Napoli, il primo scudetto non si scorda mai

Sono passati 30 anni e nei cuori dei napoletani, nonostante le vette degli ultimi anni, è sempre vivo il ricordo di quella squadra formidabile

Era de maggio; io no, nun mme ne scordo, na canzone cantávemo a doje voce. Cchiù tiempo passa e cchiù mme n’allicordo, fresca era ll’aria e la canzona doce” cantava, tra i tanti, Roberto Murolo una vecchia poesia di Salvatore Di Giacomo del 1885.

Circa un secolo dopo toccava a Gianpiero Galeazzi dal bordo campo dello stadio San Paolo recitare le parole più belle di sempre per il popolo partenopeo “ore 17:47 del 10 Maggio del 1987, Napoli Campione d’Italia“.

Sono passati 30 anni esatti da quella storica data e Napoli e i napoletani non hanno dimenticato. Non hanno dimenticato un San Paolo rigorosamente azzurro gremito in ogni ordine di posto dalle prime ore del mattino, un San Paolo che ospitava per l’occasione i viola di Roberto Baggio. Bastava un solo punticino per laurearsi per la prima volta nella storia Campioni d’Italia.

fonte photo: http://www.delinquentidelpallone.it/

Lo sapeva bene la squadra di “Avengers” che aveva a disposizione Mister Ottavio Bianchi, un bresciano trovatosi a Napoli un po’ per caso, chiamata a vendicare gli illustri predecessori ad aver indossato la casacca azzurra senza riuscire però a conquistare l’ambito titolo. Si parla di gente come Sallustro, Pesaola, Zoff, Vinicio, Sivori, Kroll tra i tantissimi.

A cospetto di Batman quel Napoli poteva vantare su Claudio Garella, formidabile felino tra i pali. A difendere la porta dai nemici c’era il primo, vero Iron Man che la storia abbia consegnato all’umanità, “pal’ e fierrBruscolotti. A centrocampo il duo Thor-Hulk nei panni di De Napoli e Renica a supportare Carnevale e Giordano, due vere e proprie armi di distruzione di massa.

E poi c’era Lui, Diego Armando Maradona, colui il quale venne in città per liberare il popolo dal sortilegio che volesse lo Scudetto lontano da Napoli, gratificato 9 mesi dopo con un boom di nascite di bimbi dai nomi Diego e Armando.

fonte photo: corriere.it

E ci riuscirono, alle 17:47 di quel lontano 10 maggio del 1987 quando la gente si riversò come un fiume in piena per le strade di Napoli. C’erano macchine azzurre, bimbi con parrucche azzurre, bandiere azzurre, insomma tutto era azzurro. Neanche i morti quel giorno potevano riposare in pace e lo testimonia uno striscione appeso all’ingresso del cimitero con la scritta “e che vi site perso“. Quelli che invece avevano perso le speranze replicarono con “pensav ca murev e stu juorn nun o verev”.

fonte photo : http://news.superscommesse.it/

Chi ama non dimentica” ed oggi più che mai il popolo napoletano ha dimostrato a 30 anni esatti di crederci ancora fermamente in queste parole. Svariate manifestazioni si sono tenute in giornata a ricordare quella data, a partire dalla mattinata quando il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha premiato una rappresentanza di quella squadra con alcune medaglie celebrative. Presente anche l’allora patron del Napoli, Corrado Ferlaino, il 10 maggio 1987 il quale ha dichiarato “è stata la giornata più bella di tutta la mia vita.

Non avrà pensato lo stesso l’Ingegnere Ferlaino quando il suo Napoli dalla metà degli anni ’90, dopo aver continuato a vincere in Italia e in Europa per altri lunghissimi 7 anni, da quell’87 con le magie di Careca, Alemao prima e Cannavaro e Fonseca poi, sprofondò negli abissi più profondi fino al fallimento.

fonte photo: ilgiornale.it

 

E poi fu nuovamente luce. Ad accenderla il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis, arrivato a Napoli nel 2004 e da allora anno dopo anno è riuscito a costruire un Napoli tra le più forti d’Europa. Da otto anni partecipa costantemente alle competizioni europee come nessuna squadra in Italia, ha tagliato traguardi importanti anche in Champions, mai raggiunti neanche nell’era d’oro e i suoi campioni in questi anni stanno infrangendo tutti i record conquistati in 90 anni di storia. Dal tango argentino riportato a Napoli dal Pocho Lavezzi alla “garra” messa in campo dal Matador Cavani, passando dal “traditor” Higuain all’amore eterno del Capitano Marek Hamsik questo Napoli e questa gente può finalmente tornare a sognare. Grazie anche, e non è scontato, a due napoletani, Mister Sarri e Lorenzo Insigne.

corrieredellosport.it

E poi d’altronde “Si stu sciore torna a maggio, pure a maggio io stóngo ccá.

 

Giovanni Arrotino

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.