Playoff NBA: Celtics a caccia del miracolo contro i Cavs

Giovedì iniziano le Finali di Conference a Est: Cavaliers favoriti

Da una gara di Ironman a una di Surviving: questa è la prova che attende i Boston Celtics nelle finali della Eastern Conference. Dopo una serie con Washington risolta solo alla settima gara Boston, infatti, si trova ad affrontare alle Eastern Finals la corazzata Cleveland Cavaliers del devastante Lebron James. I favori del pronostico sono tutti per la squadra del Prescelto, nonostante il fattore campo detenuto da Boston grazie ad un miglior record nella stagione regolare. Tra le altre cose, Cleveland arriva alla sfida con una settimana di riposo in più rispetto agli avversari, grazie al 4-0 rifilato ai Raptors. I precedenti in stagione dicono 3-1 per i campioni in carica, ma i playoff sono un altra cosa.
Ma quali possono essere i fattori su cui può puntare Boston per provare a ribaltare il pronostico e consegnare agli spettatori una serie avvincente?

Fermare Kyrie Irving

Chiedere chi ferma James, e soprattutto il James visto ai playoff, è banale al limite del superfluo. La risposta è: ci proverà Crowder. La vera sfida per Stevens, coach dei biancoverdi, sarà quella di limitare le prestazioni del n°2 dei Cavs, Kyrie Irving. Perchè se James viaggerà ai 35 punti di media dei turni precedente, subirne 25 o 30 da Irving sarebbe letale per Boston. L’accoppiamento play-play non è un ipotesi percorribile: Isaiah Thomas, autore di playoff mostruosi, è un difensore modesto. La scelta dei Celtics dovrebbe quindi cadere su Avery Bradley, mentre il folletto con la maglia numero 4 dovrà adattarsi sui vari Korver, JR Smith e Deron Williams.

Iniziare bene, vincendo Gara-1

Uno dei pochi vantaggi dei Celtics, come sopra anticipato, è quello di disporre del fattore campo nella serie. In quest’ottica, difendere il TD-Garden deve essere l’obiettivo primario per Boston. L’esito del primo incontro della serie è fondamentale e potrebbe innescare un effetto domino sul resto delle finali di Conference: una vittoria rappresenterebbe un’iniezione di fiducia non indifferente per i Celtics; al contrario, una sconfitta potrebbe avere effetti negativi devastanti sul morale dei ragazzi di Stevens e caricare ulteriormente i Cleveland Cavaliers per il prosieguo della serie. In ogni caso, chiunque si porti a casa la prima partita per passare il turno dovrà mettere a segno altre tre “W” per andare a giocarsi l’anello alle Finals.

Credits: David Butler II-USA TODAY Sports

Aprire l’area per le giocate di Thomas

I Celtics visti quest’anno sono una macchina ben oliata che quando va a pieni giri risulta ostica per chiunque. Il leader naturale, per gioco e attributi, è sicuramente Isaiah Thomas. Al fine di permettere al proprio play di mettere in scena il proprio show, Boston dovrà togliere quanto più possibile i lunghi avversari da dentro l’area. In questo scenario, sarà fondamentale l’apporto di Al Horford; il centro biancoverde dovrà mantenere le proprie prestazioni ai livelli di quelle mostrate nei turni precedenti. Nelle serie con Chicago e con Washington, Horford ha garantito, oltre alla presenza sotto le plance e il gioco in post, un formidabile gioco perimetrale che in questa serie sarà fondamentale per attirare il centro avversario; Tristan Thompson, fuori dall’area.

E i Cleveland Cavaliers?

Da parte loro i Cavaliers non dovranno pensare di avere la strada già spianata verso le Finals. La potenza di fuoco offensiva è devastante e, oltre a James, i Cavs possono contare su Irving e Love, ma dovranno essere bravi a coinvolgere anche le “seconde linee” che fino a qui si sono fatte trovare sempre pronte per fiaccare le rotazioni avversarie. Ma è dall’altra parte del campo che i ragazzi di Tyrone Lue dovranno fare la differenza, confermando i progressi difensivi mostrati contro Toronto per non lasciar prendere fiducia all’attacco dei Celtics. Inoltre, i Cavaliers dovranno sfruttare al meglio la propria superiorità a rimbalzo, se riusciranno a far prevalere il proprio atletismo e il proprio fisico sotto i tabelloni potranno guadagnare secondi tiri molto importanti nell’ottica dei match.

L’appuntamento quindi e per giovedì notte per l’avvio di una serie che, come auspicano i tifosi e gli amanti della pallacanestro americana, potrebbe riservare emozioni e suspence.

Enrico Ropolo

Torinese, 32enne, amante della sua città, dell'Italia, dell'Europa e del mondo. Interessi....tanti; passioni.....pure: attualità, sport, musica arte, etc. Laureato in Cooperazione Sviluppo e Mercati Transnazionale, giornalista pubblicista.

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