Industry 4.0: il punto della situazione

Cos’è l’Industria 4.0? Ne è aumentata la consapevolezza? Quante le start up a livello globale e quante in Italia? E per quanto riguarda i finanziamenti, le tecnologie e le skill? Il report dell’Osservatorio del Polimi e la prima edizione dell’Industry 4.0 Accelerator.

L’Industry 4.0 può rilanciare la forte tradizione manifatturiera italiana, ridisegnando modelli di business, processi di produzione, impianti, fabbriche ed aprendosi all’innovazione, al cloud, ai big data, all’augmented reality, al cognitive computing.

La ricerca dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno presso l’Auditorum Assolombarda, mette proprio in luce l’“Industria 4.0: la grande occasione per l’Italia”.

Ma cosa è l’Industry 4.0?

L’Industry 4.0 (o Industria 4.0) figlia della quarta rivoluzione industriale, porta all’introduzione progressiva delle nuove tecnologie produttive ed informatiche fino a giungere ad una produzione industriale automatizzata ed interconnessa, riducendo costi, ottimizzando i risultati e riducendo gli sprechi di energia. L’espressione Industry 4.0 viene utilizzata per la prima volta  in Germania nel 2011con il termine tedesco “Industrie 4.0”, utilizzato durante la Fiera di Hannover e sempre alla stessa fiera, due anni dopo, l’otto aprile 2013 è stato presentato il report sull’ammodernamento dell’industria.

Industry 4.0: il punto della situazione

Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/

La ricerca dell’Osservatorio Industria 4.0

Sono 245 le start up, finanziate con oltre 2 miliardi di dollari, a livello internazionale nate dal 2011 al 2015 attive nell’ambito dell’Industry 4.0. Inoltre è stato rilevato un aumento del 15% rispetto allo scorso anno, di cui circa metà propone soluzioni Cloud (30%) e Analytics (20%) e l’altra metà si dedica a soluzioni di Industrial IoT, Advanced HMI, Advanced Automation e Additive Manufacturing.

L’Italia ospita 24 start up (circa il 30% delle 80 censite nel Vecchio Continente), ma con finanziamenti medi al di sotto della media continentale. A Milano è innovativa la piattaforma Cloud sviluppata da Else CORP,  a Trieste sono da segnalare le soluzioni IoT e di Advanced HMI di IDX, a Cosenza la soluzione IoT per la localizzazione indoor degli operatori addetti alla manutenzione 4.0 di GiPStech.

Ma è il Nord America con il maggior numero di start up nell’Industria 4.0, con 136 nuove imprese, il 55% del totale, e che ricevono il 71% dei finanziamenti totali, oltre 1,4 miliardi di dollari.

Fonte: https://www.osservatori.net/it_it/

La consapevolezza sull’Industry 4.0

Aumenta la conoscenza dell’Industry 4.0, infatti su 241 aziende manifatturiere, solo l’8% dichiara di non conoscere il tema (a fronte del 38% dello scorso anno), il 41% ha letto articoli online, il 32% ha partecipato ad eventi e il 28% sta valutando di adottare nuove soluzioni, mentre un altro 28% lo ha già fatto. Nelle aziende sono state già abbracciate circa 3,4 applicazioni, soprattutto su tecnologie di Industrial IoT e Industrial Analytics. In particolare, il 25% delle imprese più attive ha già 5 o più applicazioni avviate, mentre il 25% ne ha avviata una o nessuna.

Le tecnologie

Il 63% del marcato dell’Industria 4.0, pari a circa 1 miliardo di euro, è legato ai progetti di connettività e acquisizione dell’Industrial Internet of Things, seguito dal 20%, pari a 330 milioni di euro, dell’Industrial Analytics, per il 9%, 150 milioni di euro, dal Cloud Manufacturing e dall’8%, pari a 120 milioni di euro, dall’Advanced Automation (sistemi di produzione e di movimentazione autonomi e collaborativi). E anche se cresce l’interesse per l’Advanced Human Machine Interface (wearable e interfacce uomo/macchina come display touch, scanner 3D, visori per la realtà aumentata), rappresenta per il momento solo l’1% del mercato.

 

Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/

Skill per l’Industria 4.0

Ben 100 le skill tecniche che occorrono per creare modelli di business, definire strategie, progettare, implementare e gestire processi nell’Industria 4.0.  Ma devono essere riviste anche le pratiche di selezione e assunzione delle risorse umane, così come i piani di formazione e le reti di collaborazione, in quanto particolarmente delicata è la questione della sicurezza sia fisica del personale sia dei dati, per la privacy e la cybersecurity.

La skill considerata più importante è la capacità di “definire un piano di adozione delle tecnologie per il miglioramento dei processi produttivi”, su cui solo il 46% delle aziende dichiara di sentirsi sufficientemente preparata. Altra skill rilevante è la “capacità di integrare digitalmente i processi di business con clienti e fornitori lungo la supply chain”, su cui il 54% delle imprese si sente preparata ma nel 75% dei casi è comunque previsto un potenziamento tramite programmi di formazione, nuove assunzioni o collaborazioni.

Piano italiano per lo sviluppo dell’Industria 4.0

Nel novembre 2015 è stato lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico il Piano Nazionale Industria 4.0 per scegliere tra diverse misure per un industria innovativa ed un made in Italy sempre più all’avanguardia: alternanza scuola-lavoro su percorsi coerenti con Industria 4.0, corsi di specializzazione, Master, potenziamento cluster tecnologici, creazione di Competence Center, Banda Larga, Fondo Centrale di Garanzia, Made in Italy, contratti di sviluppo, scambio salario- produttività.

Sempre secondo la ricerca dell’Osservatorio dell’Industria 4.0, un quarto delle aziende utilizzerà le agevolazioni del Piano, investendo oltre un milione di euro: il 17% dichiara di voler investire fino a 300 mila euro, l’8% tra 300 e 500 mila euro, il 7% tra 500 mila e 1 milione di euro, il 7% tra 1 e 1,5 milioni di euro, il 6% tra 1,5 e 3 milioni di euro, il 13% oltre 3 milioni di euro. Inoltre, il 29% userà gli incentivi per corsi di formazione 4.0 e il 25% sarà destinato alle assunzioni per colmare il gap di competenze.

H-Farm e Cisco insieme per la prima edizione dell’Industry 4.0 Accelerator

H-Farm (la piattaforma digitale, quotata all’Aim Italia, che supporta nuovi modelli d’impresa, e mette insieme programma di incubazione e accelerazione per start up e si occupa della digitalizzazione delle aziende tradizionali), in collaborazione con Cisco, ha pensato di indire la prima edizione del programma di accelerazione dell’Industry 4.0 per sviluppare soluzioni di business per far dialogare aziende e start up per produrre innovazione, in particolare per i segmenti dell’industria manifatturiera.

Sono state selezionate cinque startup che possano sviluppare progetti innovativi negli ambiti dell’Industria 4.0: EcoSteer che ha sviluppato due fondamentali componenti per il successo di progetti IoT su scala industriale, GenLots, piattaforma che applica il machine learning alla supply chain, Holsys che ha sviluppato un software di intelligenza artificiale che interpreta in tempo reale i flussi di dati provenienti dai sensori, TechMass che ha progettato una piattaforma digitale per guidare le aziende verso la manifattura lean ed aumentare la produttività, ThinkIN, una soluzione per digitalizzare e monitorare in tempo reale i processi produttivi.

Giovanna Di Troia

Speaker, giornalista pubblicista, blogger, social media manager, event specialist, ma soprattutto booklover dalla nascita. Appassionata di eventi culturali, di arte e delle nuove forme di comunicazione. Incuriosita dall’innovazione sociale ed affascinata dalle start up tecnologiche a vocazione sociale. Amo surfare nella Rete. Coautrice di due saggi. Mi puoi leggere anche su giodit.com

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