El Papu Gomez, il leader di un’Atalanta che sta sorprendendo tutti

L'ennesimo talento nato in Argentina e giunto in Italia per stupire

15 febbraio 1988. Siamo a Buenos Aires, Argentina. In uno dei tanti quartieri della città del tango nasce Alejandro Darío Gomez, noto a tutti come “El Papu” Gomez. In giovane età si trasferisce con la famiglia ad Avellaneda, a pochi chilometri dalla capitale. Qui cresce a pane e calcio, anche grazie a suo zio che è un ex giocatore dell’Independiente, una delle squadre della città, e a suo padre che lavora nello stesso club. Il giovane Alejandro si ritrova così a vivere fin da subito tra le “calles” della cittadina portuale. Ed è proprio in una di quelle “calles” che avviene la magia, la svolta nella vita di un bambino argentino.

Credits Wikipedia

Ai lati di questa strada ci sono ben due stadi di squadre rivali. Un’anomalia che rende Avellaneda una città ricca di passione e di cultura calcistica che ha poche rivali nel mondo. I tifosi di fazioni opposte vivono emozioni simili a pochi metri di distanza, il tutto in un clima surreale. Quasi utopico. L’Estadio Juan Domingo Perón, detto El Cilindro, e L’Estadio Libertadores de América ospitano le partite casalinghe del Racing Club e dell’Independiente. Ma la carriera del Papu Gomez non inizia in nessuna di queste due squadre, con stupore di buona parte dei lettori. In città c’è un altro club che milita nella massima serie argentina: l’Arsenal de Sarandí. L’Arsenal gioca in un sobborgo, Sarandí appunto, da cui prende il nome. È qui che il giovane Gomez tocca i suoi primi palloni ed inizia una carriera che lo porterà oltreoceano.

“Papu, ven aquí!” Siamo a casa Gomez e a pronunciare queste parole è sua madre in una calda mattina estiva. Il giovane Alejandro è tra i bambini più bassi della sua età e quel nomignolo lo descrive in pieno. “Il folletto” è una delle tante traduzioni in lingua italiana e quella che più gli si addice. “El Papu, el Papu!” tutti lo acclamano, tutti gioiscono alle sue giocate. In breve tempo riesce a farsi notare dal San Lorenzo che lo acquista come un giovane di prospettiva. Qui gioca quasi subito da titolare, conquistando gli osservatori arrivati da tutta Europa. Brucia le tappe, è un giocatore di talento e vivacità che permette agli allenatori di farlo svariare su tutto il fronte offensivo. Pietro Lo Monaco lo vede giocare diverse volte, si innamora di lui e decide che è ora di portarlo in Italia, nel calcio nostrano.

A Catania, Gomez non ha problemi di ambientamento grazie ai tanti sudamericani in rosa. Cresce calcisticamente e umanamente, conformandosi perfettamente alla vita mediterranea. “El Papu” non è solo un misto di tecnica e genio ma il prodotto di un’italianizzazione dell’uomo argentino. Nel 2013 il trasferimento in Ucraina, nel Metalist. Qui avviene qualcosa di importante nella carriera del “folletto”. Per un uomo abituato a festeggiare e ballare dopo ogni vittoria, il clima freddo -non soltanto per la temperatura, già bassa di suo- e di tensione dovuto alla guerra di certo non aiutano. Il paese è un campo di battaglia, la gente gira con i mitra, come lui stesso ha ammesso in un’intervista. La paura è tanta e la voglia di andare prende il sopravvento. A gennaio lo vuole l’Atalanta che punta fortemente su di lui e lo prende per pochi milioni di euro in una trattativa che, in questo momento, sta facendo le fortune della squadra bergamasca.

Credita Ansa.it

Oggi è il leader di una squadra troppo abituata a salvarsi che non si è ancora resa conto dell’impresa calcistica che ha appena compiuto. Il club lombardo sta incantando con i tanti giovani, da Conti a Caldara, passando per Kessié, e su cui Gian Piero Gasperini ha avuto il coraggio di puntare. Ed è proprio di pochi giorni fa la notizia del rinnovo di contratto con l’allenatore piemontese che sta facendo molto bene in quel di Bergamo. I vari ragazzi mandati in campo da lui lo stanno ripagando di tutti gli sforzi di questi mesi. Dopo un avvio a rilento (4 sconfitte nelle prime 5 giornate) la squadra e la società hanno continuato a credere in lui ed ora possono gioire di una storica qualificazione in Europa League, avvenuta sabato scorso in casa contro il Milan.

Insomma, un’ottima notizia per festeggiare tutti insieme nel “nuovo” stadio Atleti Azzurri d’Italia, da una settimana di proprietà della società bergamasca dopo l’asta a buste chiuse vinta ai danni dell’Albinoleffe. Tante novità che faranno piacere ad una città ed una calda tifoseria che stanno vivendo un sogno romantico ma pur sempre calcistico.

 

 

 

 

 

 

Tomas Di Battista

Aspirante scrittore e blogger di love story. Sport writer e fondatore di Raccontare le emozioni. Chiedo consiglio alla notte affinché mi sussurri parole da condividere!

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