Coworking space, molto più che una casa per freelance

Se ne parla tanto, ma non è ancora abbastanza: il 'coworking space' ha rivoluzionato il modo di lavorare. E non solo ai freelance

La leggenda narra che il primo coworking space fu aperto a San Francisco nel 2005. L’anno in cui, con lo slogan “brodcast yourself”, YouTube venne alla luce dello schermo del pc. Twitter non era stato ancora inventato e Facebook approderà in Italia solo l’anno successivo.

Spesso nati in location di fortuna, i coworking si diffondono rapidamente nei grandi centri e nel giro di poco tempo arrivano ad impadronirsi di uffici e poli direzionali svuotati dalla crisi.

Tanti si affannano a scrivere epitaffi sul coworking. Probabilmente sono gli stessi che continuano a pronosticare la fine di Facebook senza soluzione di continuità. Instancabili. Ignorano che negli ultimi anni gli spazi di coworking sono cresciuti del 36% in tutto il mondo, superando le 8.000 unità (Global Coworking Survey 2015-2016, Deskmag).

Anche in Italia il trend è positivo e in continua crescita. Talent Garden, Cowo, CO+, sono solo alcune delle esperienze più significative. Mobilità scarsa e mentalità vecchia, in casa nostra, lasciano ampio margine a queste realtà per svolgere un ruolo di profonda innovazione sociale.

Credit Photo: Artconnect

Le ragioni di un successo così eclatante sono legate proprio alla trasformazione del mondo del lavoro. Il coworking resta tuttavia un modello che agevola soprattutto nuove professionalità e produzione immateriale e certamente non risolve, in un colpo solo, tutti i problemi relativi all’occupazione. Ma in un Paese dove la disoccupazione continua a viaggiare a due cifre nell’indifferenza generale è una boccata d’ossigeno.

La vivibilità degli spazi, la spinta alla relazione costruttiva con gli altri, la formazione e lo scambio permanente presenti nel DNA di ogni coworking li rendono straordinari luoghi di ispirazione e motivazione per chi ne fa parte. Il clima positivo che si respira in un coworking ha nella maggior parte dei casi un impatto positivo anche sui quartieri che li ospitano. L’accentuata inclinazione all’innovazione, poi, ha fatto evolvere questi spazi in qualcosa di più importante.

Credit Photo: www.sfb.lu

Il coworking space, come scrivono gli esperti, non è più solo il luogo dove parte il processo di produzione e distribuzione del valore generato, ma diviene un fattore abilitante che innesca e alimenta la produzione del valore. Da semplice occasione di condivisione di risorse materiali si è trasformato in un simbolo della sharing economy.

Il coworking è il luogo dove tutto può accadere

Qui possono nascere progetti anche per caso. Può aver luogo una prima incubazione di iniziative imprenditoriali. Qui si possono sperimentare nuovi approcci alla gestione e allo sviluppo del brand, si possono lanciare nuove forme di comunicazione e marketing.

Lavorare in uno spazio condiviso, infatti, consente di sviluppare in maniera inedita nuove idee, elaborarle con i primi feedback e i primi test ancora prima di arrivare sul mercato.

Il coworking, oggi, è un luogo dove la contestuale offerta di servizi integrati rende il processo creativo più veloce e al passo coi tempi. Nel coworking si disegna ogni giorno un nuovo orizzonte di collaborazione e condivisione, una rotta che un mondo ostinato a segnare confini ed alimentare conflitti sembra aver perso. Di coworking non è morto nessuno e, in un Paese in cui da mesi si discute solo di legge elettorale, non se ne parla ancora abbastanza.

Toni Augello

Blogger quando arriva l'ispirazione, scrittore senza contratto e appassionato di nuovi media come della vita, perchè in realtà profondamente attratto dalle dinamiche relazionali. Mi occupo di cultura e social innovation. Seguo con interesse il mondo del digital e delle startup.

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