Dolce e Gabbana a Pechino: un confronto con il film ‘La città proibita’

Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sfilano con la loro nuova collezione ispirata all'Oriente a Pechino tra ori, piume e pizzi: un confronto con il film La città proibita (2006) di Zhang Yimou

Sono state definite le ultime imperatrici quelle presentate da Dolce e Gabbana nella sfilata-evento di Pechino che, dopo Hong Kong, conquista definitivamente il pubblico orientale.

“Un omaggio alla Cina”, così presentano la loro straordinaria collezione i due stilisti italiani, lungimiranti nel marketing della moda, soprattutto negli ultimi anni (vedi la collezione di hijab per le donne musulmane), sebbene sempre fedeli alla loro vena creativa. Uno stile inconfondibile, femminile, sensuale, sempre in equilibrio tra sacro e profano, sontuoso e regale più che mai, soprattutto in questa collezione dove sete, broccati pregiati, pizzi e intarsi vengono impreziositi da piume sinuose (in onore del gallo, animale simbolo dell’anno corrente per il calendario cinese)

Credits photo: corrieredellasera.it

All’ombra di oscillanti lanterne rosse, sfilano modelli che richiamano lo stile impero, ammiccando ai ruggenti anni ’20 (soprattutto nella collezione presentata ad Hong Kong), mentre nella sfilata di Pechino trionfano gli ori e i ricami che rimandano ai fregi del palazzo imperiale nella Città proibita. Un’ attitudine barocca quella di Dolce e Gabbana che si arricchisce, di volta in volta, delle tradizioni culturali locali, sebbene i due stilisti tengano a precisare:

Ci teniamo molto alla larga dal costume e dal folklore, questa collezione è un omaggio alla Cina, un segnale di attenzione, ma i nostri clienti non vogliono che gli ricordiamo la loro storia e le loro tradizioni: loro vogliono noi.

Ed ecco che il profumo dell’Oriente e di questa millenaria cultura dipingono uno scenario quasi fiabesco, fatto di ori accecanti e colori dominanti: il rosso, il blu e l’oro, la passione, la proibizione ed un pizzico di “nobiltà”, quel mix perfetto in grado di creare una lussuria di forme che incanta qualunque spettatore.

Credits photo: corrieredellasera.it

Come non effettuare, a questo punto, un confronto con l’incantevole film La città proibita (2006) di Zhang Yimou, ambientato nella Cina del decimo secolo, durante il regno della grande dinastia dei Tang. Nella città imperiale lo sfarzo e la ricchezza si respirano in ogni luogo. Un’opulenza estetizzante e quasi surreale nei rituali formali e quotidiani che vedono protagonisti i due imperatori (interpretati da due dei più grandi attori del cinema cinese: Chow Yun-Fat, nel ruolo dell’imperatore, e Gong Li -nella foto sotto-, sua consorte) e il loro stuolo di servi.

Credits photo: nuovocinemalocatelli.com

Senso dell’onore, tradimenti, complotti, incesti ed inganni, espressi attraverso una fotografia in cui, anche in questo caso, dominano i colori primari e l’oro, con tutta la simbologia ad essi legata.

La sontuosità dei costumi e della scenografia, come quella ricreata dal brand di moda italiano Dolce e Gabbana, affascina per la forza dei contrasti, per la ricercatezza e la cura dei dettagli.

Ricordiamo che l’origine del termine barocco, probabilmente attribuibile alla parola spagnola “barueco”, che designava un genere di perla dalla forma irregolare, vene utilizzato in epoca seicentesca per definire una corrente artistica prima e letteraria poi, caratterizzata dal principio del voler generare stupore e meraviglia nello spettatore, obiettivo perfettamente centrato  dal capolavoro cinematografico del regista cinese così come dal capolavoro sartoriale di Dolce e Gabbana.

Una ridondanza che rapisce fra trame di pizzi, intarsi e stucchi, dove la forza magnetica dei colori ci trascina in un mondo surreale che richiama persino gli echi lontani delle pagliuzze dorate dell’Art Nouveau di Klimt (sempre in richiamo agli anni ’20)

Credits photo: liberopensiero.eu

Questa intuizione creativa dei rapporti tra diverse forme d’arte può esser ancora più manifesta attraverso l’analisi di alcune foto della sfilata, confrontate ad altrettante scene del film citato:

Anche un occhio poco esperto è in grado di poter cogliere dunque le interessanti sintonie tra lo stile di Dolce e Gabbana e quello del film La città proibita.

Grazie all’indissolubile e sempiterno legame tra moda, arte e cinema, anche nella fedeltà ad una linea creativa coerente, come quella sposata dai due stilisti italiani.

Attraverso l’incontro con la cultura e la tradizione, il futuro della moda è in grado di rinnovarsi, come una fenice che risorge ancor più bella dalle ceneri del passato.

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.