Bonucci al Milan: la vera bandiera, nel calcio, è il denaro

Qualcuno ancora si stupisce e parla di amore o fedeltà?

Bonucci al Milan: clamoroso, ma non troppo

Sono state e sono ore di fuoco per il calciomercato della Serie A (e anche per quello internazionale). Leonardo Bonucci al Milan è sempre più cosa fatta secondo le più importanti testate sportive – su tutte SportMediaset, che per prima ha dato notizia dell’ipotesi, della trattativa, e sta seguendo la vicenda con un live blogging. Tutti hanno urlato al clamoroso, all’incredibile, al tradimento di Bonucci nei confronti della Juventus e degli juventini. In realtà, oggi, credo non ci sia più niente di così clamoroso in una vicenda del genere, che certo può essere strana (vedere un giocatore perno andare in una squadra direttamente concorrente), ma non dovrebbe più stupire.

Ancora c’è chi si avvelena

La cosa che più trovo triste in tutta la vicenda è che ancora c’è chi si avvelena, ancora c’è chi porta rancore per un professionista che non ha fatto niente che vada direttamente contro la sua (ormai ex) squadra. Ha semplicemente fatto quello che fanno praticamente tutti nel mondo del calcio, seguono il soldo. Si sente – e soprattutto si legge – parlare di bandiere, di giocatori simbolo, di amore per la squadra, per i tifosi o le società. La verità è che il giocatore non è più una bandiera, l’unica bandiera del calcio è il denaro. Non ci sono giocatori che si leghino ad una squadra per amore (se c’è è uno su mille), e anche quando sembra che lo facciano dalle loro dichiarazioni, dietro ci sono sempre bei soldi – si veda la vicenda Donnarumma.

Chi ci perde, sempre e comunque, è il tifoso. Il tifoso che porta rancore, di colpo, verso un calciatore che sino al giorno prima idolatrava come simbolo della sua squadra del cuore, quando questo giocatore non ha fatto nulla per meritare il suo odio, è semplicemente passato da un lavoro che aveva ad uno che ha reputato più interessante – in cui è meglio pagato. La verità è che spesso cerchiamo giustificazioni, ne abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di spiegazioni valide per la nostra testa, di ciò che succede. E quindi si pensa se perdere due finali di Champions sia stata la ragione di Bonucci al Milan, se sia stato per problemi con la dirigenza, con lo spogliatoio, ecc. Non ci si riesce a capacitare del fatto che un ragazzo di 30 anni possa semplicemente essersi stancato e aver avuto voglia di una nuova avventura. Abbiamo bisogno di grandi motivazioni, ma talvolta queste non ci sono, o non sono grandi come sembra.

Buffon è l’ultimo della vecchia guardia

Quando dico che non ci sono più bandiere, e che l’unica bandiera è quella del denaro, lo intendo davvero. Faccio fatica a pensare negli ultimi anni ad un giocatore che sia rimasto nella propria squadra per amore della stessa, o fedeltà. Uno di questi Signori del calcio ha lasciato i campi di gioco qualche settimana fa, ed è Francesco Totti. Un altro qualche anno fa, ed è Javier Zanetti, e altri ancora prima: tra tutti Paolo Maldini, e potrei continuare. L’ultimo di questa vecchia guardia è Gianluigi Buffon, l’immortale portiere bianconero che è come un buon vino: più passano gli anni e più diventa forte.

Credo che Buffon sarà l’ultimo di una tipologia di giocatore che veramente, profondamente, quando dice di essere attaccato alla maglia crede veramente nelle sue parole. Baciare la maglia, dire di amare la società ed i tifosi, di avere un legame speciale, sono tutte frasi a cui, da anni, non bisognerebbe più dare peso. Si pensi – su tutti ed è l’unico esempio che farò, altrimenti ci sarebbe da scrivere un libro – ad Ibrahimovic e alla sua vicenda, a cui è ampiamente dedicata la voce su Nonciclopedia a suo nome:

“Ho sempre sognato fin da bambino di giocare in questa squadra e finirò la mia carriera qui”
~ Zlatan appena arriva all’Ajax, appena arriva alla Juventus, appena arriva all’Inter, appena arriva al Barcellona, appena arriva al Milan, appena arriva al PSG, per poi lasciarlo per il Manchester United

Cosa dico io

La Juventus ha fatto un buon affare. 40 milioni di euro freschi freschi da reinvestire (questa la cifra di cui parla su SportMediaset), nessuna contropartita tecnica. Il Milan ha fatto un grosso affare. Un centrale difensivo d’esperienza e carismatico, oltre che tecnicamente e tatticamente valido – secondo me un po’ sopravvalutato come “regista” difensivo ma questo è un altro discorso. Un leader che mancava da anni, da quando a guidare la difesa c’era un signore chiamato Alessandro Nesta. Bonucci al Milan è una grande operazione, anche non mi è difficile ipotizzare qualche opzione in favore della Juventus su qualche giocatore del rossonero (De Sciglio?).

Cosa dice la rete

La rete ovviamente si divide tra pro, contro e neutrali. Ho selezionato una manciata di tweet con lo scopo di rendere onore alle diverse posizioni. Chi si sente tradito, chi augura buona fortuna ad un giocatore a cui è affezionato (e magari anche di rompersi una gamba), chi dice che ormai il calcio è tutta una questione di soldi – e ha pienamente ragione. E poi c’è chi se la prende con gli juventini che oggi danno del traditore a Bonucci ma un anno fa non sognavano nemmeno di usare termini del genere per Higuain alla Juventus.

Andrea Careddu

Ho 22 anni e studio Comunicazione alla Carlo Bo di Urbino. Scrivo di Tech e Social Media. Racconto gli eventi dall'interno. Amo la fotografia. Studio Comunicazione e Pubblicità per le Organizzazioni. Sono @acareddu ovunque o quasi.

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