G7: scontro tra titani. Un primo bilancio

La seconda giornata di lavori al G7 di Taormina si apre con l'accoglienza ai leaders africani ospiti, in un clima piuttosto teso. Vediamo cosa è successo nella giornata di ieri

Al via la seconda giornata di lavori al G7 di Taormina. Oggi il programma prevede diversi incontri con cinque tra i maggiori leeders dell’Africa: Tunisia, Nigeria, Niger, Kenya ed Etiopia. L’obiettivo è quello della cooperazione internazionale al fine di intervenire attivamente nel continente africano per risolvere il problema dei flussi migratori in Europa.

I sei Grandi della terra (meno la presenza del premier inglese Teresa May, rientrata nella serata di ieri in patria per presiedere alla delicata questione del “dopo attentato” a Manchester) si ritrovano anche oggi presso l’hotel San Domenico per discutere, insieme ai nuovi ospiti africani, di uno dei temi fondamentali nell’agenda di questo G7, fortemente voluto dall’Italia in primis, ossia appunto il problema dell’immigrazione, attraverso degli interventi mirati nei paesi da cui si originano i flussi verso l’Occidente. Collegato a questo tema quello delle grandi crisi umanitarie che coinvolgono alcuni Paesi della regione, dal Sud Sudan al Niger alla Somalia.

Nella giornata di ieri sono stati affrontati i temi della lotta al terrorismo, che vede una condivisione unanime da parte dei leaders ad intenti risolutivi in merito (di questo primo confronto è stato frutto il primo documento ufficiale del summit in una dichiarazione congiunta di condanna assoluta nei confronti del terrorismo, che riporta le firme dei sette), mentre, per quanto riguarda l’altro punto all’ordine del giorno, quello dei rapporti commerciali, la situazione si presenta meno omogenea negli intenti.

Credits photo: meteoweb.eu

Su tutti domina la posizione contrapposta tra una politica tendenzialmente di stampo protezionistico in campo economico, quale quella rappresentata dal presidente americano Donald Trump, alla quale si oppone quella tradizionalmente liberale degli altri stati partecipanti. In particolare sembra che lo scontro più duro sia stato quello di Trump con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Pare infatti che tra i due ci siano già stati momenti di tensione durante il precedente vertice N.A.T.O. quando il presidente americano avrebbe marchiato con un diretto e sonoro, “very, very bad” la situazione a suo avviso negativa della notevole presenza di prodotti automobilistici tedeschi nel mercato americano.

Sembra dunque che sul piano del commercio sarà difficile trovare una linea comune d’accordo tra i sette e si teme che tale situazione possa estendersi anche all’altro tema centrale del summit, ossia quello del clima. Il presidente italiano Paolo Gentiloni ha manifestato la sua fiducia in merito ad una risoluzione positiva dell’annosa questione del global warming che, ancora una volta, vede nel mirino le posizioni di “rinuncia” assunte da Trump in merito ai trattati di Parigi sulla riduzione delle emissioni di CO2. Su questo fronte lo scontro si presenta dunque con il neoeletto presidente francese Macron che intende far rispettare gli accordi firmati in ogni modo possibile.

credits photo: meteoweb.eu

D’altronde il presidente della commissione europea Juncker aveva già dichiarato che questo G7 sarebbe stato uno tra i più difficili della storia per le posizioni diametralmente opposte, in molti campi, sposate dai diversi membri, e le sue previsioni si sono mostrate veritiere quando, stamattina, con due comunicati stampa, sia la Merkel sia Trump hanno dichiarato che non terranno alcuna conferenza stampa alla fine del vertice.

Nel caso del presidente americano si sospetta che tale scelta sia facilmente comprensibile alla luce della delicata situazione di politica interna che in questo momento vede coinvolto il genero Jared Kushner nel mirino nell’indagine dell’Fbi sul Russiagate (ossia sui presunti rapporti tra l’entourage di Trump e la Russia durante le elezioni presidenziali). Probabilmente onde evitare domande imbarazzanti in merito il presidente preferirà non rilasciare interviste dopo la chiusura dei lavori, ripartendo immediatamente alla volta degli USA.

Temi complessi dunque quelli in analisi, che richiedono un energica e propositiva strategia politica e un serio accordo di cooperazione che speriamo possa, almeno per quelli oggi in agenda, trovare una condivisone unanime di intenti.

Credits photo: ilpost.it

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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