Kolarov e la seconda giovinezza romana

Il serbo è arrivato a Roma accompagnato da diverse perplessità per l'età ed il suo passato biancoceleste ma sta smentendo tutti

Chi lo avrebbe mai detto che il miglior acquisto per rapporto qualità/prezzo della Serie A, sarebbe stato un 32enne che già con il suo ex club si era tolto un sacco di soddisfazioni? Nessuno o almeno in pochi ed infatti, Aleksandar Kolarov partita dopo partita, sta stupendo tutti per qualità, personalità ed autorevolezza. Più forte delle critiche per il suo passato laziale, delle perplessità di chi lo dava per ‘bollito’, il serbo si è preso la fascia sinistra della Roma ed è ormai uno dei leader dello spogliatoio giallorosso.

L’arrivo

Kolarov diventa un giocatore della Roma il 22 luglio, con una trattativa lampo, con il City che accetta di dar via il serbo per la cifra di cinque milioni di euro. Operazione che divide subito la piazza: chi pensa che sia un acquisto azzeccato in attesa del rientro di Emerson Palmieri, chi crede che sia un giocatore arrivato ormai nella fase di tramonto della sua carriera e chi invece non riesce proprio a dimenticare il suo passato nella Lazio, con tanto di gol nel derby. Ma a lui non sembra importare tanto e lo chiarisce subito: “Come ho dato il 100% alla Lazio ed al Manchester City, lo farò anche qui”. Parole da professionista, da giocatore che non guarda alla forma delle cose ma dritto all’essenza, alla ricerca dell’obiettivo personale e di squadra, del miglioramento individuale, della vittoria. A volte però certe dichiarazioni non bastano a convincere la gente, specialmente quello romanista che ancora ha negli occhi la disastrosa esperienza di Ashley Cole nella capitale, colui che era felice perché: “Qui posso fumare una sigaretta e bere del vino senza che nessuno mi dica niente”.

La stagione

Le parole non bastano e allora si risponde sul campo, con i fatti. Prima giornata di campionato, la nuova Roma di Eusebio Di Francesco va a Bergamo contro l’Atalanta, in un campo storicamente ostico per i giallorossi e con tante perplessità degli addetti i lavori per questo nuovo ciclo aperto dal tecnico ex Sassuolo. La gara è dura e sofferta, ma lui mette subito le cose in chiaro: punizione, gol, 0-1 e tre punti d’oro da riportare nella capitale. Più di qualcuno inizia a capire chi sia Aleksandar Kolarov: più di un semplice terzino sinistro, bensì una sorta di regista di fascia capace di impostare ed influenzare in maniera pesante la manovra giallorossa. Dalla prima giornata è sempre un crescendo e la Roma non ha potuto più fare a meno di lui: 14 presenze stagionali, condite da 3 gol e 6 assist. Numeri impressionanti, a cui si aggiunge l’86,1% di precisione nei passaggi, 2,3 passaggi chiave a partita, 1,9 dribbling a gara. Una personalità dilagante, forte tanto in Italia, quanto in Europa dove ha trascinato i suoi compagni alla rimonta di Stamford Bridge nel 3-3 con il Chelsea con un gol strepitoso e assoluto protagonista nella partita di ritorno all’Olimpico quando i ‘blues’ si sono schiantati contro l’armata giallorossa. Adesso, come se non bastasse, un altro esame: il derby del 18 novembre. L’ex Manchester City tornerà nella capitale solamente due giorni prima della sfida, dopo un doppio impegno in amichevole dall’altra parte del Mondo contro Corea e Cina. In molti sono preoccupati di un possibile contraccolpo fisico, viste le tante ore di volo e di jet-lag, ma niente paura, questo Kolarov sembra essere inscalfibile, questo Kolarov sembra non avere difetti. E brava la Roma e bravo Monchi.

Alessandro Tagliaboschi

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