FIBA-Eurolega, una guerra in cui perde lo sport

Tra pochi giorni via ai campionati, si cerca una soluzione per le finestre nazionali

Tra fumate nere e lettere senza risposta, va avanti il braccio di ferro tra FIBA ed Eurolega (prima ULEB oggi ECA) sulle finestre per le nazionali valide per le qualificazioni ai Mondiali 2019 durante la stagione. Le due istituzioni cestistiche non si sono mai amate, ma il muro contro muro che prosegue ormai dal mese di maggio sembra non possa portare a un vincitore e a un solo grande vinto: il basket. Nelle ultime due settimane, Euroleague prima e FIBA poi hanno presentato una possibile soluzione allo stallo. Attualmente sul tavolo, sembra essere restata solo la missiva della Federazione Internazionale che propone uno spostamento delle gare di Eurolega (nelle due settimane oggetto delle qualificazioni ai mondiali) dal venerdì al martedì, consegnando per sette giorni i giocatori alle rispettive nazionali, secondo lo schema sottostante.

La proposta Fiba per la finestra nazionali – fonte: twitter FIBA_Media

Una guerra che parte da lontano

La storia comincia nel lontano 2000, quanto l’allora ULEB fece nascere l’Euroleague, strappando il monopolio della massima competizione continentale alle federazioni nazionali. La garanzia di guadagni sostanziosi per i club partecipanti hanno fatto si che la FIBA rinunciasse ad organizzare i due principali tornei per Club (nel 2003, a fianco dell’Euroleague venne creata l’Eurocup) “accontentandosi” di organizzare l’Eurochallenge che si piazzava sul terzo gradino del podio per importanza nel Continente. La fredda sopportazione tra le due istituzioni andò così avanti fino al 2015, quando il presidente FIBA, Patrick Baumann, intraprese una campagna per la riforma della struttura della pallacanestro europea.

Lo strappo “boomerang” di  FIBA e Baumann

 

Patrick Baumann, presidente FIBA – fonte: euroleague.net

Nelle mire di Baumann c’era la volontà di riportare sotto l’egida della FIBA la massima competizione continentale. L’idea del tedesco prevedeva l’assegnazione di 8 posti garantiti ad altrettante big, con un sistema di licenze ancora da definire, un posto a testa per i campioni di Italia, Francia, Germania e Lituania e 4 posti alle vincitrici della fase di qualificazione per un totale di 16 squadre. A stretto giro dalla proposta delle FIBA è arrivata la replica dell’ECA che, forte di un accordo da circa 900 milioni in 10 anni con l’americana IMG, dava i natali alla nuova Euroleague a 16 squadre: 11 squadre con licenza decennale (tra cui l’EA7), la vincente della nuova Eurocup, le reduci dei qualifying round e tre tra i campioni nazionali non ancora in EL. Il nuovo format ha preso quindi il via nel 2016/2017, aprendo un’era in cui convivono 4 manifestazioni continentali contemporaneamente: Euroleague, Eurocup, FIBA Champions League e Fiba Europe Cup.

Il rischio delle nazionali di serie B

GIgi Datome; il capitano della nazionale non potrebbe partecipare alle qualificazioni mondiali Fonte: twitter @GigiDatome

Il braccio di ferro tra le federazioni nazionali e l’ECA è ormai storia di due anni fa con alcune di esse (tra cui quella italiana di Gianni Petrucci) che con una visione miope arrivarono a minacciare, con l’esclusione dai campionati nazionali, le squadre che avessero preso parte all’Eurocup (con l’Euroleague non ci hanno neanche provato vista la potenza economica della manifestazione, nda). Fortunatamente durante la scorsa stagione sono arrivati i primi segni distensivi, con le squadre italiane che sono tornate nel tabellone principale dell’EuroCup. Ora resta, però, da risolvere il nodo calendari che sembra ancora lontano da una soluzione, nonostante i campionati stiano per partire. Il rischio è quello di vedere nazionali di “serie-b” sgomitare per regalare ai compagni più famosi la possiblità di disputare il Campionato del Mondo. Pensiamo alla sola Italia: se FIBA ed ECA non trovassero un accordo, dovremmo rinunciare, oltre che agli “americani” Belinelli e Gallinari, anche a: Abass, Cinciarini, Cusin, Datome, Hackett, Melli e Pascolo. Per altre nazionali, gli assenti arriverebbero a coinvolgere l’intero blocco presente all’ultimo Eurobasket. Per scongiurare il rischio di vedere delle qualificazioni ai mondiali “figlie di un Dio minore” bisogna sperare che chi, da una parte, ha in mano i cordoni della borsa e, dall’altra, brama un fazzoletto di potere in più metta da parte l’orgoglio per il bene della pallacanestro intera. Gli appassionati di tutt’Europa vi ringrazieranno.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

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