La Corea del Nord non si fa intimidire e minaccia USA e ONU

Kim Jong-un risponde alle nuove sanzioni promettendo vendetta e continuando i test nucleari

Era questione di giorni e l’attesa era alta. Dopo infatti la nuova tornata di sanzioni approvata dal Congresso americano e firmata da un non proprio entusiasta Trump e quelle dell’ONU firmate anche da Russia e Cina, Kim Jong-un ha risposto tuonando contro gli Stati Uniti e il mondo Occidentale senza troppi fronzoli, screditando tutti e prendendosi beffe di misure che ritiene semplici provocazioni. In realtà non si tratta proprio di questo visto che queste sanzioni oltre ad avere un valore simbolico, hanno anche un peso economico: si calcola che costeranno alla Corea del Nord circa un miliardo di dollari che non sono certo noccioline.

Minacce e altri rimedi

Tramite la sua agenzia ufficiale KCNA, Kim Jong-un ha fatto sapere al mondo intero che di certo le intimidazioni non lo piegheranno al volere altrui, anzi. La risposta infatti è al vetriolo soprattuto nei confronti degli americani: “Pagheranno un prezzo mille volte maggiore” delle nuove sanzioni decise dal Consiglio di sicurezza dell’Onu contro la Corea del Nord. Le sanzioni puntano a indebolire gli introiti provenienti dalle esportazioni, così da indebolire l’economia nord coreana e indurla a scalfire la rigidità di Kim Jong-un verso un compromesso che preveda la rinuncia da parte loro dei test nucleari.

“Siamo pronti a rispondere con azioni molto più forti affinché gli Usa paghino a caro prezzo il loro violento crimine contro il nostro Paese e il nostro popolo”. Kim Jong-un

Questione di denaro

Come sempre, dietro a dimostrazioni di questo genere, da parte di chi si erge a censore e a vero dittatore, l’interesse economico ha un posto di ragguardevole importanza. La Corea del Nord negli ultimi anni è cresciuta certo ma è anche vero che con le sanzioni, il mercato di esportazione non potrà che subire una frenata notevole che, a ben vedere, potrebbe compromettere la crescita in corso, rivelando di fatto tutta la fragilità del sistema. Le esportazioni più redditizie vanno dal carbone ai minerali, prodotti che per la maggior parte finiscono nel mercato cinese, altro firmatario delle sanzioni ONU. Ecco perché le nuove notizie non sono rincuoranti per il mercato.

Fonte foto: independent.co.uk

La Corea del Nord armata

Le nuove sanzioni sono frutto di una discussione basata su fatti. Semplice. Fin da subito a preoccupare il mondo intero, sono state le immagini di Kim Jong-un con i suoi adorati missili e i suoi adorati soldati. Il capo della diplomazia americana ha esortato la Corea del Nord ad abbandonare i test sui missili, così da favorire i negoziati ma non è quello che interessa a Kim Jong-un che ritiene di doversi armare fino ai denti per difendersi proprio dagli americani. Ecco perché i test continueranno ed ecco perché alcuni esperti suggeriscono di guardare oltre e prendere atto di ciò, trovando una soluzione solo con questa consapevolezza.

Ipotizzare una guerra purtroppo non è cosa difficile al momento. Sono infatti più i segnali negativi che non portano certo a ben sperare in un ripensamento da parte della Corea del Nord, sebbene le sanzioni avranno un peso non da poco. Bisogna vedere fino a che punto è pronto a spingersi il capo supremo del Paese che al momento non sembra disposto a rinunciare alle sue mire e alle sue armi, almeno non prima di veder crollare gli Stati Uniti.

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

1 Commento

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    Pedro agosto 19, 2017

    Il governo nordcoreano nega categoricamente tutte le accuse di violazioni dei diritti umani all’interno delle carceri, sostenendo che sono proibite dalle leggi sulla procedura penale, ma ex-prigionieri testimoniano che all’interno delle prigioni tali leggi non siano affatto rispettate.

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