Cucinare con i fiori: la cucina bella, buona e sana che fa impazzire il web

C’è chi sostiene che abbia successo perché fotogenica e ideale da condividere sui social: cucinare con i fiori commestibili ha però un lungo passato e tanti benefici

Fino a qualche tempo fa erano affare di ristoranti di classe e stellati che stupivano i loro avventori servendo insalate colorate e belle, da guardare prima che da gustare, o zuppe dal tocco esotico. Oggi i fiori commestibili sono sui piatti di (quasi) tutti e li rendono unici e originali, obbedendo a un mantra antichissimo, quello del si mangia prima con gli occhi che con la bocca. Mantra che chi più, chi meno ha imparato a fare suo soprattutto da quando Instagram&co. hanno iniziato tanti all’arte della foodtography, cioè la fotografia che fa di torte a strati decorate, rotoli di sushi, avocado toast e simili moderne nature morte, rigorosamente da immortalare in uno scatto social prima di poter essere finalmente gustate.

A chi non abbia grande familiarità con i fiori commestibili, così, i piatti preparati con petali, boccioli, pistilli potranno sembrare da annoverare nel grande conto delle pietanze più belle da vedere che buone da mangiare: quelle come il Frappuccino Unicorno di Starbucks, per esempio, così colorato e fotogenico da poter scommettere sia giovato al brand e ai suoi clienti più affezionati più eco sui social che vendite effettive. Ci sono piatti, in altre parole, che escono dalle cucine degli chef con il chiaro intento di piacere, alla vista prima di tutto, di tanti affezionati del foodporn che non riescono a non far finire quello che hanno ordinato prima sui social che nelle loro pance. Non è il caso, però, dei fiori commestibili: già nel Medioevo si preparavano pietanze a base di riso, crema e petali di fiori; una delle pietanze tipiche dell’inglese Edoardo I erano le violette passate nello zucchero e si dice che i Tudors servissero speciali insalate condite con i petali dei fiori che si potevano trovare in giardino.

Cucinare con i fiori, insomma, è una pratica antica che, per fortuna, è stata riscoperta insieme a un approccio più slow alla cucina, al cibo, al buon mangiare. Attenzione per le materie prime, per la loro stagionalità e per la regionalità dei piatti sono, infatti, alcune tra le più importanti tendenze nostrane per quanto riguarda il food. E la cucina dei fiori commestibili sembra seguirle al meglio, tanto più che recupera in qualche modo anche l’antica arte degli speziali e del preparare con quello che offre il giardino, nel senso più letterale della frase. Gli amanti dei fiori da mangiare, del resto, avrebbero un consiglio fondamentale per chi vuole imparare a cucinare con i fiori: rispettarne i tempi, le fioriture, usare in inverno i fiori commestibili invernali e in estate la grande varietà di quelli estivi. Anti-spreco e del riciclo, insomma, la cucina con i fiori è anche questo.

Ed è più a portata degli amanti dei sapori forti di quanto si possa immaginare. Dimenticate le violette che profumavano delicatamente l’alito delle signore per bene, i fiori commestibili possono avere sapori anche molto forti, tanto da risultare sgraditi a chi non ama i piatti decisi. Il nasturzio, per esempio, ha un sapore pepato e salato e può ben essere sostituito ai capperi in insalate e altre preparazioni. Anche la calendula ha un sapore speziato, ma ci sono fiori che assomigliano nel gusto alla menta piperita o che hanno note agrumate (come la lavanda) o icordano il miele.

Inutile ribadire, però, che non tutti i fiori che si trovano in giardino sono commestibili: meglio informarsi bene prima di sperimentare profumate ricette floreali, anche presso i più vicini centri ad hoc come quelli per i funghi. In più, cucinare con i fiori non deve essere considerato a prova di tutti: com’è facile immaginare, infatti, sono molto comuni i casi di allergie ai fiori commestibili e le reazioni potrebbero non essere delle più facilmente gestibili.

In tutti gli altri casi, però, con i fiori commestibili ci si può davvero sbizzarrire in cucina. L’uso più comune è nelle insalate, per dare colore e sapore senza aggiungere grassi eccessivi. Si potrebbero provare, però, anche oli aromatizzati, marinature, versioni cristallizzate o caramellate dei petali o dell’intero bocciolo o, perché no, sperimentare zuppe e risotti. C’è, tra l’altro, una sorpresa che non ci si aspetta quando si comincia a cucinare con i fiori: la maggior parte di questi hanno effetti benefici che vanno dalle proprietà antitumorali a quelle coagulanti, antinfiammatorie, calmanti e in alcuni casi anche in grado di curare disturbi psichici. Per i fiori commestibili, insomma, è proprio il caso di dirlo: belli, buoni e sani.

Virginia Dara

Ha sempre più parole di quelle che dice: è la descrizione migliore che abbiano mai potuto fare di me. Sarà perché tutto quello che non dico lo scrivo, da quando ero piccolissima e credevo di voler fare la giornalista e invece forse volevo solo fare la giornalaia. Così, in Rete mi trovate scrivere di comunicazione e di digitale (per lavoro), di libri (per passione) e di varie ed eventuali (un po' per necessità). Quando non scrivo leggo: qualsiasi cosa, dai bugiardini dei farmaci alle etichette delle bottiglie, tranne i gialli. Quando non leggo probabilmente sto pensando al mare: sono pur sempre un'isolana.

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