E vissero per sempre felici e in case separate

L'ingegno umano offre nuove soluzioni per risolvere quei problemi che l'amore e la quotidianità portano con sé

Cosa hanno in comune tutte le principesse? In cima alla lista c’è sicuramente il fatto che siano gnocche da paura. Poi il principe azzurro, un amico animale parlante, una matrigna o un nemico e il castello. Sì, c’è sempre un monumentale castello ad attendere la principessa di turno dopo l’happy ending. Ed era così anche nella vita reale, per noi che principesse non siamo. E il tempo imperfetto è d’obbligo, dal momento che nell’ultimo decennio è cambiata la forma familiare a cui le principesse sono abituate. Sono tempi nuovi e in continua trasformazione questi, per l’idea di famiglia tradizionale, affiancata da profili sempre nuovi di coppia, di relazione, di genitorialità. Sono tempi per principesse fuori dagli schemi. Nel castello infatti potrebbe non esserci il principe. Finiti i festeggiamenti, potremmo assistere a un bacio sull’uscio e poi basta, fine della giornata. Si chiamano LAT (Living Apart Togheter) e sono le coppie che non convivono per scelta, seppur innamoratissime. Una sorta di semilibertà, perpetrata anche in età avanzata, che si discosta dalle convenzioni sociali a cui siamo abituati. Perché alla fine gli esseri umani studiano e trovano milioni di modi per migliorare la propria vita in relazione ai tempi storici. Così niente castello in comunione di beni, solo case separate: e allora sì che “vissero felici e contenti”.

Ma quali sono i benefits della “convivenza evitata”?

Il peggior nemico dell’amore è la routine: sveglia, broncio, comunicazione ridotta a grugniti, lavoro, pranzo, lavoro, cena, divano, zapping. Niente di nuovo, perchè la stanchezza, nella maggior parte dei casi, vince a mani basse sulla novità, sulla curiosità e sulla scoperta. E a volte non ci si rende neanche conto che quella che può sembrare una sicurezza, alla fine si sta trasformando in una gabbia. Ma l’amore è libertà, l’amore è emozione primordiale, l’amore è felicità. Per questo occorre essere davvero bravi. Occorre essere attenti. Occorre non sottovalutare mai la presenza e le premure. Occorre, infine, rendere nuova anche la routine. Oppure occorre, in alternativa, sperimentare nuovi modi per godere degli aspetti migliori della propria relazione scegliendo di vivere in case separate. Sì, insomma, in questo modo il tempo trascorso insieme diventa una continua scelta di condivisione, non è mai obbligatorio o dettato dalla convivenza. Il tempo diventa di qualità. E la qualità è la diretta antesignana della felicità. Nessun momento di tensione o di intima privacy nel fare le cose di ogni giorno: il partner non guarderà l’altro fare il bucato, ma vedrà solo quella biancheria pulita indossata.

Quali soggetti sono predisposti a questo modello di relazione?

Di solito chi proviene da convivenze fallimentari e, quindi, non desidera ripetere l’esperienza, oppure chi ha figli da una precedente relazione e preferisce che la nuova unione sia separata dal contesto familiare preesistente – sottolinea in un’intervista a Donna Moderna il professor Roberto Pani, psicoanalista e docente di psicologia clinica presso l’Università di Bologna – Ma ciò non basta a scegliere un tipo di unione anticonformista in una società che prevede ancora che l’amore si celebri sotto un tetto comune“. Infatti oltre a essere una scelta anomala e innovativa, il fatto di vivere in case separate anche in età avanzata resta una scelta coraggiosa proprio per via delle convenzioni sociali che ancora permeano la nostra società. Fino a quel punto in cui, come in ogni ambito, l’uomo adatta il cambiamento alle sue esigenze. Fino al punto in cui le convenzioni contano zero, se paragonate a un tentativo nuovo di essere felici in due. E anche una misura così drastica, come quella di vivere in case separate sembra una buona idea.

E può funzionare, per uno, per alcuni, per tutti. Può essere la soluzione ideale a quei problemi tanto comuni che l’amore e la quotidianità portano con sé. Ed è apprezzabile l’istintiva voglia umana di voler porre rimedio a questi problemi. Con raziocinio e mente aperta, tutte cose che alla fine della fiera con il cuore c’entrano ben poco. E infatti la verità è che quando c’è amore la voglia di condividere è folle e smisurata. Quando c’è amore, gli attimi perfetti e selezionati con cura accrescono inverosimilmente la curiosità verso quelli imperfetti. Quando c’è amore non bastano i momenti, vuoi la vita intera.

Anita Casalino

Esaurita e spettinata, nella frenetica voglia di votare la vita intera alla "passione". Laureanda in Scienze Investigative, pallavolista, web writer: amo tutto quello che faccio, perché il resto l'ho eliminato.

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