Scopriamo insieme a Michele Esposito i peccati di gola della costiera sorrentina

La passione per la cucina e per i tradizionali sapori della propria terra secondo lo chef Michele Esposito

Intervista a Michele Esposito giovane chef internazionale che sta rivoluzionando la cucina dell’Hotel Sporting di Vico Equense (Na), struttura per eccellenza della meravigliosa costiera sorrentina.

Michele, 31 anni campano, nonostante la giovanissima età ha un curriculum da far invidia a tanti. Cucina da quando aveva tre anni e la sua passione, diventato poi il suo lavoro, l’ha portato a girare tutto il mondo e ad essere protagonista delle cucine più importanti: Nuova Zelanda, Londra, Grecia, Roma, Milano fino al “Salmiya” in Kuwait nel ristorante italiano di un albergo di super lusso.
Non finisce qui perché il nostro super chef nato a Piano di Sorrento ha messo in bacheca il premio Seven Stars Awards, un riconoscimento internazionale che viene dato alle strutture che raggiungono degli alti standard di qualità.
Quando l’ho incontrato ho visto in lui la mentalità di chi sa bene dove vuole arrivare, la tranquillità mentre si muove nel suo habitat naturale (la cucina) e il sorriso mentre si esibisce in coreografici piatti che lasciano a bocca aperta.

Michele, una grande carriera nonostante la tua giovane età, quando hai capito che questa era la tua strada?
Da piccolissimo avevo le idee chiare poi sono cresciuto, la mia famiglia voleva che facessi altro. Così mi sono iscritto al liceo scientifico, ma è durata solo un anno quella mia avventura.
Ho capito rapidamente che le mie capacità risiedevano in altro ed ho cambiato indirizzo scegliendo quello alberghiero. Terminati gli studi sono partito con le grandi navi da crociera, una grande esperienza ma non ero appagato. La mia voglia di migliorare e di emergere mi ha spinto ad essere protagonista in tanti ristoranti nel mondo.

Come è cambiata la tua vita passando dal Kuwait allo Sporting di Vico Equense?
Io tengo tantissimo alla mia terra, le mie origini sono parte di me e lo si nota anche nei piatti che realizzo. Così quando mio zio Raffaele Amuro, proprietario dello Sporting, mi ha proposto di apportare una rivoluzione nella loro cucina non ho potuto dire di no.
Sono terrone, le mie radici le ho portate sempre con me in qualsiasi luogo sono stato e mi hanno sempre caratterizzato.

L’Hotel Sporting di Vico Equense è una struttura storica della costiera sorrentina, con un’ottima cucina tradizionale, quali sono stati i cambiamenti che hai portato con la tua conoscenza internazionale?
Sono entrato con calma. Mio zio, in realtà, mi ha dato carta bianca ma le cose vanno fatte per step e non stravolgendo “l’anima” di un posto.
Oggi gestisco personalmente tutti i ristoranti interni alla struttura e mi divido, con la mia squadra, nelle varie cucine. Certo, ci vuole tempo e pazienza per apportare “cambia-menti”.
Attualmente l’80% della cucina è tradizionale mentre il restante stiamo sperimentando quella “gourmet” non dimenticando mai, pero’, i sapori ed i profumi tipici della nostra zona.
Inoltre, non ci crederai Antonio, ma Vico Equense è un luogo circondato da ristoranti stellati questo vuol dire che le persone hanno il palato raffinato, sanno cosa vuol dire sperimentare in cucina, sono in qualche modo già pronti per una cucina nuova. Certo essendo in tanti, la concorrenza è agguerrita ma questo non mi spaventa.

I tuoi piatti sono evoluti, ma il tuo rapporto con l’evoluzione tecnologica com’è?
Utilizzo i miei social personali, Facebook e Instagram in particolare. Oggi ruota tutto intorno alla comunicazione ed io cerco di sfruttarla al meglio.
I vari “master chef” e simili hanno acceso tantissime “luci” per il mio settore. Quindi ci sono varie opportunità di sfruttare anche i video come ritrovato tecnologico e perché no, magari un giorno utilizzare una piattaforma social con i miei video non mi dispiacerebbe.

Hai girato tanto, ora stai portando un “vento” nuovo allo Sporting, ma hai una tua “visione futura”?
Ogni chef che si rispetti aspira alla Stella Michelin. Non è semplice ma diciamo che è un sogno con una solida base di realtà.
Nella mia idea di cucina posta al centro serve anche una grande squadra per volare alto. Piano piano la sto costruendo, tutte persone professionali che vanno nella mia stessa direzione e con un elemento che ci accomuna tutti; la dedizione ed il gusto per questo lavoro.

 

 

Antonio D'Amore

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