Lee Master: “Dippold, l’ottico” l’Antologia di Spoon river e De André

Una delle più straordinarie raccolte di poesie del '900: l'Antologia di Spoon river e una delle sue più belle poesie, la sua storia e la vicenda editoriale italiana, la censura e Fabrizio De André

Dippold l’ottico è una delle più celebri poesie del capolavoro di Edgar Lee Master (1868-1950) Antologia di Spoon river (1914-1925), in cui ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino del Midwest statunitense.

Il grande poeta statunitense E. Lee Master aveva spesso tratto ispirazione, per la creazione dei suoi protagonisti, da persone reali (che abitavano in piccoli paesini vicino Springfield, nell’Illinois) che erano ancora vive  e che per questo si sentirono offese nel vedere la loro intimità e la loro privacy alla mercé di tutti. Infatti il presupposto fondamentale da cui scaturiscono le poesie-confessioni dell’Antologia di Spoon river coincide con l’idea che tali personaggi, una volta defunti, “non abbino più nulla da perdere”, pertanto siano finalmente liberi di esprimere i loro sentimenti celati, i segreti più inconfessabili (come aborti o tradimenti), narrando e persino denunciando omicidi, violenze o torti subiti.

Credits photo: dietrolequinteonline.it

La storia della pubblicazione in Italia dell’Antologia di Spoon River è piuttosto interessante. Durante il ventennio fascista la letteratura americana era ovviamente osteggiata dal regime, in particolare se esprimeva idee libertarie come nel caso di E. Lee Masters. La prima edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943 e la si deve alla straordinaria opera di traduzione di una giovanissima Fernanda Pivano che racconta «Ero una ragazzina quando vidi per la prima volta l’Antologia di Spoon River: me l’aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c’è tra la lettura americana e quella inglese». S’innamorò subito della raccolta:

«l’aprii proprio alla metà, e trovai una poesia che finiva così “mentre la baciavo con l’anima sulle labra, l’anima d’improvviso mi fuggì”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato: è così difficile spiegare le reazioni degli adolescenti»

In un contesto assuefatto alla retorica roboante dannunziana, i versi di E. Lee Master, con la loro “scarna semplicità” conquistarono la Pivano che, quasi incuriosita dal conoscere le vicende di quei personaggi, iniziò a tradurlo. Un giorno Pavese, ignaro di questa impresa, scoprì in un cassetto il manoscritto e convinse Einaudi a pubblicarlo.

Come riuscì a raggirare la censura? Cambiando il titolo in «Antologia di S.River» facendo credere si trattasse di una raccolta di pensieri di un certo (e improbabile) San River.

Questo meraviglioso caleidoscopio di vite comuni, rese straordinarie dalla poesia, hanno ispirato i testi di grandi cantautori anche contemporanei, come De André, che nel 1971 pubblica l’album “Non al denaro, non all’amore nè al cielo” liberamente tratto proprio dall’Antologia di Spoon river, scegliendo nove tra le 244 poesie e tra queste, anche il componimento scelto oggi.

Per la leggerezza con cui vengono trattati profondi significati della vita, mettendo in evidenza l’atteggiamento attraverso cui porsi nei confronti di essa, attraverso la luce, Luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo, L’ottico rimane uno tra i capolavori del poeta statunitense.

 

DIPPOLD, L’OTTICO

Che cosa vedete adesso?
Globi di rosso, giallo, porpora.
Un momento! E adesso?
Mio padre e mia madre e le mie sorelle
Sì. E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, visi gentili.
Provate questa.
Un campo di grano – una città.
Benissimo! E adesso?
Una donna giovane e angeli chini su di lei.
Una lente più forte! E adesso?
Molte donne dagli occhi vivi e labbra schiuse.
Provate queste.
Soltanto un bicchiere sul tavolo.
Oh, capisco! Provate questa lente!
Soltanto uno spazio vuoto, non vedo nulla in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo d’estate.
Questa va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggetemi una pagina.
Non posso. Gli occhi mi sfuggono al di là della pagina.
Provate questa lente.
Abissi d’aria.
Ottima! E adesso?
Luce, soltanto luce che trasforma il mondo in un giocattolo.
Benissimo, faremo gli occhiali così.

(E.Lee Master, Antologia di Spoon river, 1914-1915)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*