Canapuglia, poco fumo e molto arrosto

In questi anni si è recuperato un passaggio importante in area marketing: rendere consapevole il consumatore delle proprie scelte, accompagnandolo alla scoperta dei prodotti o servizi che acquista, talvolta facendolo persino partecipe della progettazione e realizzazione degli stessi.

Questo percorso non solo è importante, ma a volte addirittura necessario.

È il caso di Canapuglia, startup vincitrice del bando Principi Attivi 2010 della Regione Puglia, che sta restituendo valore a un mercato un tempo florido, ma ormai scomparso in Italia, spesso erroneamente associato ad un immaginario a senso unico: quello della canapa.

Prodotto versatile e ricco di proprietà, con la canapa si possono produrre, in modo sostenibile, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia.

La canapa è, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall’antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta.

 

credit photo: canapuglia

La canapa può essere coltivata anche per scopi alimentari, da essa si può ricavare un olio alimentare di altissime qualità. I semi di canapa, da cui viene estratto l’olio, contengono proteine di elevato valore biologico nella misura del 24 % e sono un valido rimedio per la carenza di proteine. L’olio, particolarmente ricco di grassi insaturi, è ideale per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio.

La sua infiorescenza è medicinale. Contiene circa 600 sostanze attive sull’organismo umano, tanto da poter essere utilizzata quotidianamente per il trattamento di numerose patologie diffuse come dimostra la lunga letteratura scientifica di riferimento.

Altrettanto straordinarie sono le proprietà di questo olio per gli usi industriali: non a caso è stato paragonato all’olio di balena. Con l’olio di canapa si possono fabbricare saponi, cere, cosmetici, detersivi veramente biodegradabili. Le vernici fabbricate con questa materia prima, oltre a non essere inquinanti, sono di qualità incomparabilmente superiore rispetto a quelle prodotte con i derivati del petrolio.

Insomma, non è un caso se Canapuglia è impegnata ormai da anni nella reintroduzione della coltivazione della Canapa in Italia. Dal 2015 persegue questo obiettivo anche con una fattoria, nella quale, oltre alla coltivazione, organizza corsi di formazione e servizi di consulenza personalizzati per i diversi ambiti d’applicazione della risorsa.

 

credit photo: canapuglia

 

L’impegno del progetto comincia da qui: col fornire informazioni scientifiche concrete ed attendibili. Solo così la canapa può tornare a soddisfare le numerose esigenze a cui è in grado di rispondere con soluzioni funzionali, semplici e sostenibili.

Poco fumo e molto arrosto, insomma. Paradossalmente la canapa torna dal passato con una potente carica d’innovazione. I ragazzi di Canapuglia lo sanno e fanno girare (la notizia!) su www.canapuglia.it,  restituendo l’identità perduta ad una pianta preziosa per l’umanità, presente da millenni anche sul territorio italiano.

Toni Augello

Blogger quando arriva l'ispirazione, scrittore senza contratto e appassionato di nuovi media come della vita, perchè in realtà profondamente attratto dalle dinamiche relazionali. Mi occupo di cultura e social innovation. Seguo con interesse il mondo del digital e delle startup.

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