EMA: Milano non si rassegna facilmente alla sconfitta

La scelta di Amsterdam come sede dell'Agenzia Europea dei Medicinali non è ancora pacifica

Così è: l’Agenzia Europea per i Medicinali risiederà ad Amsterdam, a nulla è servito il ricorso del primo cittadino di Milano Giuseppe Sala presso la Conte dei Conti Europea, che è stato dichiarato irricevibile dal Consiglio dell’Unione Europea. Milano potrebbe così perdere definitivamente la speranza di ospitare nel Pirellone l’EMA, dopo essere stata sconfitta dalla rivale Amsterdam sul filo di lana, attraverso lo spietato metodo del lancio della moneta.

Il processo decisionale

La questione legata all’assegnazione della sede dell’EMA – una delle agenzie europee più ricche, il cui indotto stimato è di 1.5 miliardi di euro, che dunque fa gola a molti – è piuttosto complessa, dal momento che formalmente gli organi deputati a prendere decisioni in merito al trasferimento delle agenzie sono tre: il Consiglio dell’Unione Europea, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo. Tuttavia, nel 2012 si è stabilito che fosse il Consiglio dell’Unione Europea ad assorbire il processo decisionale, il cui risultato sarebbe stato solo in un secondo tempo sottoposto all’approvazione degli altri due organi.

La Commissione Europea ha approvato la decisione del Consiglio e ha proposto un emendamento del regolamento che formalizzi il trasferimento della sede da Londra ad Amsterdam. Il Parlamento Europeo, tuttavia, discuterà questa proposta durante la sessione plenaria che si aprirà a Strasburgo all’inizio di marzo e dunque è stato possibile, da parte dei 78 parlamentari italiani, presentare a propria volta degli emendamenti che proponessero di spostare la sede a Milano o di inserire dei nuovi parametri per Amsterdam. La partita è ancora aperta, ribadiscono.

Le perplessità riguardo alla sede di Amsterdam

Al netto delle rivalità da tifoseria tra le due città, ciò che lamenta Giuseppe Sala, ma anche Palazzo Chigi per mezzo dell’avvocatura dello Stato (la quale ha depositato un ricorso alla Corte di giustizia europea), è che ci sia stato “uno sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti”, insomma, che il Consiglio dell’Unione Europea abbia preso questa decisione in base a informazioni non veritiere sulla sede olandese, in corso di realizzazione.

Giovedì 22 febbraio, per rispondere a questi e altri quesiti, una delegazione di parlamentari europei (guidata da Giovanni La Via, commissione Ambiente, gruppo Ppe), si è recata ad Amsterdam per verificare l’andamento dei lavori. In effetti, il “Vivadi Building” sembra essere ancora lontano dal completamento, ma l’eurodeputato liberale Jan Huitema ha rassicurato i membri della delegazione, promettendo che entro giugno sarà posata la prima pietra e che i lavori saranno terminati entro l’autunno del 2019, data prestabilita per il definitivo trasferimento.

L’andamento dei lavori e la conformità con i prerequisiti imposti dall’Europa rappresenta un punto cruciale, perché Milano potrebbe avere ancora qualche possibilità qualora venisse riscontrata dalla delegazione una qualche difformità nella costruzione degli edifici o dei tempi previsti per la realizzazione di questi. Il 12 marzo la commissione Ambiente presenterà le proprie osservazioni davanti all’assemblea plenaria, e due giorni dopo il Parlamento Europeo esprimerà la propria decisione.

La replica di Sala all’irricevibilità del ricorso

Nel frattempo, il sindaco di Milano non molla l’osso e si dimostra determinato nel perseguire i propri obiettivi. Nonostante il Consiglio dell’Unione Europea abbia pubblicato un documento indirizzato alla Corte di Giustizia europea nel quale si sottolinea l’errore del Comune di Milano e l’irricevibilità del ricorso, argomentando che lo stesso Consiglio “non può essere considerato l’autore della decisione”, Sala ha replicato che non si tratta d’altro che di una strategia difensiva e ha approfittato dell’appoggio offertogli dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per rinnovare la richiesta a Roma di una maggiore incisività.

Camilla Eva Trotta

Dal 1993 con furore, sulla mia tomba scriveranno "Qui giace colei che non era d'accordo".

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.