Flavio Insinna: ancora accuse da Striscia la Notizia. Cui prodest?

Continua con nuove rivelazioni l'attacco della trasmissione di Antonio Ricci contro il conduttore Rai che resta in silenzio, mentre sui social la pubblica opinione si divide tra difensori e detrattori

Fin dove si può spingere l’informazione irriverente che strizza l’occhio alla satira, intende fare inchieste e denunce ed evidenziare problemi con tono goliardico?
A quali limiti e regole deontologiche deve sottostare?
Può questa modalità di fare giornalismo (o pseudo tale) essere equiparata a quella che invece presuppone approfondimenti , confronti, ascolto di tutte le parti coinvolte?
Ce lo domandiamo da ieri sera dopo esserci imbattuti in una nuova puntata del veterano programma di Canale 5, Striscia la notizia ed aver assistito ad un servizio dedicato a Flavio Insinna, il noto conduttore e attore in forza a mamma Rai.

Nel lungo spazio dedicato all’ex presentatore di “Affari tuoi” su Rai Uno, già bersaglio di precedenti sferzate da parte del Tg di Antonio Ricci, si è potuto assistere a quello che riteniamo – al di là del torto o della ragione – un cattivo modo di fare comunicazione, ancor di più se poi la si presenta come giornalistica.

Dailybest

Questi i fatti: partendo dalla proverbiale gentilezza che sembra (o sembrava ormai, per alcuni) appartenere ad Insinna nell’immaginario collettivo, sono stati di contro trasmessi audio fuorionda in cui  l’artista romano si lascia andare a dichiarazioni sboccate nei confronti del gioco ma anche di alcuni concorrenti, non risparmiandosi in volgarità che effettivamente si fatica a credere gli possano appartenere. Gli stessi video, poi, sono stati messi a confronto con quelli che ritraevano lo stesso Insinna ospite della trasmissione di Bianca Berlinguer, #cartabianca, al fine di evidenziare le contraddizioni tra il suo dire e il suo agire.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/la-gentilezza-di-flavio-insinna_28774.shtml

La sorpresa e la conseguente delusione per i suoi fan ed estimatori è stata immediata tanto che in queste ore molti sono i commenti, di varia natura, che gli spettatori stanno lasciando sulla sua pagina fb, ma al di là della legittima reazione del pubblico e dell’aspetto emotivo/empatico che la vicenda sta assumendo, ciò che con obiettività desta preoccupazione è il modo in cui queste accuse sono state sollevate e presentate ai telespettatori:

  • basandosi su fuorionda, per cui chi parlava non sapeva di essere registrato
  • senza nessun contraddittorio che desse voce anche alla controparte

Se poi a questo si aggiunge che chi ha registrato queste affermazioni era certamente un interno al programma e all’azienda, vicino ad Insinna, che ha di proposito raccolto questo materiale per poi inviarlo a chi forse non aspettava altro, se non altro essendo suo diretto concorrente all’interno del palinsesto, e allora la faccenda non solo si tinge di giallo, ma inizia ad avere ricadute molteplici, che hanno a che fare con la deontologia, con la gogna mediatica, con l’inciucio di bassa lega, con la premeditazione, la volontà precisa di colpire un bersaglio di cartone, come quelli dei poligoni di tiro, contro cui sparare a raffica senza che dall’altro lato questi possa rispondere nell’immediato al fuoco incrociato.

Ad oggi l’unica voce ufficiale alzatasi attraverso un twitter è quella del direttore di Rai Uno Andrea Fabiano che ha espresso solidarietà al presentatore, mentre lo stesso accusato, ancora nel momento in cui scriviamo, non ha pubblicamente né scritto né affermato nulla, chiuso in un ferreo silenzio stampa.

A cosa porterà tutto ciò? Nelle prossime ore certamente lo scopriremo immaginando che la questione non finisca qui, ma una cosa è certa: una nuova brutta pagina nella storia della TV è stata scritta. E se questo non è certamente un caso isolato, esistendo precedenti, anche gravi, che hanno avuto indiretti risvolti anche tragici, non meno peso assume nella bilancia della correttezza e del rispetto che deve equilibrare ciascuna azione, sia afferente la sfera privata che quella lavorativa, di ciascuno.
E che se abbia come scenario la televisione, i giornali, i social poco importa: in ogni caso afferisce a delle persone, che se sbagliano è giusto che paghino se esistono i presupposti, ma senza che alcun tribunale si sollevi dal nulla, con la presunzione di possedere la verità, spiando dal buco della serratura.

Ileana Bonadies

Giornalista, critico teatrale e organizzatore di eventi culturali, mi piace usare "le parole" per raccontare quanto di interessante e creativo accade intorno a me e oltre. Curiosità e amore per la Bellezza sono le mie doti... o forse i mie difetti!!!

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