Cantù-Gerasmenko una situazione che fa male al basket

Clima teso tra il magnate russo e il basket canturino alla vigilia de campionato

Si avvicina il momento della prima palla a due che darà il via alla LBA 2017/2018. Le protagoniste del prossimo campionato di basket sono pronte sulla griglia di partenza, ma con qualche eccezione. Da diverse settimane fa discutere la situazione di una società gloriosa come Cantù, dove la frattura tra i vertici societari (guidati da Dmitry e Irina Gerasimenko) e l’ambiente cestistico canturino sembra ormai insanabile. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, alla fine di agosto, riguarda l’aumento esponenziale di prezzo relativo ad alcuni settori della nuova “casa” della Pallacanestro Cantù, il PalaDesio, unita al richiamo di coach Bolshakov dopo la rottura con Carlo Recalcati.

Cantù-Gerasimenko, un amore mai del tutto sbocciato

Kyrylo Fesenko nella sua parentesi canturina – Fonte: instagram

Ma procediamo con ordine: il magnate russo Dmitry Gerasimenko è diventato presidente della società lombarta nell’inverno 2016, rilevando circa il 65% delle quote societarie dall’allora proprietaria, Anna Cremascoli, facendo grandi proclami sul futuro ed annunciando un budget sostanzioso per una squadra competitiva da subito. Nonostante i nomi altisonanti ingaggiati nell’ultimo scampolo di stagione 2015/2016 (Metta World Peace su tutti, poi Fesenko, Ukic, Ignierski e Lorbek), l’allora Acqua Vitasnella Cantù si salvò solo alla penultima di campionato, tra i mugugni della propria tifoseria. Anche la stagione successiva non ha dato i risultati sperati, con la squadra biancoblù estromessa troppo presto dalla lotta per i playoff, nonostante l’ingente impegno economico profuso dalla famiglia Gerasimenko per la costruzione del roster. Le turbolenze societarie si sono ripercosse anche sulla panchina canturina, dove si sono alternati ben tre allenatori nell’arco della Regular Season: Kurtinaitis prima, Bolshakov poi e alla fine Carlo Recalcati.

Il pasticcio Recalcati e la grana sui mancati pagamenti

Carlo Recalcati, ex coach di Cantù – Fonte: flickr.com foto di Paolo Centanni

Si giunge così all’estate appena conclusa con, in teoria, ancora l’ex ct della Nazionale a dover dirigere la squadra nella stagione ventura. Nei mesi di giugno e luglio si è assistito ad un susseguirsi di botta e risposta mediatica tra la presidente della società Irina Gerasimenko e Recalcati, con quest’ultimo che denunciava di essere stato tenuto all’oscuro di tutte le scelte tecniche fatte dalla dirigenza e la moglie del magnate russo a rispedire le accuse al mittente. In questo clima di tensione si è giunti alla soluzione del pasticcio solo al 1 agosto con la rescissione consensuale del coach italiano e al ritorno in panchina di Bolshakov, uno degli allenatori meno amati del passato canturino.

Appena archiviata la querelle con Recalcati, la famiglia Gerasimenko si è trovata alle prese con la bomba sganciata da due neo-acquisti americani: Randy Culpepper e Charles Thomas che, utilizzando i social network, accusavano la dirigenza russa di essere già in ritardo con i pagamenti nonostante il prestagione fosse appena iniziato. In particolare Thomas ha utilizzato parole pesanti, definendo la scelta di firmare con Cantù la “peggiore di tutta la sua vita”. La situazione sembra poi essere rientrata all’inizio di settembre con il patron russo che ha dichiarato di aver appianato tutte le pendenze.

Lo strappo degli Eagles e di Tutti Insieme Cantù

Le vicende descritte sopra, unite una gestione “discutibile” degli abbonamenti e al progressivo smantellamento delle giovanili canturine hanno portato, nelle ultime settimane, sia gli Eagles (il gruppo storico degli ultrà canturini – il testo integrale del comunicato) sia Tutti Insieme Cantù (l’anima canturina della società brianzola – il testo integrale del comunicato) a prendere le distanze dal magnate russo, pubblicando due comunicati stampa carichi di rabbia mista a delusione nei confronti delle gestione Gerasimenko, arrivando ad annunciare il non rinnovo degli abbonamenti nella stagione in partenza. A riassumere il sentimento della quasi totalità dei tifosi biancoblù basta l’incipit della lettera aperta di Tutti Insieme Cantù

Ciao Dmitry, c’è stato un tempo in cui ti abbiamo creduto e un tempo in cui ti abbiamo voluto credere. Ora non ti crediamo più.
Abbiamo accolto il tuo arrivo come un sogno, perché diciamoci la verità, tutti sognano l’arrivo di un magnate che ti faccia svoltare la “carriera di tifoso” e che ti riempia la bacheca di trofei. Questo sogno però sta diventando ad oggi un incubo.

Nelle ultime ore, alle preoccupazioni di tifosi e soci si sono aggiunte quelle del primo cittadino canturino, Edgardo Arosio, che afferma di avere chiesto di incontrare la dirigenza per sbrogliare la matassa ma di aver sempre ricevuto risposte negative.

Esprimo anche io un po’ di preoccupazione perchè finora nessuno è venuto a dirmi che tutti i fatti di cui leggo sono una bolla di sapone

A poco meno di due settimane dal via del campionato, è difficile dire come evolveranno le cose: se il magnate russo continuerà ad andare avanti per la sua strada o se tenterà una riconciliazione con i valori e i cuori canturini. La speranza che unisce i supporter di Cantù e gli amanti della pallacanestro di ogni altro colore è quella di vedere una piazza storica serena e in grado di disputare un campionato sostenuta dai suoi tifosi e dalla sua città.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

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