‘Corruzione’: l’odore di New York, di Don Winslow

La storia di Denny Malone nel nuovo libro di Don Winslow

Corruzione: un libro duro, sporco, senza facili moralismi e moralità. Con l’abituale bella  scrittura di Don Winslow, il ritmo incalzante che ti prende e non ti molla più. Le vicende di  uomini che sanno di poter sopravvivere solo se pensano e si comportano da  predatori: fare altrimenti porterebbe solo a soccombere.

Questo il sunto del nuovo libro di Don Winslow, uscito per i tipi di Einaudi. È la storia di Denny Malone, irlandese, poliziotto (figlio di poliziotto), re della Manhattan North Special Force, detta Da Force (“L’unità che imperversava sulle strade di Harlem come un vento impetuoso spazzando via ogni immondizia”), fratello di un pompiere, morto l’11 settembre 2001.  Cattolico che odia la Chiesa ma che da cattolico irlandese se beve whiskey, beve Jameson (“perché il Bushmills è roba da protestanti”).

fonte: http://www.leggereacolori.com/libri/anteprime/corruzione-di-don-winslow/

Ed è la storia dei suoi fratelli poliziotti (un nero, un italiano  ed un ebreo istruito): un coagulo di pregiudizi,  perché tutti sanno che una squadra di poliziotti a New York non può non avere che quella composizioni etnica.

Una squadra con i suoi riti per  festeggiare un arresto, una confisca, un obiettivo raggiunto sul lavoro, ossia la serata “bowling” solo  per gli uomini, bei vestiti  (“solo la camicia con gemelli”), cene in ristoranti stellati, puttane di alto borgo, alcool e droga. Oppure le feste comandate (il 4 luglio e il S. Natale) da trascorrere con le mogli e i figli – ognuno padrino dei figli dell’altro – e in una di queste grigliate – in cui possiamo assaporare dalle pagine l’odore della carne, la freschezza della birra e le urla dei giochi dei bambini in piscina –  che si svolge una delle scene più forti e drammatiche del libro.

Il libro è il racconto della discesa degli inferi di Denny, fra picciotti italiani, ganster domenicani e neri, con guerre per il controllo dei quartieri, i tradimenti e i passaggi di bandiera fra le diverse fazioni.  Guerra di bande simili a quelle che si combatto a suon di corruzione e di trappole fra  poliziotti, Fbi, avvocati, sindaci, lobby, fino ai  potenti capitalisti del mattone

Qui non abbiamo il Messico o le spiagge dei surfisti, luoghi dove Don ha ambientato altri dei suoi successi. Qui c’è New York. E “Corruzione” è un libro dove si sente l’odore e il puzzo della Grande Mela, l’amata città di Denny, come nei libri di Maigret si sente l’odore di Parigi.

Quattro stelle  su cinque per questo libro: uno di quei libri che incolla, che una volta finito lascia dentro una traccia, un malessere per ore e per giorni, frutto dell’aver visto da vicino, molto vicino il male di cui è capace l’uomo.

Angelo Bongio

Interista, valtellinese di nascita, lombardo di vita e lavoro, curioso di varie robe

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