Lo Zar perde la scarpetta e pure la nazionale.

Il caso scoppiato da diversi giorni non accenna a placarsi, forse per la decisione, definitiva, della Federazione che ha scelto di revocare la convocazione in Nazionale al giocatore.

Sono giorni di trambusto per il volley italiano, giorni in cui non si parla del ritiro trentino del gruppo di Blengini o dell’imminente Europeo in Polonia, a tenere banco sono altre questioni legate formalmente ai problemi di calzature di Ivan Zaytsev.
Calzature? Sì, lo Zar non ha la scarpa adatta per giocare e se ne va dal ritiro. Sembra così assurdo eppure è tutto vero.

Il caso

Zaytsev, chiamato da Blengini per unirsi al gruppo azzurro nella spedizione europea, vorrebbe giocare con le sue scarpe, per ragioni tecniche e mediche dice lui, ma la Nazionale Italiana Volley ha uno sponsor differente da quello del giocatore. Iniziano le discussioni tra tutti gli attori coinvolti, protagonisti e non. Si provano modelli di scarpe personalizzati, si valutano possibili ripercussioni sportive e si cercano decisioni non facili da prendere, tutto questo in un luglio rovente.
Come nei migliori telefilm, quando tutto sembra essere risolto, arriva il colpo di scena. Zaytsev non riesce ad indossare le scarpe proposte dallo sponsor Nazionale ed i vertici federali prendono la decisione tanto temuta dal giocatore e dai tifosi, che porta via l’azzurro dalla maglia dello Zar e soprattutto dalle sue calzature.

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La fissa delle scarpe

Potrebbe sembrare una frase del tutto appartenente all’universo femminile e invece anche nello sport ci sono casi in cui “la scarpa vale la candela”. Le parole di Zaytsev per il magazine di tecnologia “You Tech” non lasciano dubbi sul pensiero del giocatore, proprio perché dette in tempi non sospetti:“La mia fissa sono le scarpe: sto cercando da diverso tempo la mia scarpa ideale. Purtroppo la pallavolo non è ancora uno sport appetibile per gli sponsor… Inspiegabile visto che è il secondo sport in Italia per numero di tesserati. Il mio sogno sarebbe legarmi a uno sponsor tecnico con il quale creare una scarpa su misura per me. Nessuno si è interessato concretamente a questa cosa fino a ora, ma non demordo”.

In questa telenovela dedicata alla ricerca di una scarpa per lo Zar ci hanno rimesso tutti.
Ci ha rimesso la Nazionale perdendo Zaytsev, il suo “a tutto fuoco”, le sue bordate a 127Km/h, il suo simbolo e trascinatore. Ci ha rimesso Ivan perdendo l’azzurro, la possibilità di giocarsi un Europeo a grandi livelli, la famosa vetrina che poteva potenzialmente portarlo ancora di più al vertice.
Chi ha rimesso la Federazione, ci hanno rimesso gli sponsor per il danno d’immagine, ci hanno rimesso i tifosi che credevano nello sport e nella magia da Nazionale. Ci ha rimesso la bellezza del volley, per un pugno di dollari o per un numero di scarpa in più.

Maria Luisa Spera

Esteta, ricercatrice del bello inteso non come esercizio di stile, ma piuttosto come ispirazione. Da grande vuole diventare monotasking, visto che oggi non riesce ad andare a dormire prima di averne fatta una in più del necessario.

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