PlayStation Plus aumento dei prezzi: sono “solo 10 euro”

La Sony aumenta i prezzi dell'abbonamento al PlayStation Plus, proviamo a dare una spiegazione al fenomeno dei rincari

PlayStation Plus: rincaro dal 31 agosto

In un mite, (almeno per quanto riguarda la zona dove risiedo), venerdì 28 luglio 2017, la Sony ha ben pensato di scaldare l’ambiente dei videogiocatori. Infatti con la seguente email, inviata alle ore 10:56, ha annunciato una “simpaticissima” novità per quanto riguarda il suo servizio online PlayStation Plus (a pagamento obbligatorio per PS4):

PlayStation Plus

PlayStation Plus avviso

Ciò che rende furibondi (noi) videogiocatori non è tanto l’annuncio avvenuto a fine luglio, dunque all’alba della Gamescom e dei lanci di videogiochi con online irrinunciabile. Bensì il principio della questione PlayStation Plus. Ovvero far pagare un servizio che potrebbe essere reso gratuito. Certo ciò significherebbe rinunciare ai giochi offerti “gratuitamente” dal Plus ogni mese, ma (noi gamers) ce ne faremmo una ragione. Si, perché alla fine sono videogiochi belli che magari in passato ci siamo persi, ma comunque datati. Di videogiochi creati da software house indipendenti, degni di essere giocati, ce ne sono pochi. Dunque potremmo fare a meno di tutto ciò e ricevere un servizio gratuito come lo è sempre stato. Ma mi rendo conto che questa sia pura utopia, un poco come avere tra le mani Kingdom Hearts III.

Questo perché la Sony ha capito che i videogiocatori sono maggiormente felici online, perché – in questo caso con PlayStation Plus – possono insultarsi liberamente in chat dopo aver perso una partita o una sessione di gioco (ban temporanei a parte), possono guardarsi in classifica generale del videogioco al quale stanno giocando e vantarsi con gli “amichetti” virtuali postando frasi sui social del tipo: “Finalmente sono tra i primi, è stata una passeggiata questi players fanno schifo” con annessa foto con muso a papera. Dunque questo servizio, verosimilmente, non tornerà più gratis.

“Sono solo 10 euro, mica 100”

Ma allora mi chiedo perché aumentare il costo un servizio, ben pagato già di suo per quanto offre, di dieci euro all’anno? Certo mi direte che “Sono solo 10 euro, non 100”, si, ma il tutto ha portato il prezzo a sessanta euro annui. Dunque non più per tutti. Non dimentichiamoci a questa cifra di aggiungere il prezzo di un gioco (non proprio popolare). Ho provato a darmi una spiegazione. Nei giorni scorsi alcune aziende fornitrici di servizi come Sky, Tre e Fastweb, hanno annunciato che dal prossimo autunno la scadenza della fattura verrà inviata ogni quattro settimane anziché mensilmente. Questo provocherà un incremento nelle loro casse pari all’importo di una tredicesima mensilità ogni anno. Mamma Sony ovviamente non poteva fare questo discorso simile perché fornisce un servizio di nicchia. Dunque che si fa? Si aumenta il prezzo di PlayStation Plus di un euro al mese fingendo di fare uno sconto all’abbonamento annuale, cosicché invece di pagare dodici euro in più in un anno lo si aumenta “solo” di dieci, dunque più di una tredicesima mensilità annua considerando che il prezzo mensile è di otto euro. In questo modo il circolo del videogioco entra in un loop, “pagare moneta per vantarti di aver battuto il tizio online”.

Sony sa bene che l’utente accanito si abbonerà ugualmente, perché l’offerta di giochi in uscita è talmente ghiotta da non far nemmeno minimamente pensare di disdirlo. Dunque la strategia non fa una piega, gli azionisti ci guadagnano, la casa pure, il servizio rimane invariato almeno fino al prossimo aumento. Si perché mi aspetto nei prossimi mesi un pacchetto Netflix più PlayStation Plus a cento euro annui.

Il mondo del videogioco è profondamente mutato. Inizialmente Sony e Microsoft puntavano poco e niente al comparto online, non ne vedevano i ricavi. Dopo qualche anno, verso la fine della vita di PS3 e Xbox 360, iniziarono a comprendere che incrementarne questa sezione, “regalando” videogiochini (fuffa per dieci mesi e due capolavori nei restanti due) avrebbe portato tanti introiti alle loro casse. Dunque da circa dieci anni non si fa altro che aumentare con cadenza annuale il prezzo degli abbonamenti. Questo genera una cosa abbastanza particolare, messa in campo da Apple negli ultimi sei o sette anni. Un vero e proprio processo di esclusione all’interno degli stessi prodotti che già alla base generano un’esclusione, vuoi per i prezzi e vuoi per le modalità di vendita, il tutto subito (almeno in questo specifico caso) da chi mette i propri risparmi da parte per poter acquistare una console o un videogioco. La prossima frontiera sarà far pagare le sessioni online di giochi come CoD e Fifa o ci lasceranno, finalmente, giocare in pace?

Enzo Auriemma

1 Commento

  1. Avatar
    Super Mario agosto 19, 2017

    Stessa cosa per gli utenti che non hanno PlayStation Plus e hanno intenzione nelle prossime settimane di abbonarsi, meglio non aspettare perch i prezzi saliranno e sono improbabili ulteriori sconti o offerte, dato che Sony li ha applicati gi durante i mesi scorsi.

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