Cesare Battisti, la fuga è finita?

Secondo indiscrezioni dei giornali brasiliani il governo starebbe pensando a un blitz per espellerlo dal Paese

Ci sono storie di cronaca che non si concludono e tornano ciclicamente. Ci sono poi casi in cui la cronaca si mescola ad un periodo storico, diventando così indelebile da tramandarsi per anni. A questa seconda categoria appartiene la storia di Cesare Battisti, neo arrestato dalla polizia brasiliana mentre tentava la fuga verso il confine a bordo di un taxi boliviano. Nessuna fuga rocambolesca dai dettagli romanzati, piuttosto un abbandono non così ben architettato e che gli è al momento costato caro. Oltre a tutto questo, il caso Battisti ha anche un’altra peculiarità: quella cioè di mettere d’accordo tutte le forze politiche. Numerose infatti le dichiarazioni dal PD al Movimento 5 stelle, che incoraggiano il governo a procedere verso l’estradizione.

Italia vs Brasile

Cesare Battisti è al momento l’oggetto del desiderio di ogni forza politica. Anche del Movimento 5 stelle, il
cui candidato premier si è lasciato scappare una castroneria associandolo agli anni dello stragismo. Il
problema è che al momento la situazione è delicatissima e pensare che rimarrà così ancora per qualche
giorno, sarà una prova di nervi e soprattutto di diplomazia non da poco. Battisti si fa forza del fatto che l’ex
presidente Lula gli aveva concesso a suo tempo asilo, per cui sarebbe difficile ottenere l’estradizione. Al momento però, mentre i giochi di relazioni internazionali si fanno e disfano alla luce della luna, la
situazione del Brasile non è poi così serena e tranquilla. Questo potrebbe diventare un ottimo motivo per
far decidere il governo a riprendere le redini della politica internazionale e esporsi, prendere una decisione.

Un possibile bliz

Le ultime indiscrezioni riportate dal quotidiano di Rio de Janeiro O Globo rivelano che il governo brasiliano
starebbe pensando a un vero e proprio bliz: prelevare Battisti dalla prigione a Corumbà, la città del Mato Grosso do Su, e scortarlo su un aereo federale diretto in Italia. Il fermo per contrabbando sarebbe stato modificato in prigione preventiva dal giudice federale, così da accelerare il processo di espulsione. Uno dei problemi burocratici che gravitano intorno alla vicenda sarebbe l’assenza di una dichiarazione formale in cui l’Italia rinunci ad applicare l’ergastolo, incostituzionale per il Brasile. Un passo che invece potrebbe agevolare l’estradizione.

Espulsione vs estradizione: azione di forza contro iter burocratico logorante e complicato? La decisione al momento, sebbene le diplomazie stiano già muovendosi, sarebbe nelle uniche mani del presidente Michel Temer. La storia di Cesare Battisti sembra dunque in stallo: conteso da più parti ma allo stesso tempo fermo in Brasile, in attesa del suo destino che nel frattempo prevede l’appello alla Corte Suprema.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

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