Milan, che confusione: ma perché?

Il Milan non riesce a trovare una sua quadratura, i risultati latitano e Montella è sulla graticola. Ma quali sono i motivi della crisi rossonera?

«Sento la società vicina, non mi sento di passaggio, sono ottimista». Parola di Vincenzo Montella, solito incrollabile ed irreprensibile ottimista, anche dopo le batoste più pesanti. Il Milan non è in un buon momento, questo è sotto gli occhi di tutti. Nelle ultime cinque partite tra campionato ed Europa League infatti, i rossoneri hanno raccolto solamente una vittoria, tre sconfitte ed un pareggio giovedì contro l’AEK Atene. Il tutto, dopo un’estate da sogno, con un mercato da 200 milioni di euro, che ha portato a Milanello giocatori del calibro di Bonucci, Ricardo Rodriguez, Kalinic, André Silva, Kessié, Biglia e molti altri.  Le aspettative dei tifosi, dirigenti, allenatore e giocatori stessi erano estremamente diverse da quelle attuali. Il Milan è attualmente a soli 12 punti in campionato, ha già perso tutti i big match disputati contro Lazio, Roma ed il derby con l’Inter e guarda da lontano (7 punti di distanza), la zona Champions League. Fassone oggi,  ha chiarito la situazione, senza nascondersi dietro a falsi buonismi ed inutili richiami alla calma: «Senza la Champions andranno venduti 2 top player. Siamo in ritardo rispetto al programma». 

Fonte: La Stampa

Il momento

Dal match contro la Sampdoria, perso per 2-0 a Marassi senza mai tirare in porta sembra essersi definitivamente rotto qualcosa. Qualche crepa, si era già vista all’Olimpico contro la Lazio il 10 settembre, quando i biancocelesti travolsero la squadra di Montella con un perentorio 4-1, con Immobile e Luis Alberto che fecero impazzire Bonucci & co. Ma qual è il vero problema del Milan? In tanti hanno provato a rispondere in questa domanda, senza però trovare una logica e giusta quadratura del cerchio. Modulo, giocatori che rendono meno delle aspettative o squadre impaurita ed ormai dentro un loop di insicurezza ed involuzione tecnico tattica? Probabilmente un mix di tutto questo. Il tecnico ex Sampdoria e Fiorentina da quando gli è stata affidata la nuova squadra, non ha mai dato una vera e propria impronta decisa al suo progetto tecnico. Prima 4-3-3 poi 3-5-2, provando più varianti e più giocatori in diverse posizioni. Suso è un intermedio? Un trequartista? Oppure addirittura un’ala tutta fascia? E Çalhanoğlu? Giocatore estroso, uno dei fiori all’occhiello del mercato targato Fassone e Mirabelli, appare sempre più un calciatore fumoso che non riesce a trovare un posto preciso nello scacchiere di Montella. E poi c’è lui, Leonardo Bonucci, arrivato dalla Juventus in una trattativa lampo, per molti colpo da mille ed una notte del mercato rossonero colui che doveva ‘spostare gli equilibri’, ma che in realtà per il momento è riuscito ad incidere solamente in maniera negativa. Contro l’AEK però, molti di questi giocatori, oltre a non avere un’impronta tattica, hanno mostrato paura, timore e la mancanza di coraggio e forza caratteriale necessaria per andarsi e prendere la partita ed uscire da questo buco nero che sta pian piano risucchiando tutti.

 Il giorno dei giorni

Ed oggi, nella partita delle 15.00 a San Siro contro il Genoa sarà la resa dei conti. Montella per restare aggrappato alla panchina rossonera ha solo un risultato: la vittoria. I suoi sono certamente i favoriti, ma la squadra di Juric viene da una bella vittoria contro il Cagliari e come detto prima, i meneghini sembrano pronti ad andare in difficoltà al primo ostacolo gli venga presentato sulla propria strada. E’ vitale per il Milan arrivare in Champions League, per poter proseguire nel percorso di crescita tecnica ed economica del club. Al momento l’obiettivo è lontano, così come sembra essere assai distante la soluzione dei problemi che affliggono la squadra. Mirabelli lo ha detto nel pre-gara di Europa League“Ognuno ha un proprio tempo, anche Montella”. Parole che hanno ferito il tecnico e che hanno confermato una lacerazione tra la dirigenza e la guida tecnica aldilà dei sorrisi e delle smentite di facciata. Le alternative? Mazzarri è il nome che convince di più dalle parti di Casa Milan, con Paulo Sousa sullo sfondo. Genova, ancora Genova: piazza importante nella carriera calcistica di Montella, città in cui ha allenato ottenendo meno risultati, il posto che ha fatto iniziare la crisi profonda del suo nuovo Milan e domani la squadra che potrebbe fargli dire addio alla sua avventura a tinte rossonere.

Alessandro Tagliaboschi

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