Elezioni in Nord-Renania/Vestfalia, l’SPD perde anche il suo ultimo avamposto

Trionfo CDU nelle elezioni in Nord-Renania/Vestfalia. Crolla la SPD

Con quasi 4 punti di vantaggio sul partito di Martin Shultz, la CDU ha conquistato anche la regione del Nord-Renania/Vestfalia, dove il candidato Armin Laschet ha ottenuto il 34,2% dei voti. Hannelore Kraft, la sfidante dell’SPD, ha già dichiarato di voler rassegnare le proprie dimissioni: “Ho fatto del mio meglio”, ha dichiarato la vicepresidente del partito. Evidentemente però gli abitanti del Land più popoloso della Germania hanno preferito altrimenti: il partito socialista si è infatti fermato al 30%, non riuscendo ad attingere neanche a quello che, secondo le parole di Kraft stessa, sarebbe “la roccaforte dell’SPD”.

E in effetti il fatto che una stoccata del genere provenga proprio da tale regione non fa che renderla più bruciante per i socialisti. Quella che fino a qualche decennio fa era conosciuta come la regione “del carbone e dell’acciaio” è anche la più popolosa della Germania, con oltre 17 milioni di abitanti; e, dalla metà degli anni ’60 in poi, l’SPD è sempre stato il primo partito – ad eccezione della parentesi cristiano-democratica di Ruettgers, dal 2005 al 2010. Il ritorno della CDU di oggi porta con sé molti significati, primo fra tutti quello di un apparente e generalizzato collasso della sinistra tedesca: la vittoria di oggi arriva infatti dopo quella nel Saarland e nello Schleswig-Holstein, lanciando il partito di Angela Merkel verso una vittoria sempre più probabile alle elezioni di settembre, dopo aver conquistato una larga fetta dell’elettorato all’ex presidente del Parlamento europeo Martin Schultz.

Non a caso l’ormai ex ministro presidente della regione Kraft aveva paragonato le elezioni di oggi a delle “mini elezioni federali“. Per quanto in realtà la campagna elettorale sia stata prettamente incentrata su temi regionali (per lo più solo i populisti di Alternative fuer Deutschland hanno giocato sul terreno del mercato del lavoro e della politica di apertura ai migranti), il risultato parla chiaro: 33,5% per la CDU, 31,1% per l’SPD. Seguono gli altri partiti minori: 12,1% FpD, 7,6% AfD, 6,1% i Verdi, 4,9% die Linke, 0,9% il partito Pirata.


Partiti minori, ma comunque fondamentali per lo scenario futuro. Come spiega Der Spiegel, infatti, sono tre gli scenari che ora si aprono: una Große Koalition tra i due partiti maggioritari, una coalizione “a semaforo” (ovvero SPD, FdP e Verdi, i cui colori ricordano appunto quelli di un semaforo) o ancora una coalizione “Giamaica” (dove al posto dell’SPD ci sarebbe la CDU: dunque nero, giallo e verde, proprio come la bandiera Giamaicana). Secondo lo Spiegel, una coalizione a tre si prospetta difficile: per i liberali una coalizione con i socialisti e i Verdi è fuori discussione, per i Verdi lo è quella con i cristiano-democratici e i liberali. Lo scenario più plausibile sembra prevedere un’alleanza tra CDU e liberali, ma è ancora presto per dirlo.

Liliana Farello

Aquilana, classe '93, attualmente studio Relazioni Internazionali alla Sapienza di Roma. Nel mio futuro mi piacerebbe vedere cosa c'è dall'altra parte del mondo, ci sto lavorando.

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