Festivalbar, quello che manca all’estate

Una manifestazione musicale che ha avuto molti eredi ma che rimane unica e inimitabile

Compilation rossa o blu? Prima della canzone tormentone dell’estate, era questo il dilemma croce e delizia della stagione calda. Poi improvvisamente siamo rimasti orfani di una manifestazione praticamente storica, il Festivalbar, ovvero, il Sanremo dei giovani, delle spiagge, dei campeggi, delle piazze, insomma di tutto quello che rendeva l’estate una vera estate. Dei veri concerti evento, organizzati nei cuori delle città di tutta Italia che, puntuale come il solstizio d’estate, andava in onda su Italia1 regalando agli spettatori una colonna sonora che li accompagnava per tutte le vacanze.

Il successo dei recenti concerto-eventi sia sulla Rai (Capitani coraggiosi) sia su Mediaset (con i Pooh), con l’exploit di Real Time grazie ai due concerti di Radio Italia a Milano e a Palermo, dimostrano che la domanda da parte del pubblico c’è e premia a suon di auditel questo tipo di scelte di palinsesto. Orfani per l’appunto di una manifestazione canora con i fiocchi, si cercano dei surrogati che per altro non soddisfano poi tanto tutte le fasce d’età come invece riusciva a suo modo il Festivalbar.

fonte foto: sunriseinternational.tv

Non si tratta solo di una di quelle ondate di nostalgia tipiche e cicliche che riguarda alcuni programmi storici. Qui la faccenda è supportata a suon di hashtag in seguito alla maratona andata in onda su Mediaset Extra il 4 giugno e da una appassionata pagina Facebook che mantiene vivo il ricordo di tanti telespettatori cresciuti a suon di Festivalbar. Un po’ come è successo per Sarabanda ma a supportare e radunare tutto c’è stato Enrico Papi. Leggendo i commenti sulla pagina Rivogliamo il Festivalbar si percepisce quanto all’epoca era sentito dai telespettatori: basti pensare al fatto che internet non gravitava intorno alla musica.

Nel 2008 l’edizione era stata annunciata ma non se ne fece niente: non c’erano i fondi necessari per mantenere in piedi una macchina da guerra della musica cosí impegnativa. Dalle origini nel lontano 1964, dove gli ascolti delle canzoni venivano conteggiati in base agli ascolti sui juke box di tutta Italia, il Festivalbar ebbe il suo periodo d’oro su Italia1 dove passò nel 1983. Presa in eredità dal figlio del fondatore Andrea Salvetti, che eliminò il playback, la kermesse divenne un vero appuntamento che ora in molti cercano di imitare. Il problema sono dunque sostanzialmente i fondi che non è difficile immaginare, devono essere corposi e duri da mettere insieme.

fonte foto: it.fanpop.com

Nel 2007 vi fu l’ultima edizione del Festivalbar, già risicata perché ridotta a sole tre tappe, con buona pace di tutti. Specchio dei tempi che cambiavano e di una manifestazione dallo scheletro malandato perché incapace di sostenere il peso della modernità, il Festivalbar fu dichiarato morto. Il tentativo di giocare con internet ci fu ma è anche vero che la fruizione di ormai dieci anni fa era completamente diversa da quella di oggi dove, come ha dimostrato Sanremo e come dimostrano gli eventi importanti come quelli di Radio Italia, portano molti ascolti aggiuntivi e fanno girare il mercato.

Musica e estate è un binomio imprescindibile. Perchè ci manca tanto il Festivalbar? Certo, la nostalgia per quando eravamo più giovani influisce e non molto ma non è solo questo. La verità è che la musica dal vivo, l’evento in sè che trascina le persone in piazza (e ora a maggior ragione le preoccupazioni per i grandi eventi sono un problema), unendo e creando “gruppo”, è qualcosa a cui non possiamo rinunciare e la formula del Festivalbar era figlia di un tempo in cui la musica vera e propria era al centro dell’attenzione. Oggi forse si bada più al nome, all’etichetta discografica, ai followers e meno alla sostanza. Ecco perché il Festivalbar ci manca.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.