Royal wedding, il futuro (forse) politico della Corona

La popolarità di Meghan Markle sta già influenzando il Regno Unito e c'è chi spera che arrivi anche dall'altra parte dell'oceano: il matrimonio dei record ispira cambiamenti

Dio salvi la Regina e con lei tutta la famiglia reale. Il matrimonio evento dell’anno si è appena consumato ma né la stampa né la gente comune sono pronti ad abbandonare il capitolo. Questo royal wedding è stato da record su più fronti e di sicuro rimarrà impresso nella storia per i suoi molteplici significati. Indubbiamente il lato sentimentale ha avuto la sua parte, ma in tanti si sono soffermati su alcuni messaggi sociali e non solo social che strizzano l’occhio alla politica contemporanea.

Un’americana a corte

Ma non un’americana qualunque: bella, affascinante, in carriera, affermata e soprattutto impegnata. Già perché Meghan Markle è un’attivista che prende posizione e che durante la campagna elettorale delle ultime presidenziali, si è schierata a favore della candidata Hillary Clinton. Lei con il suo carisma e la sua sicurezza è riuscita a creare una cerimonia di transizione, una sorta di compromesso tra i reali e il mondo reale. Basti pensare al reverendo Michael Curry, da Chicago, primo vescovo nero a capo della Chiesa episcopale americana, che con la sua omelia ha riportato il tutto al mondo vero, quello quotidiano fatto di storia, di Martin Luther King ma anche di Facebook. Come non si può pensare che sia un chiaro messaggio politico in risposta alle discriminazioni che al momento affliggono nuovamente gli Stati Uniti?

L’apertura al mondo contemporaneo

È chiaro che la monarchia di Elisabetta ha un segreto, una formula magica particolare che ne preserva l’esistenza e tale per cui è riuscita a sopravvivere a scandali, malelingue e rivoluzioni di costume. La storia tragica di Lady Diana ha inevitabilmente inciso sul successo e sull’affetto che la gente comune dimostra verso la nuova famiglia reale, nonostante tutto, nonostante i segreti e le insinuazioni. Una monarchia che seppur salda nella tradizione, non disdegna le aperture al mondo contemporaneo. L’arrivo di Kate prima e quello di Meghan poi, dimostrano che l’apertura al nuovo è consentita e addirittura digerita. Ecco quindi che in questi spiragli di cambiamento, il futuro potrebbe delinearsi in maniera diversa.

The crown

Dal punto di vista sociale è evidente quanto l’arrivo di una ragazza affermata, diva di Hollywood, impegnata e carismatica possa far pensare che i progetti charity e di diritti umani, verranno curati e presi seriamente. Ma dal punto di vista politico? In questo momento i rapporti fra Washington e Londra non sono così rosei come in passato: da una parte l’America spaccata e polemica a causa delle decisioni di Donald Trump mentre dall’altra nel vecchio continente ancora si soffre per la Brexit. Due momenti storici che a prescindere da tutto, sono critici per entrambi. Potrà un’americana dare il suo contributo al delinearsi di nuovi rapporti? A ben vedere non è così lontana come ipotesi.

La popolarità di cui gode la corte di Elisabetta al momento è piuttosto alta e nella storia le influenze della Regina sull’operato del governo inglese si sono fatte sentire. Perché quindi non sfruttare questo momento storico e di alto significato, in favore di una collaborazione a più largo raggio?

Giulia Papapicco

Classe 1988, laurea in Lettere e via, a New York per un anno facendo indigestione di pancakes e sciroppo d'acero ma soprattutto avendo modo di conoscere culture nuove. Scrivo per passione da sempre perchè solo in questo modo riesco a vedere le cose come sono veramente.

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.