Neopromosse cantano Battisti “Non sarà un’avventura”

Le neopromosse Benevento, Spal e Verona tra mercato e ritiro si affacciano in serie A per rimanerci e promettono che non sarà un'avventura

Le neopromosse sbarcano in Serie A. Arrivano da percorsi diversi, ma già prima di risalire dal basso della B Benevento, Spal e Verona erano consapevoli delle difficoltà in cui va incontro al giorno d’oggi una matricola tra le grandi. Le tre compagini fresche di promozione  allora cercheranno soprattutto di invertire la rotta che, nelle ultime cinque stagioni di Serie A, ha visto per sei volte una squadra retrocedere in Serie B dopo un solo anno di permanenza nella massima serie del campionato italiano. Da cinque anni almeno una neopromossa all’anno, delle tre che alla fine di ogni stagione salgono dalla Serie B, non è riuscita a rimanere in Serie A.

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Neopromosse + Crotone – Pescara

Sembrerebbe uno spot contro la violenza sulle neopromosse ed invece sono solo dati e numeri che però non sembrano spaventare più di tanto Benevento, Spal e Verona, che tra mercato e ritiro, vivono piene d’entusiasmo la vigilia del Campionato di Serie A 2017/18. L’esempio da seguire è senza ombra di dubbio l’impresa messa a segno dal Crotone di Davide Nicola nella stagione appena conclusasi, magari senza gli affanni che hanno portato la squadra calabrese a salvarsi, nel primo campionato tra le grandi, solo nell’ultima giornata al termine di una rimonta diventata ad un certo punto insperabile. Sicuramente da evitare per le tre neopromosse è il cammino del Pescara degli ultimi anni, un continuo saliscendi tra A eculminato con l’ultima posizione nel campionato appena trascorso e la retrocessione della squadra di Oddo tra i cadetti, proprio come la formazione abruzzese allenata da Stroppi-Bergodi-Bucchi nella stagione 2012-13.

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La prima volta degli Stregoni

La prima volta non si scorda mai” e già di per sé l’avventura che gli Stregoni stanno per affrontare, come le altre neopromosse, rimarrà per l’intera città di Benevento indelebile. Impensabile un paio di anni fa che la squadra del Presidente Vigorito potesse competere con i Campioni d’Italia o giocarsi nella massima serie il suo personalissimo derby con il Napoli, eppure in un giro d’anni il Benevento è riuscito dapprima a conquistare per la seconda volta nella sua storia la Serie B e poi addirittura la sua prima storica promozione in A. Una scalata senza precedenti per i sanniti che in due anni hanno ottenuto una doppia promozione che gli hanno permesso di passare dai campi della Lega Pro agli scenari del San Paolo, Olimpico e San Siro. L’obiettivo per gli Stregoni è di conservare il temuto soprannome anche tra le grandi e di non trasformarsi nella Cenerentola di A. Per fare questo c’è bisogno di un organico all’altezza e lo sa bene il Presidente Oreste Vigorito, che sotto consiglio del tecnico Marco Baroni, sta costruendo una squadra all’altezza della situazione. Dopo gli acquisti di Coda, Belec, Puscas e Letizia, i giallorossi hanno ufficializzato l’arrivo di Marco D’Alessandro, classe ’91 arrivato a titolo temporaneo, con riscatto obbligatorio nel 2018.

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Dopo aver conquistato la qualificazione con l’Atalanta alla prossima edizione dell’Europa League, l’esterno d’attacco cercherà la salvezza con la sua nuova squadra insieme ad un altra giovane promessa, Danilo Cataldi, in prestito dalla Lazio con obbligo di riscatto a 5 milioni in caso di salvezza. Sempre per il mercato si lavora per portare in ritiro a Sestola anche un altro lazialeRicardo Kishna, a quel punto ci sarebbe un inevitabile dietro front per l’attaccante del Napoli, Leonardo Pavoletti, chiesto fortemente dal Mister dei miracoli, Baroni. Resta da chiarire l’interrogativo per i pali, un vice Belec o un titolare per la A? i nomi caldi sono quelli di Brignoli, scuola Juve, l’ex Empoli Skorupski e Nicola Leali, rientrato dall’esperienza all’Olympiacos.

Intanto c’è fermento e non poche polemiche in città per la campagna abbonamenti. Partita appena qualche giorno fa, c’è stata fin dalle prime ore dell’alba, una grande affluenza presso il botteghino dello stadio per la corsa all’abbonamento. Molti i delusi rimasti senza, che attribuiscono la colpa alla mala gestione da parte della società.

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La Spal riparte quarantanove anni dopo

Appena cinque stagioni fa la Società Polisportiva Ars et Labor, meglio conosciuta come Spalgiocava nei campi di serie D. La matematica promozione, conquistata con una giornata d’anticipo, ha sancito il ritorno in A della squadra di Ferrara dopo quarantanove anni, a scapito del più quotato Frosinone. Uno degli artefici di questa impresa è stato Leonardo Semplici, mister che in un paio di anni ha portato gli estensi dalla Lega Pro alla A contro ogni pronostico. Nella prossima stagione, quindi, vedremo di nuovo la Spal militare in Serie A dopo essere stata protagonista dei campionati italiani nella prima metà del Novecento, partecipando a ventuno campionati di massima divisione, fra cui sedici a girone unico. Nomi illustri figurano nella storia calcistica di Ferrara, infatti tra gli anni sessanta e settanta hanno indossato la casacca biancoazzurra campioni del calibro di Armando Picchi, capitano della “grande Inter”, Fabio Capello, Alberto Bigon, allenatore del Napoli di Maradona, e gli allenatori Edoardo Reja e Luigi Delneri.

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La storia moderna dice che dirigenza e comune di Ferrara stanno già lavorando da mesi, al pari delle altre neopromosse, per ampliare la portata dello stadio Mazza, intitolato ad un’altra figura storica di spicco della Spal, prima allenatore, poi dirigente e presidente del club fra gli anni quaranta e sessanta e a cui si attribuiscono i maggiori successi della squadra. Sul piano mercato la squadra del Presidente Mattioli sembra essere davvero scatenata. Dopo gli arrivi di Paloschi, Viviani, Oikonomou e Felipe ecco unirsi al ritiro anche il giovane Grassi in prestito dal Napoli, mentre si lavora per protrarre ancora di un anno la permanenza del portierino, fresco di convocazione in nazionale, Alex Meret in prestito dall’Udinese. Il sogno per la tifoseria biancazzurra però sarebbe quello di vedere scendere in campo al “Mazza” nella prossima stagione Pikachu e John Lennon. Non è uno scherzo, ma tutto vero, e il Presidente della Spal sta facendo di tutto per portare i due terzini del Vasco da Gama in Italia. I presupposti per i cerbiatti di salvarsi, con o senza i due brasiliani, ci sono tutti e la calda atmosfera che si respira a Ferrara non può far altro che aiutare gli uomini di Semplici a scrivere un’altra pagina importante nella storia del club.

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Il Verona saluta Andonio, anzi no

Alle inesperte neopromosse Benevento e Spal si aggiunge il Verona che torna nell’Olimpo della A dopo appena due anni. Gli scaligeri hanno ottenuto la promozione diretta all’ultimo respiro spuntandola sul Frosinone solo grazie agli scontri diretti. Il Verona delle tre neopromosse è senza ombra di dubbio la compagine più abituata a certi scenari, vantando anche uno scudetto conquistato nel lontano ’85 e svariate partecipazioni in Europa. Nelle ultime ore però in casa Verona tutti gli occhi sono puntati su Antonio Cassanoche in settimana ha fatto ancora parlare nuovamente di sé e non per le prodezze in campo. “Non gioco più, me ne vado, mi ritiro. Non ce la faccio più a reggere certi ritmi, il ritiro, la fatica degli allenamenti. Dopo un anno fermo, non riesco a star lontano da casa: ho nostalgia di mia moglie e dei figli. Grazie e arrivederci” così aveva spiazzato tutti Fantantonio in conferenza stampa, smentendo se stesso solo dopo poche ore annunciando di averci ripensato “Sì, mi volevo ritirare però non lo faccio più, vado avanti”. Intanto i bookmakers lanciano le quote sul primo gol del gioiellino barese con la maglia gialloblu, la sua rete nella prima giornata di campionato si gioca a 5,00.

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La società del Presidente Setti oltre il fantasista barese ha portato a Verona anche Alessio Cerci, per un attacco che almeno sulla carta insieme al Pazzo Pazzini si preannuncia incandescente.

Sempre per il reparto offensivo continua il corteggiamento di Mister Pecchia al gioiellino della Juventus Kean, mentre per la difesa il Verona sta definendo l’arrivo del terzino Felicioli in prestito biennale dal Milan con diritto di riscatto fissato a 3 milioni di euro. Per il resto massima fiducia agli uomini che hanno riportato in A il derby della Scala.

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Battisti da stadio

Quando Battisti nel 1969 prometteva alla sua morosa che la loro non sarebbe stata una semplice avventura, mai avrebbe pensato che anni dopo la sua canzone potesse essere cantata allo stadio dagli ultras. Eppure le tre neopromosse potrebbero prendere in prestito la canzone scritta da Mogol, cantata da Battisti e riarrangiata qualche anno fa per prima dai tifosi del Parma che in quel periodo cercavano la salvezza e al “Tardini” cantavano così sulle note di “Un’avventura“:

Perché non è una scommessa restare in A, noi ci saremo, comunque andrà

fonte photo: http://www.gazzetta.it

Giovanni Arrotino

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