Ubisoft cambia logo: evoluzione e tappe dei creatori di Assassin’s Creed

Ubisoft ridisegna il suo logo, per la quarta volta

Oggi parleremo della Ubisoft, della sua storia e in particolare della storia legata ai suoi loghi, soffermandoci sui giochi che sono stati il simbolo di ogni singolo logo.

La storia

Tutto inizia nel marzo 1986 in Francia, a Carentoir, quando i fratelli Guillemot fondano la casa Ubisoft. Inizialmente la loro attività era incentrata sull’importazione dei videogames dagli Stati Uniti ma successivamente, nel giro di qualche anno, divenne una vera e propria casa di produzione, che è riuscita ad estendersi a livello mondiale nel giro di una decade. In quegli anni la Ubisoft intraprese un programma di sviluppo interno, il quale portò all’apertura nel 1994 dello studio a Montreuil, in Francia, nonché sua sede principale. In quegli stessi anni Michel Ancel ideò il personaggio di Rayman, ad oggi considerato una pietra miliare dei videogames. A seguire un breve video che mostra il famoso personaggio in azione.

Gli sviluppi

Con una solida struttura di distribuzione alle spalle, i fratelli Guillemot decidono che è arrivato il momento di passare allo sviluppo dei videogame. Il primo tentativo, a dir la verità, ci fu prima di questa decisione, ed è Zombi, primo gioco sviluppato nel 1989 che però non ottenne grossi risultati. All’erede tocca tutt’altra fortuna: nel 1995 Ubisoft rilascia Rayman. Rientrerà tra i titoli di maggior successo di tutti i tempi della casa transalpina. Sin dal suo rilascio per Atari Jaguar, Sega Saturn, Sony PlayStation e PC, Rayman diventa popolare tra i videogamers di tutto il mondo. Soprattutto per il suo gameplay accattivante e la grafica molto curata (vedi video sopra). Nel frattempo, i fratelli Guillemot rafforzano la rete gestionale e di vendita: aprono nuovi uffici in Spagna, Italia e Australia. Aprono i primi studios a Shanghai e Annecy, per lo sviluppo di altri videogiochi. Nel 1996 la società si quota in Borsa, mentre dal 1997 al 2002 continua ad ampliare il parco-videogiochi. Nel 2000 c’è l’acquisizione di Red Storm Entertainment, casa sviluppatrice della serie di sparatutto strategico Tom Clancy. Nel 2001 si conclude l’acquisto di The learning company, che porta in dote tutti i titoli della saga Prince of Persia e i diritti di sviluppo per i capitoli futuri.

La crescita

Tra il 2002 e il 2005 Ubisoft continua la sua politica di espansione. Nel 2002 c’è il lancio di Tom Clancy’s per Xbox, mentre l’anno successivo supera il traguardo dei 100 milioni di giochi venduti. Nel 2006 entra a far parte dello sviluppo dei giochi per le console Next-Gen, all’epoca Playstation 3 e Xbox 360. Ma la svolta arriva nel 2007 quando viene lanciato il primo capitolo della saga Assassin’s Creed, che porterà il brand ad una popolarità enorme. Porterà a sviluppare una saga che dura tutt’oggi e che si è espansa anche nel mondo cartaceo, divenendo fumetto e libro (per non parlare del film e della linea di abbigliamento). La Ubisoft però non si è fermata a questo. Fino ad oggi ha continuato ad espandersi e conta ben venti studi in tutto il mondo, con un fatturato di circa un miliardo di euro. Ma tutto questo sviluppo è seguito da un’accurata attenzione alla pubblicizzazione. A dir la verità è stata sempre molto attenta su questo fronte, modificando il proprio logo con cadenza decennale. Questi i loghi suddivisi per anni, ognuno di essi è stato scandito da veri e propri successi.

Conclusioni

Con il lancio delle console di ultimissima generazione (PlayStation 4 e Xbox One) Ubisoft non vuole farsi trovare impreparata. Oltre a nuovi capitoli delle saghe più famose (Assassin’s Creed, Tom Clancy e Just Dance), gli studios francesi hanno realizzato due capitoli di Watch Dogs, strategico d’azione nel quale si vestono i panni di un hacker. Un titolo atteso a lungo e che ha dato diverse soddisfazioni alla software house transalpina. Inoltre, per il 2017 ci saranno tante novità, a partire dall’E3 2017 di Los Angeles e soprattutto nuovi giochi come Far Cry 5 e il nuovo Assassin’s Creed, che potrebbe trattare la caduta dell’impero d’Egitto.

Enzo Auriemma

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