L’All Star Game come al campetto: i capitani faranno le squadre

Rivoluzione alla partita delle stelle, spariscono Eastern e Western Conference

In un campionato che pende sempre più verso Ovest, la NBA inizia a studiare contromisure per riequilibrarsi. Il primo banco di prova sarà l’evento più spettacolare della stagione, l’All Star Game. La riforma della partita delle stelle prevede che i ventiquattro giocatori più votati (da allenatori, tifosi e giocatori) vengano smistati nelle due squadre da due capitani, i due giocatori più votati nella lega.

Lebron contro Steph, dalle Finals all’All Star Game

Lebron potrebbe essere uno dei due capitani al prossimo All Star Game

Immaginando un All Star Game 2017 con la nuova formula, i due capitani sarebbero stati due dei protagonisti delle ultime Finals, Stephen Curry e Lebron James. Se fosse toccato a Curry scegliere per primo, avrebbe preso l’MVP della scorsa stagione, Russell Westbrook, con cui confivide lo stesso ruolo, con il rischio di venir messo in ombra, o punterebbe sul suo compagno di squadra Kevin Durant. E Lebron, se ne avesse l’occasione, si ricongiungerebbe con il “traditore” Irving, o lo lascerebbe alla fazione opposta? Per le risposte dovremo aspettare il prossimo febbraio.

Ma le Conference hanno ancora senso?

Carmelo Anthony uno dei “migrati” nella Western Conference – Fonte: twitter Oklahoma City Thunder

Nonostante il nuovo format coinvolga la sola partita delle stelle, la riforma dell’All Star Game è il segnale che anche il board NBA si rende conto dello squilibrio tra la Western e la Eastern Conference. Carmelo Anthony, Jimmy Butler, Paul George sono solo tre dei giocatori che sono migrati da est a ovest nell’ultima estate, trasformando la Western Conference in un’arena di gladiatori, con almeno dieci squadre in lizza per i playoff, e la Eastern Conference in una savana piatta con soli due predatori: i Cleveland Cavaliers di James e i Boston Celtics di Irving e Hayward. L’ultima estate ha anche evidenziato i fallimenti dei piani di Adam Silver, commissioner NBA, di rendere più equilibrata la lega. Il divario tra i top team colmi di stelle e le “piccole” che a colpi di tank tenteranno di accaparrarsi il miglior posizionamento nel draft è sempre più ampio-

Non sarebbe ora di pensare a playoff senza East e West?

Il tabellone playoff 2017

Il rimedio per evitare un’alta concentrazione di stelle in singole franchigie sembra essere come il Santo Graal, per ora un miraggio. Quella che potrebbe essere trovata è una soluzione per dare maggior equilibrio ai playoff. Una possibile strada, per quanto piena di ostacoli economici e logistici, è l’eliminazione delle Conference per la definizione della classifica: le migliori 16 squadre della lega potrebbero partire dagli ottavi di finale a prescindere dalla Conference di riferimento (che continuerebbero ad esistere per stilare il calendario della Regular Season). Per abbassare il più possibile si potrebbe pensare di riportare a 5 partite il primo turno playoff e di strutturare con un sistema 2-3-2 al meglio delle 7 partite nei restanti tre turni. Naturalmente lo scoglio principale è rappresentato dalla parte economica: lo spauracchio di due partite in meno al primo turno potrebbe portare TV e sponsor a fare consistenti pressioni sul board.
Tutto questo, però, al momento è utopia: per ora attendiamo trepidanti l’avvio della regular season tra meno di due settimane.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*