Edin Dzeko: come conquistare Roma a suon di gol

Arrivato tra la gioia generale dei tifosi, dopo un periodo molto complicato il bosniaca si è preso a suon di gol l'amore della piazza

Impreciso, lento e goffo. Poi “sì segna, ma non è cattivo e neanche decisivo”. Fino al passare all’essere definito spietato ed una tassa da pagare per ogni squadra che incontra sulla sua strada. Questa la parabola di Edin Dzeko con la maglia della Roma, che come un pugile, ha saputo rispondere colpo su colpo alle critiche (tante) ricevute in questi due anni e più nella capitale. Per il bosniaco infatti, arrivato dal Manchester City per 15 milioni di euro nell’estate 2015 tra l’entusiasmo del popolo romanista, l’avventura in giallorosso è stata tutt’altro che in discesa.

L’inizio

Con Dzeko i tifosi giallorossi sognano di poter avere finalmente dopo anni, quell’attaccante alla Batistuta, che potesse condurre la Roma al tricolore. E l’inizio non sembra affatto smentire le aspettative: dalla doppietta alla presentazione della squadra contro il Siviglia, fino al gol vittoria contro la Juventus il 30 agosto 2015, mandando al settimo cielo la folla romanista accorsa all’Olimpico e preannunciando una marcia trionfale verso il successo finale. Non è stato così. Da quella partita per il bosniaco ex Wolfsburg, inizia un vero e proprio calvario fatto di errori clamorosi sotto porta, critiche e fischi. Se ne va Garcia, con una squadra al quinto posto ed in seria crisi di risultati. Arriva Spalletti, ma la musica non cambia, anzi, il centravanti classe 1986 si fa da parte, per lasciar spazio al tridente leggero composto da Salah ed i nuovi acquisti Perotti ed El Shaarawy. Chiuderà la stagione con 39 presenze e 10 gol in tutte le competizioni. L’annata finisce con un terzo posto in campionato, Dzeko è triste, la piazza lo contesta e se ne priverebbe volentieri. Ma più di qualcuno, dalla mente fredda e l’animo saggio afferma: “Aspettate, il primo anno in una nuova squadra trova sempre difficoltà, poi però trova la sua dimensione e vedrete”. Ed aveva ragione.

La metamorfosi

Nella stagione successiva c’è Spalletti fin da subito, che lavora sull’animo e la testa del calciatore e mettendolo sin da subito al centro del suo progetto tecnico. Il Milan lo cerca, visto un Bacca insofferente, ma il tecnico di Certaldo punta su di lui e lo trattiene nella capitale. La musica è un’altra sin da Pinzolo: occhi di fuoco, l’unico obiettivo è segnare, far bene, riscattarsi e far vedere che il vero Dzeko, quello campione di Germania con il Wolfsburg e decisivo nella vittoria della Premier League del Manchester City dopo 44 anni, è un altro. Ed il più grande marcatore della storia della Bosnia (52 gol) ci riesce sin da subito, siglando 10 gol nelle prime 10 partite di campionato. Una vera e propria macchina da gol. L’intesa con Salah è da stropicciarsi gli occhi, i due si cercano e trovano con una facilità disarmante e questo aiuterà la Roma, seppure in una stagione senza successi, a centrare il record di punti in campionato, ben 87. Ma per Edin è soprattutto l’annata dei traguardi personali: capocannoniere con 29 gol in Serie A, 39 reti totali in stagione che gli valgono il titolo di miglior cannoniere stagionale della storia romanista. A questo ci sono da aggiungere 15 assist, che confermano come non sia solo un grandissimo bomber, ma anche un calciatore capace di giocare con e per la squadra, sottolineando anche il dato del 70% di passaggi riusciti.

 

Il presente

Qualcuno però ancora storce il bocca. Gli imputano qualche partita ‘decisiva’ sbagliata, anche se ribatte lui: “Non importa con chi si gioca, tutte le partite sono importanti”. Va via Spalletti, arriva Di Francesco e qualcuno pensa che il ‘Cigno di Sarajevo’ possa non rappresentare l’attaccante ideale per il gioco del tecnico proveniente dal Sassuolo. Qualche perplessità, l’incomprensione sulle parole del centravanti post Roma-Atletico Madrid. Il tutto però, dimenticato nel modo che preferisce e cioè a suon di gol. In questa stagione Dzeko ha trovato la via della rete 8 volte su altrettante gare. La solita, stupenda macchina da gol. Adesso Edin, può vantare di aver segnato a 22 delle 23 squadre affrontate in Serie A ed il miglior avvio di sempre in campionato per un calciatore giallorosso: 7 gol su 6 partite, come Totti nel 2002 e meglio di Balbo, Batistuta e Montella. Per concludere, un totale di 57 centri di cui 31 di destro, 18 di sinistro, 7 di testa ed uno di pancia, in 98 presenze conditi da ben 22 assist. Numeri da capogiro, da campione e giocatore totale quale è e quale è sempre stato Edin Dzeko. Il centravanti del presente e del futuro della Roma.

 

Alessandro Tagliaboschi

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