioranza non delineata, da crearsi necessariamente attraverso delle alleanze scongiurate con astio fino a 48 ore fa, il silenzio più assordante è quello che ha circondato la figura di Silvio Berlusconi.

Il Cavaliere in video

È solo nella sera de 6 marzo che il Cavaliere è comparso sui principali mezzi di comunicazione attraverso un video, per commentare i risultati elettorali: nel breve discorso di due minuti e mezzo pone, come naturale, l’accento sul contributo fondamentale del suo partito e del risultato positivo ottenuto dalla coalizione, di cui tuttavia non si proclama leader ma “garante”, un messaggio diretto a Matteo Salvini e un modo per ricordargli, non troppo tra le righe, il patto stretto prima delle elezioni. Non risparmia parole dure per i pentastellati, accusando gli elettori di questi ultimi di “ingenuità” per aver creduto nella promessa di un reddito di cittadinanza: ne approfitta, piuttosto, per ribadire l’impegno a stabilire una flat tax – il punto centrale del programma economico della coalizione di centrodestra – che favorisca le imprese e le famiglie, una spinta per l’economia. Per quanto riguarda i risultati del suo partito, riconosce che Forza Italia potrebbe aver fatto di meglio se solo non gli fosse stato impedito di concorrere come “candidato a pieno titolo”. Il video si conclude con un appello al Presidente della Repubblica Mattarella, sotto l’auspicio che la coalizione ottenga il mandato di formare il nuovo Governo.

Vincitore non necessariamente è chi vince

Questo video, in questo particolare momento della storia politica del nostro paese, dimostra quanto sia fondamentale puntare sui cavalli vincenti. Dal 1994 ad oggi è la prima volta che le dinamiche “forza-leghiste” vengono ribaltate: infatti, dopo il calo di consensi avvenuto tra il 2006 e il 2013, la Lega di Matteo Salvini ha saputo scalare le vette delle preferenze, passando dai 1.411.510 di elettori del 2013 ai 5.634.577 di questa tornata elettorale, un incremento di quattro volte tanto in numeri assoluti. D’altra parte, Forza Italia, un partito storicamente legato alla sorte politica (e giudiziaria) del suo leader, ha visto i propri consensi passare dai 7.332.134 del 2013 ai 4.535.742 del 2018, un crollo del 38%.

L’importanza di Matteo Salvini

Si pensi solo che il vituperato Partito Democratico, che ha siglato la sconfitta delle sinistre in questa tornata elettorale, ha conosciuto una crisi meno profonda (con un calo rispetto al 2013 di trenta punti percentuali). Insomma, Berlusconi deve la propria salvezza politica a Salvini e, nonostante i toni paternalistici espressi nel video in cui il Cavaliere reclama per sé un ruolo da “regista”, in realtà traspare chiaramente la consapevolezza che il primo nemico nei prossimi giorni, settimane e mesi, sarà proprio la camicia verde che si è allevato in seno. Salvini ha ribaltato gli equilibri interni della coalizione: se il “peso” politico di Umberto Bossi nel 1994 si aggirava attorno al 30% (una cifra determinante, sì, ma non trainante), oggi il leader della Lega traina di fatto la coalizione detenendo più della metà dei voti. Berlusconi, che sperava di dettare il ritmo alla danza, si trova ora a dover assecondare un alleato carismatico, che gode di grande appoggio popolare e di cui non si fida completamente.

Nei prossimi giorni assisteremo, dunque, all’assestarsi di una situazione tutt’altro che pacifica, che vede fronteggiarsi il MoVimento 5 Stelle campione solitario di preferenze, con una percentuale di voti non sufficiente per poter governare autonomamente e una storia di chiusura rispetto agli accordi post-elettorali con altre formazioni politiche; e la coalizione del centro-destra, la quale allo stesso modo non gode della maggioranza assoluta per poter formare un Governo tricolore (Forza Italia/Lega/Fratelli d’Italia) e dovrà guardare oltre il proprio schieramento per poter avere la fiducia delle Camere.

Camilla Eva Trotta

Dal 1993 con furore, sulla mia tomba scriveranno "Qui giace colei che non era d'accordo".

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