Cézanne e Morandi in mostra alla Villa dei Capolavori di Parma

Per la prima volta in Italia giunge a Parma dal Museo Puskin di Mosca l'opera “Baigneurs” di Paul Cézanne. Per l'occasione nella Villa dei Capolavori sarà allestita una mostra, over poter analizzare i punti di contatto che legano l'artista Giorgio Morandi al post-impressionismo francese

Dal Museo Puskin di Mosca giunge a Parma l’opera di Paul Cézanne“Baigneurs” del 1890-94, appartenente al ciclo dei Bagnanti. Per la prima volta in Italia, il capolavoro sarà visibile al pubblico fino al 10 settembre 2017. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Magnani-Rocca di Parma, che per l’occasione ha allestito una mostra nella Villa dei Capolavori.

I protagonisti indiscussi in questa occorrenza sono Paul Cézanne e Giorgio Morandi. I due pittori sono legati da un fil rouge che caratterizza nel complesso tutte le loro opere: la pittura essenziale. Questo è un tema particolarmente caro a Luigi Magnani, il promotore della Fondazione Magnani-Roca. Gli artisti sono stati da sempre fondamentali presenze nelle sue collezioni d’arte private e ritornano anche quest’anno in un continuo dialogo e confronto culturale.

                                                                                                                                        Paul Cézanne, Tasse et plat de cerises, circa 1890

L’opera di Cézanne del Museo Puskin ha, senz’altro, una struttura idilliaca, affine alle scene pastorali dell’Arcadia. Figure nude, immerse nella natura, vivono in perfetta armonia con essa. Come se fossero delle ombre colorate, le forme maschili sono disposte su un palcoscenico naturale. Senza mostrare la propria soggettività, mettono a nudo non l’anima ma la loro forma essenziale, proporzionalmente geometrizzata.

La scelta di questi due grandi artisti va ricollegata alla predilezione dell’arte, vista nei suoi termini essenziali. Lo stesso Morandi in primis fu fortemente influenzato dalla pittura francese post-impressionista. Cézanne nelle sue opere ha sempre tentato di fondere i fenomeni percettivi di luce e colore con quelli razionali delle forme e dello spazio. La sua ambizione era quella di risolvere il tutto esclusivamente tramite il colore, evitando il superfluo del disegno, il chiaroscuro e la prospettiva. La propensione a sintetizzare la coscienza delle cose con pennellate veloci e quasi incomplete è alla base della sua visione essenziale dell’arte.

                                                                                                                            Giorgio Morandi, Natura morta con frutta, 1927, olio su tela

Una profonda affinità, dunque, lega i due pittori che condividono la ricerca comune nella meditazione sui paesaggi. La fugacità del tempo è affrontata attraverso la provvisorietà della natura morta, elemento neutrale di cui studiarne sfumature e variazioni.

Rosanna Auriemma

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