Italia: ancora lontana la prospettiva di un governo stabile

Tramontata l’ipotesi di un esecutivo tra centrodestra e movimento 5 stelle, Di Maio apre al dialogo con il Pd.

A distanza di quasi due mesi dal voto del 4 marzo l’Italia si trova ancora senza un governo a causa di veti incrociati e ripicche.
Il movimento 5 stelle, nonostante sia il primo partito, non ha i numeri per governare da solo per effetto di una legge elettorale scellerata.
Dopo giorni di tira e molla tra Salvini e Di Maio, quest’ultimo ha chiuso alla Lega, che si è rifiutata di spacchettare la coalizione e abbandonare Meloni e Berlusconi. La presenza dell’ex cavaliere, al di là delle differenze sui programmi, ha reso impossibile l’accordo per un esecutivo tra centrodestra e movimento 5 stelle. I tentativi dei pentastellati di persuadere il segretario della Lega ad abbandonare il suo alleato Berlusconi si sono rivelati vani. Salvini è consapevole che lasciare l’ex cavaliere avrebbe una chiara ricaduta negativa, dal momento che il leader della coalizione di centrodestra, senza Forza Italia, avrebbe la metà dei voti di quelli del movimento 5 stelle.

Fallito il dialogo tra i due leader, Di Maio ha così deciso di aprire al dialogo con il Pd, il grande sconfitto delle elezioni, una mossa che conferma le opinioni di quanti avevano previsto un simile scenario.
Da poco conclusosi il secondo mandato esplorativo, affidato dal presidente della repubblica Sergio Mattarella al presidente della Camera Roberto Fico, che ha auspicato un accordo tra 5 stelle e Pd, Fico si è detto soddisfatto dell’esito.
Il dialogo tra 5 stelle e dem è avviato, anche se bisognerà attendere il 3 maggio, quando il Pd convocherà la direzione del partito, dove deciderà se sedersi al tavolo delle trattative con i grillini. L’ipotesi di dialogo con i 5 stelle ha però spaccato il Pd al suo interno: da una parte il gruppo dei fedelissimi di Renzi, convinti dell’impossibilità di aprire ad una trattativa, dall’ altra il segretario reggente Maurizio Martina, consapevole delle difficoltà, ma deciso a voler cercare un confronto. Servirà trovare un nuovo elenco di temi su cui possano convergere Pd e 5 stelle per scrivere il contratto di governo.

C’è da chiedersi, a questo punto, che peso abbia il voto del popolo italiano se il rischio di trovarsi al governo una classe politica che i cittadini hanno chiaramente rifiutato il 4 marzo si fa sempre più ipotesi concreta.
Inoltre resta impresa ardua dimenticare gli innumerevoli insulti che nel corso della campagna elettorale, ma anche precedentemente, i leader grillini hanno lanciato al Pd e ai suoi membri. Due partiti che si sono demonizzati fino all’altro ieri ora vorrebbero dialogare e presentarsi insieme, sacrificando ogni parvenza di dignità e coerenza, in nome del governo a tutti i costi. Forse anche perché inizia a manifestarsi un certo timore che se ci si presentasse nuovamente alle urne, di fronte lo spettro di certe scelte politiche, seppure in presenza di una legge elettorale che con ogni probabilità porterebbe ad un risultato fotocopia, le scelte degli italiani potrebbero essere diverse.

Nel frattempo il segretario della Lega Matteo Salvini ostenta tranquillità, sempre più impegnato a presentare la coalizione di centrodestra compatta ed unita, smentendo le prime voci che parlavano di una rottura. Salvini ha ribadito che un governo 5 stelle-Pd sarebbe irrispettoso per gli italiani, ed ha affermato, al termine della campagna elettorale per le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia, che o si fa un governo di centrodestra che rispetti il voto dei cittadini o si torna a votare.

Dopo più di 50 giorni dalle elezioni e due mandati esplorativi non si vede ancora l’ombra di un governo stabile.
Per uscire da questa situazione di impasse e vedere come muteranno i prossimi equilibri bisognerà attendere gli esiti delle elezioni in Friuli Venezia Giulia e la direzione del partito democratico e, a questo proposito, le dichiarazioni che l’ex segretario Matteo Renzi rilascerà il 29 Aprile a ‘che tempo che fa’.

Federica Antonecchia

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