Roma Termini bloccata. Le persone fungono da agenzia di stampa

È di poche ore fa la notizia del blocco della circolazione ferroviaria. Dalla stazione non arrivano notizie e i passeggeri si fanno giornalisti con veri e propri atti di giornalismo

Sono fermo alla stazione di Firenze su un freccia rossa per Roma. Non ci sono informazioni. Febbrilmente i passeggeri hanno subito costituito un centro stampa a bordo che raccoglie notizie da smartphone, tablet e telefonate. Un esempio di scuola.
Al tempo della rete i centri titolari delle informazioni vengono subito scavalcati, minando autorità e ruolo.
Si apprende che si é paralizzato l’intero nodo di Roma per un incendio in una delle cabine di comando. Si parla almeno di cento minuti di ritardo. Arriva la notizia anche del blocco del raccordo anulare all’altezza di Fiumicino, per un ponte pericolante. In questo momento la capitale sembra isolata dal mondo. In altri tempi si sarebbe arrivati a pensare di golpe. Oggi la cosa non passa per la testa a nessuno.
A bordo formicola una certa irrequietezza ancora non isterica o rancorosa, la corsa alle notizie per diluire la rabbia. Scandalosa l’assenza di assistenza e informazione, nonostante si sia nella stazione e il personale dovrebbe essere informato e disponibile. Comincia a formarsi il tipico clima della diligenza di Ombre Rosse, per chi ricorda il film, dove ogni passeggero assume iconicamente le sembianze di una tipologia classica: il manger frustrato ma ancora esuberante, il tecnico stanco e irato, la famigliola che cercando attrezzarsi, l’introdotto romano che fa sapere di avere conoscenze al vertice delle ferrovie, lo studente che chiama casa. Il tempo passa e anche queste maschere si consumano. Ogni tanto rimbomba una notizia: ancora almeno due ore, no contrordine ci portano in pulman. Si comincia a respirare aria di bivacco. Colpo di scena: si annuncia la partenza: per dove? comincia una lunga notte o un banale e mediocre contrattempo? Vi faccio sapere.”

Il nostro corrispondente da Firenze, Michele Mezza, ci ha appena informato dei disagi che su tutta la rete ferroviaria si stanno vivendo a causa del blocco della circolazione ferroviaria a causa di un problema all’apparato che regola l’entrata e l’uscita dei convogli. È il caos.

Se fossimo stati un telegiornale probabilmente avreste visto in sovrimpressione questo messaggio mentre Michele costantemente ci avrebbe tenuto informati durante la mezz’ora di messa in onda, poi il nulla per gli spettatori più analogici, o il passaggio alle reti All News per quelli più digitali. Se fossimo stati una testata giornalistica quotidiana stampata non avremmo potuto dare la notizia (che sappiamo ormai già esser stata trattata e ritrattata), dovendo attendere l’indomani, se fossimo stati bravi a correr per aggiornare i titoli e gli articoli prima della stampa. Se fossimo stati una testata giornalistica online difficilmente avremmo potuto accettare il “comunicato” di un passeggero che non collaborasse al nostro giornale. A meno che non avessimo copiato il suo sfogo dai propri canali social riportandolo sulle nostre pagine, magari senza neanche citarlo. E invece siamo un contenitore che vuole fare di questo tipo di “atti di giornalismo”, alcuni dei suoi contenuti distintivi che danno senso ad un più ampio progetto di brand journalism. Ma la domanda è: perché aziende come Trenitalia tacciono durante disservizi del genere, nonostante ci siano punti informazioni ovunque nelle stazioni. Nonostante ogni giorno ha sono decine di migliaia di “clienti” che consultano il suo sito. Anche senza dover impegnarsi in una vera e propria azione editoriale, come fanno le aziende oggi a non pensare ad un servizio pronto ad informare i propri clienti sui disagi che gli si sta provocando?

E io ringrazio Michele per questo spunto di riflessione e per la notizia, anche se ormai forse non è più tanto attuale.

Ore 22.44, Michele ci aggiorna:

Per completare l’informazione la diligemza di Ombre Rosse sta marciando da un’ora e mezzo a velocità ridotta da Firenze, e al momento abbiamo accumulato 2 ore e 15 di ritardo. La prospettiva é di arrivare a Roma non prima delle 23,30, dopo ben 7 ore dalla partenza da Torino. Diciamo esattamente quanto ci mette un rapido di antica memoria. Qualcuno a bordo ha avuto un fremito di nostalgia, subito scalzato da altri fremiti che non vi dettaglio. Continua incessante l’azione di raccolta e scambio di informazioni. Vi faccio sapere per curiosità quando sarà il prossimo cambio dei cavalli.

Ore 23.15

la diligenza sta finalmente arrivando alla Stazione di Roma Termini con 2 ore e 25 minuti di ritardo. Non manca una certa euforia a bordo, dove si stava organizzando un riff per premiare il passeggero che ha azzeccato la previsione dell’ora di arrivo con le sue fonti. Ci si saluta non senza qualche rammarico, ormai la comunità si era saldata e l’agenzia di news che aveva creato funzionava. Ci ripromettiamo di rimanere in contatto per sperimentare il network anche a distanza. Siamo tutti giornalisti, ma nessun inviato perché con questo ritmo non arriverebbe da nessuna parte. Alla prossima.

Luca Carbonelli

Classe 1982. Imprenditore. Responsabile Comunicazione e Marketing della omonima azienda di famiglia Torrefazione Carbonelli. Ha lanciato il corporate blog Il Salotto del Caffè, nel 2012. Appassionato di comunicazione e media, ha lanciato nell'Aprile 2017 il progetto di Brand Journalism News and Coffee. Vicepresidente nazionale gruppo giovani CNA. È consulente aziendale per tutti i processi legati al digitale.

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