Biotestamento e Ius Soli: strada tortuosa per le “leggi di civiltà”

A Palazzo Madama si decide la sorte delle leggi di civiltà

“Si smetta la competizione tra i diritti civili”: è con queste parole che Emma Bonino ha commentato l’agenda pre-natalizia del Senato, che prevede la discussione a Palazzo Madama prima delle feste delle due “leggi di civiltà” promosse da Matteo Renzi e caldamente sostenute dal suo partito. È proprio l’ordine con cui la legge sul Biotestamento e il disegno di legge sullo Ius Soli verranno discussi che ha destato non poche critiche: la proposta nata dal capogruppo del PD Luigi Zanda e poi approvata dalla conferenza dei capigruppo e infine dall’Aula, prevede di discutere la legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) in prima istanza, mentre colloca la discussione in Senato dello Ius Soli in coda, solamente dopo il disegno di legge sui testimoni di giustizia, quello sugli orfani di femmincidio e quello sulla deradicalizzazione dello jihadismo.

Considerando che i lavori a Palazzo Madama sono rimasti sospesi non solo per l’Immacolata concezione ma anche per la festività di Sant’Ambrogio, patrono di Milano, che si festeggia il 7 dicembre, i giorni di discussione disponibili si sono ridotti a poco più di una settimana. Risulta altamente probabile, dunque, che questa calendarizzazione dei vari dibattiti porterà ad escludere lo Ius Soli, che così non riuscirebbe a vedere la luce prima della fine della legislatura.

C’è chi dice no al Biotestamento

D’altronde, già solo per quanto riguarda il Biotestamento, sono stati presentati dai senatori appartenenti a Lega Nord e Alternativa Popolare più di tremila emendamenti (per l’esattezza 3005). La resistenza più strenua proviene proprio da Massimo Gandolfini, leader del Family Day, appoggiato, fra gli altri, da Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliarello e Gianmarco Centinaio. Le opinioni contrarie si basano sull’argomentazione che le Dat sarebbero un modo per lasciare aperta la strada all’eutanasia, dal momento che non vi è una negazione esplicita delle pratiche eutanasiche e che l’approvazione di questa legge obbligherebbe anche le strutture sanitarie cattoliche o private che ricevono contributi regionali all’applicazione delle Dat, senza dare la possibilità ai medici di praticare l’obiezione di coscienza.

Pareri favorevoli

Il fronte favorevole alla legge sulla fine della vita, invece, vede la partecipazione di gran parte del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle: i pentastellati potrebbero addirittura prendere in considerazione di votare il cosiddetto “canguro”, ossia un emendamento che faccia cadere gli altri emendamenti, affinché la legge venga approvata in tempi più brevi, raccogliendo insieme al PD l’eredità lasciata dalla morte di DJ Fabo, il giovane che aveva scelto di ricorrere al suicidio assistito in una clinica in Svizzera alla fine di febbraio e che grazie alla sua lunga battaglia pubblica aveva saputo coinvolgere una larga parte dell’opinione pubblica.

Il tramonto dello Ius Soli

Appare piena di ostacoli, invece, la strada che potrebbe portare all’approvazione del ddl sullo Ius Soli. Nonostante le parole del capogruppo PD Zanda, che ha l’obbligo di mostrarsi ottimista nei confronti dei tempi e dei modi di approvazione, questo disegno di legge, fortemente voluto dalla sinistra e appoggiato da personaggi del calibro del Ministro dell’Interno Minniti e da Graziano Delrio, con tutta probabilità non vedrà la luce. E Matteo Salvini, dal suo palco in Piazza Santi Apostoli a Roma, ha dimostrato di saperlo bene: nella giornata di domenica, durante un comizio, ha rivendicato con orgoglio la responsabilità dell’affossamento del ddl che, secondo il leader della Lega Nord, rappresenta una “presa in giro per gli italiani perbene”. La cittadinanza, secondo il capo del Carroccio, non è un regalo elettorale ma un premio, qualcosa che va conquistato e di cui servono delle prove.

Insomma, nonostante le esortazioni di Emma Bonino e di alcune personalità radunatesi davanti a Montecitorio per un sit-in a non guardare ai sondaggi ma ai diritti, sembra proprio che l’approvazione delle “leggi di civiltà” sarà nient’altro che un nuovo tavolo su cui giocare gli equilibri di potere in vista delle elezioni che si terranno durante la prossima primavera.

Camilla Eva Trotta

Dal 1993 con furore, sulla mia tomba scriveranno "Qui giace colei che non era d'accordo".

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