Orange is the new black, tutti potremmo indossare quell’uniforme arancione

Torna su Netflix Orange is the new black con l’arrivo della attesissima quinta stagione il 9 giugno

Nonostante il titolo di questa serie televisiva sembri fare riferimento al mondo del fashion, la moda qui c’entra ben poco. Prodotta da Netflix e basata su una storia vera, ‘Orange is the new black’ è una serie tv che parla, in una maniera accattivante, mai banale e con un abbondante dose di black humor, della vita dietro le sbarre in un carcere femminile americano.

La serie

All’inizio della prima stagione, la protagonista è Piper Chapman, una donna bianca di livello sociale medio-alto, condannata a quindici mesi per aver trasportato soldi legati ad un traffico di droga una sola volta in tutta la sua vita. Piper è una privilegiata (una di quelle persone che non si sarebbero mai aspettate di finire in galera) ed è proprio grazie alla focalizzazione sul suo personaggio che lo spettatore riesce a immedesimarsi  nella sua  situazione,  a provare su di sé lo shock di un’esperienza simile.  Attraverso il racconto dei suoi tentativi disperati di adattamento in un ambiente ostile, della privazione di oggetti e di spazi personali viene mostrata la disumanizzazione a cui ogni detenuta va in contro nella dura realtà claustrofobica in cui Piper è precipitata.

Ciò nonostante, a mano, a mano che ci si addentra nella narrazione, stagione dopo stagione, Chapman, così verrà chiamata d’ora in poi, diventa solo una delle tante abitanti di quell’acquario, un mondo parallelo fatto di altre regole, altri ritmi, altre speranze. Infatti, una delle caratteristiche più importanti e affascinanti di Orange is the new black è la coralità:  il ruolo di protagonista viene affidato all’insieme di gruppi etnici che vivono nel carcere di Litchifield. Ogni detenuta ha la sua storia ed ogni storia merita di essere raccontata ed ascoltata.

Com’è strutturato Orange is the new black?

Le stagioni di questo piccolo gioiello di Netflix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo, sono quattro e ne è in arrivo una quinta. Composte tutte da tredici episodi di circa cinquanta minuti, ognuna di loro affronta nuclei tematici diversi. Nella prima stagione, ad esempio, il tema principale era la resilienza, ovvero la capacità di adattamento e resistenza in una situazione sfavorevole. L’ultima stagione che abbiamo visto, invece, parlava più che mai delle condizioni disumane in cui queste donne sono tenute, dell’abuso di potere perpetrato dalle guardie carcerarie e dell’indifferenza dell’amministrazione. Ingiustizia è una parola che viene in mente spesso mentre si guarda questa serie ma, mentre le prime tre stagioni avevano un tono più allegro e comico, nella quarta si scende in una dimensione oscura e crudelmente dolorosa.

La nuova stagione promette di riscattarsi e di far risalire dal fondo del baratro le nostre protagoniste. ‘Stand up!’ recita infatti il promo ed è proprio quello che faranno le detenute di Litchfield: si alzeranno, combatteranno per i propri diritti, insieme.  ‘L’unico modo di uscirne è unite’ le si sente gridare nel video.

Perché guardarlo?

Questa è una storia che ha per protagoniste assolute le donne e che racconta, con uno sguardo severo e dolce allo stesso tempo, l’insieme di decisioni e sofferenze che hanno portato ogni personaggio in quel luogo. Lì, in quel posto duro e senza sconti, dovranno affrontare le conseguenze di quelle decisioni, ma allo stesso tempo lo spettatore dovrà rendersi conto di quanto molte di queste fossero inevitabili, alcune delle quali quasi giustificabili.

Sì, perché guardando Orange is the new black, si giunge in una zona morale grigia. Capitolo dopo capitolo, tramite l’uso dei flashback, la creatrice Jenji Kohan (co-autrice di Una mamma per amica e Sex and the city) e i restanti scrittori riescono a dipingere la vita e gli errori di queste donne senza che sia possibile giudicarle. La verità non è mai bianca o nera e non sempre è possibile dire quale sia la scelta più saggia da fare.

In un’epoca in cui tutti sono sempre pronti a puntare il dito, Orange is the new black ci insegna a non giudicare perché tutti hanno una storia alle spalle che li ha portati lì dove sono ora.

La formula, che richiama il mondo della moda, ‘L’arancione è il nuovo nero’ sembra allora essere stata utilizzata per ricordare che un errore possiamo commetterlo tutti e che tutti potremmo arrivare a portare quell’uniforme color arancione.

Chiara Giovannone

Laureanda in Editoria e Comunicazione, grande lettrice, allieva attrice e "binge watchatrice" seriale.

2 Commenti

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*