Il Fenerbahce fa la storia, sua l’Eurolega

Primo titolo continentale per il team turco, con un pizzico di azzurro

Buona la seconda per il Fenerbahce che, dopo la finale persa l’anno scorso, porta a casa la prima Eurolega della sua storia. Final four da incorniciare per tutta la squadra di Zeljko Obradovic che dopo aver eliminato il Real Madrid di Llull e Doncic in semifinale, ha dominato i greci dell’Olympiakos rifilando loro un pesante -16 per il 80-64 finale. Alla sua nona Eurolega vinta, Obradovic scrive la storia della squadra turca che, dopo 7 campionati turchi e 5 Coppe di Turchia, riesce a mettere le mani su un trofeo internazionale.
Dominante la prova di Bogdanovic e Kalinic nella metà campo offensiva e quella di Ekpe Udoh in quella difensiva; da incorniciare anche la prova di Gigi Datome, autore di 11 punti, 10 dei quali nella seconda metà partita, quando il Fener ha iniziato a scavare il solco decisivo per la vittoria.
Le fatiche della rimonta della semifinale contro il CSKA, invece, sono state fatali per le gambe e la testa dei biancorossi che non sono mai riusciti a prendere in mano il pallino del match.

La cronaca: il Fener scappa, Spanoulis & co. non tengono il passo

fonte: euroleague.net

Al pronti via, il calore dei 15mila della Sinan Erdem Dome sospinge i padroni di casa che approcciano al match con grande intensità sia nella metà campo offensiva che in quella difensiva. In attacco, il Fener trova un Nikola Kalinic caldo come una boiler, capace di mettere tre triple sulle tre tentate. Dall’altra parte del campo, Ekpe Udoh e compagni limitano le soluzioni offensive dell’attacco biancorosso guidato, come sempre da Vassilis Spanoulis che però sembra da subito meno lucido rispetto alla sfida col CSKA.
Nel secondo quarto, l’Olympiakos sembra trovare le misure per limitare gli attacchi della squadra di Obradovic e inizia ad andare con più facilità a canestro grazie principalmente alle seconde linee. Nonostante l’accresciuta fluidità dell’attacco biancorosso, il Fener continua a controllare il match, trascinato da Bogdan Bogdanovic. All’intervallo il tabellone recita 39-34 per i padroni di casa.
Al rientro dagli spogliatoi il copione del match cambia; ai -4′ dalla fine del quarto, due minuti di buio offensivo biancorosso, complice un monumentale Udoh, coincidono con un parziale da 14-2 che spedisce sul +14 il Fener sempre più acclamato del pubblico della Sinan Erdem Dome. In questo frangente, fondamentale è l’apporto di Gigi Datome, capace di mettere a segno 10 punti tra la fine del terzo quarto e l’inizio dell’ultimo.
Ultimo quarto che è quasi una passerella per i ragazzi di Obradovic che non fanno altro che gestire la partita, fino al massimo vantaggio (+20), sull’onda dell’entusiasmo del pubblico di casa, verso la conclusione del match sul definitivo 80-64. Al fischio finale può quindi esplodere di gioia la maggior parte dei 15.000 tifosi che hanno affollato la Sinan Erdem Dome in queste due serate di spettacolo cestistico.

Dalla panchina NBA al titolo di MVP delle Final Four di Eurolega: Ekpe Udoh

fonte: euroleague.net

Mattatore della tre giorni di Istanbul, tra tutti, è stato un magnifico Ekpe Udoh, giunto quest’anno alla corte di Zeljko Obradovic dopo tre stagioni da panchinaro nella NBA. Dopo aver dominato l’area sotto i tabelloni nella partita contro il Real Madrid, il lungo americano di origine nigeriana ha messo a referto una prestazione da 10 punti, 9 rimbalzi, 5 stoppate e 4 assist, assommando un 29 di valutazione complessiva. Gran parte dei meriti della squadra di Obradovic nel contenere le offensive biancorosse vanno attribuiti all’onnipresente Udoh che ha intimorito le penetrazioni avversarie per tutti i 40 minuti del match, riuscendo a conquistare il titolo di MVP mettendo a segno un solo canestro dal campo, dato sintomatico di una prestazione fuori dal comune.

Un lampo azzurro: Gigi Datome sul tetto dell’Europa.

fonte: euroleague.net

Sette anni dopo Gianluca Basile con il suo Barcellona, l’Eurolega si tinge di azzurro con Gigi Datome. L’ala sarda si è guadagnata sul campo il merito di fregiarsi con il titolo di Campione d’Europa 2017. Datome, infatti, è stato decisivo nel break che a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto ha scavato il solco tra le due squadre, mettendo a segno 10 punti degli 11 complessivi a fine partita. Oltre ai punti fatti, Datome ha catturato 6 rimbalzi, subito 4 falli e contribuito ad elevare l’intensità difensiva, come chiesto da Obradovic. Per Datome, fortemente voluto dal GM Maurizio Gherardini e dal coach slavo per la sua duttilità tattica e la sua “garra”, si tratta del primo titolo internazionale dopo essere stato insignito, la scorsa stagione, del titolo di MVP del campionato turco.

La nona sinfonia del maestro Obradovic

fonte: Getty Images

L’obiettivo della dirigenza del Fenerbahce al momento dell’ingaggio di Obradovic nel 2013 era uno e solo uno, arrivare sul tetto d’Europa. Alla quarta stagione e dopo un cammino progressivo nelle scorse stagioni, il maestro del basket serbo è riuscito a conquistare la sua nona Eurolega, regalando ai turchi il loro primo titolo continentale. Il percorso non è stato semplice, durante la prima stagione i risultati furono deludenti; con il passare delle stagioni Obradovic ha plasmato la squadra a suo piacimento e sono arrivate, nell’ordine: nel 2015 la prima qualificazione alle Final Four di Eurolega della storia del club con una sconfitta in semifinale, nel 2016 la prima finale persa ai supplementari con il CSKA e ieri sera la prima storica vittoria. Le due partite delle Final Four appena concluse sono il simbolo della pallacanestro di Obradovic: un’attenzione spasmodica della fase difensiva, accompagnata da una rotazione di palla enciclopedica alla ricerca di tiri piazzati ad alte precentuali che coinvolga tutta la squadra. Non c’è infatti spazio per violini solisti nella squadra del coach serbo, come dimostrato dal riconoscimento del titolo di MVP di un giocatore che ha tirato due volte dal campo in tutto il match.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

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