Parlarne tra amici, manifesto sulle relazioni ai tempi di internet

Esordio della giovanissima Sally Rooney, Parlarne tra amici dà voce ai millennials e a una tecnologia che gioca sempre di più un ruolo fondamentale nel consolidamento delle relazioni sociali

Ci sarebbe da chiedere a Sally Rooney come ci si sente ad aver scritto uno dei romanzi più apprezzati di questo inizio 2018. Sì, perché la giovane scrittrice irlandese di anni ne ha solo ventisei e Parlarne tra amici è – anche in questo caso, solo – il suo esordio. Portato recentemente in Italia da Einaudi Editore, Parlarne tra amici sta ottenendo attraverso i social la risonanza meritata, ma mai come per altri titoli coerente, per un testo che fa dei nuovi mezzi di comunicazioni uno dei nodi cruciali del suo discorso.

La voce di Parlarne tra amici è Frances, ventunenne irlandese, poetessa in erba ed esponente di una certa gioventù colta di Dublino. Condivide la passione per la letteratura con la compagna del liceo e primo grande amore Bobbi. Durante una sessione di slam poetry, le due giovani donne si imbattono in Melissa e Nick, coppia di trentenni, borghesi che vivono di agiatezza e privilegi. Il loro fascino patinato e la loro veste intellettuale esercita subito una presa magnetica sulle due ragazze, soprattutto su Frances. La protagonista, inevitabilmente attratta da Nick, instaurerà con l’uomo una relazione clandestina e indefinita.

Sono tante le etichette assegnate a Parlarne tra amici: prima romanzo sui nuovi mezzi di comunicazione, poi romanzo femminista. A mio parere, Parlarne tra amici è in primo luogo un romanzo sull’identità e su come essa si plasmi attraverso il rapporto con gli altri. La protagonista è una giovane donna – una millennial – istruita, ma se da un lato ha un’ideologia politica solida che le fa credere di avere delle salde convinzioni, dall’altra resta una studentessa dal futuro incerto, un passato familiare che non le dà garanzie e delle insicurezza sul proprio ego che si rivelano soprattutto nella natura dei rapporti che crea.

Frances vive da sempre quasi succube del fascino di Bobbi, che vede più bella, più intelligente, più carismatica, persino quasi più lesbica; speciale rispetto a un sé perennemente posto a giudizio e trovato in difetto. Anche il rapporto con Nick, seppur razionalmente senza futuro, nasce da un bisogno di affermazione personale, dal sentirsi valorizzata per l’aver conquistato un uomo più grande e di una certa levatura sociale. Frances trova così sicurezza nel riconoscersi capace di esercitare un ascendente sessuale su un uomo che vede a suo modo affermato, ma dall’altra permane nell’incapacità di risolversi in autonomia, in balia di una relazione dalle coordinate labili.

Proprio nella formazione delle connessione umane, la Rooney inserisce con acume e consapevolezza le conversazioni attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Le email, le chat su facebook, sono un elemento portante nella definizione del tessuto sociale dei nostri tempi e Parlarne tra amici rispetta questa tendenza in modo assolutamente naturale. Parte della riflessione sta proprio nella creazione di uno scarto tra ciò che si vuole e si può mostrare tramite la parola scritta e come invece si appare nella vita vera. La tecnologia sta infatti cambiando i rapporti e gli equilibri nelle relazioni: chi possiede una maggiore padronanza del linguaggio può per un attimo prendere il coltello dalla parte del manico, ma non può comunque sfuggire alla realtà.

Ho abbozzato un messaggio, poi ho cancellato la bozza per evitare il rischio di spedirla per sbaglio. Poi ho scritto e riscritto la stessa cosa.
Sono rimasta seduta a fissare lo schermo del computer finché si è spento. Tendo a preoccuparmi delle cose più di quanto faccia la gente normale, ho pensato.

Un elemento dell’indagine psicologica della Rooney è proprio la piega che molti rapporti si trovano a prendere. Il precariato dei nostri tempi si nota nell’incapacità di concedersi senza timore, nel vivere senza sentirsi costantemente in dovere di dimostrare qualcosa pur di attrarre.
Se Frances riesce nella scrittura a prendere in mano il controllo della sua relazione con Nick, questo viene perso nel momento in cui l’incontro diviene fisico, in cui non più concesso nascondersi dietro uno schermo. Nel contatto concreto riemergono ansie, paure; il silenzio figlio dell’incapacità di comprendere a pieno l’altro, di tradurne i sentimenti. Il disagio di Frances è anche strettamente legato alla propria fisicità, in un mondo in cui il corpo della donna è perennemente messo sotto i riflettori.

La bellezza dei personaggi del romanzo della Rooney però risiede proprio nell’essere terribilmente realistici e contemporanei.  È facile empatizzare con Frances proprio perché vera, densa di difetti e contraddizioni; specchio di un’età post-adolescenziale in cui si incede in un’incertezza della quale è difficile scrutare la fine. La stessa incapacità di tracciare linee definite, di individuare i contorni, i limiti e possibilità si riscontra nei rapporti stessi.
Quando un rapporto è giusto? Quando un rapporto è d’amore? Quante relazioni possono coesistere?
Sono interrogativi odierni a cui non è mai così immediato dare risposta a cui la Rooney dà voce nella rete di personaggi che gravita intorno a Frances.

La Rooney articola il tutto con una capacità stilistica sopraffina e una padronanza della parola facilmente associabile al suo passato da campionessa di dibattiti. I dialoghi, padroni del romanzo, sono articolati in maniera impeccabile e assolutamente necessari per discernere la psicologia dei personaggi. La costruzione impeccabile della scrittura della Rooney non manca tuttavia di slanci sentimentali, speculazioni politiche e stoccate pungenti. E il risultato è un validissimo romanzo d’esordio che ci fa attendere altre espressioni del talento di questa giovane scrittrice.

Martina Neglia

Classe 1993. Studio Fisica, ma non sembra.

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