Meravigliosi ’70s: le dive dello Studio 54

Dal 1977 al 1980 lo Studio 54 fu il tempio della mondanità e dell'edonismo. A contribuire al mito della celebre discoteca ci pensarono le dive della pista da ballo, da Bianca Jagger a Cher

Un’atmosfera frizzante ed edonistica ha sconvolto la New York degli anni ’70. Nel cuore della città che non dorme mai il 26 aprile del 1977 aprì le porte lo Studio 54, locale di tendenza, oggi entrato nella storia, che ha visto ballare e divertirsi personaggi dal calibro di Andy  Warhol, Mick e Bianca Jagger, Liza Minelli, Karl Lagerfeld, John Travolta, Valentino Garavani, Donald e Ivana Trump e molti altri. Tra leggenda e mito, nei suoi tre anni di attività, lo Studio 54 è stato al centro delle pagine platinate per le sue serate sensazionali e rigorosamente a tema di cui non era mistero fossero fatte di sesso, droga e disco music.

Come disse Andy Warhol “il segreto dello Studio 54 è che è una dittatura alla porta e una democrazia sulla pista da ballo”, accanto ad ospiti illustri appartenenti all’alta società o al mondo vip ballava la “gente comune”, dagli impiegati del McDonalds alle segretarie. Tutti potevano entrare nel rinomato locale, l’unico requisito è che fossero vestiti bene.

Proprio tra le mura di quell’ex teatro, poi adibito nel ’77 nella celebre discoteca,  nasce tra le signore più  eleganti  e modaiole lo stile disco glam, un conglomerato di scintillio e sensualità che ha contraddistinto gli ultimi anni di uno dei decenni più fertili a livello di mode e tendenze. Ed è così che in una travolgente atmosfera festaiola, tra “boogie” e  funky, le protagoniste dello Studio 54 andavano inconsapevolmente ad affermare un mito arrivato fino ai giorni nostri.

Bianca Jagger fu una delle più assidue frequentatrici del locale. I suoi look non passavano inosservato, sempre in linea con lo stile del momento ma con un tocco chic di cui la Jagger divenne fautrice. Fu lei stessa a contribuire al successo del locale quando, durante il party del suo compleanno, entrò in pista su un cavallo bianco. Le foto fecero il giro del mondo aumentando così la popolarità della discoteca. L’episodio viene ancora raccontato come uno dei più sorprendenti dello Studio 54.

Più trasgressiva fu invece Grace Jones che con i suoi body look non lasciava spazio all’immaginazione. Immancabilmente glamour era invece Jerry Hall, la modella dalle gambe lunghissime poi diventata moglie d Mick Jagger, che non rinunciava ad uno stile da capogiro sulla pista da ballo. Tra le habitué della discoteca c’era anche una giovane e sfrontata Cher che passava dai nude look ai blue jeans.  E poi ancora Diane von Furstenberg, sempre elegantissima con il suo Wrap Dress, Diane Ross, presenza fissa e voce sensazionale delle notti passate allo Studio 54, e Liza Minelli, un po’ androgina e un po’ diva dei ruggenti anni ’20. Di sabato in sabato, tra balli piccanti e fiumi di alcol, queste donne contribuirono a confermare la moda sfavillante della Disco Music che vedeva nello Studio 54 un tempio di mondanità.

Quell’atmosfera magica finì per tutti nel 1980 quando il proprietario Steve Rubell venne arrestato per frode e possesso di droga. La sera prima di scontare la sua pena, Rubell diede un’ultima sensazionale festa all’interno di quella che fu per tre anni la discoteca più rinomata di New York. Una volta spente le luci, delle notti passate allo Studio 54 non restò che un bel ricordo. La festa è finita, il mito invece continua a vivere.

 

Viviana Guglielmino

Studentessa di lettere moderne, assidua collezionista di Vogue e amante della storia della moda. Scrivo per passione e leggo per diletto. Credo ancora nel giornalismo, nel sapere e nell'informazione quella vera

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