Spirulina, green revolution made in Puglia

Una micro alga d'acqua dolce salverà il mondo. Per la FAO, la spirulina, è l’alimento del futuro

Quando gli esperti parlano del 2050 lo fanno a tinte fosche. La popolazione mondiale sarà aumentata di circa il 35% e per garantire cibo per tutti la produzione agricola dovrà raddoppiare. Agricoltura ed allevamenti intensivi – già tra i principali responsabili del riscaldamento globale – sommati al disboscamento delle foreste pluviali per liberare terreni da coltivare o adibire a pascolo, renderanno lo scenario globale tutt’altro che rassicurante.

Non è un mistero che l’attuale modello di sviluppo economico, basato sull’utilizzo illimitato delle risorse del pianeta, stia provocando gravi conseguenze all’ambiente. Il problema rimane quello di invertire la tendenza senza dover necessariamente stravolgere stile di vita.

Un manipolo di giovani eroi ci prova dall’hinterland barese con la kryptonite dell’alimentazione: la spirulina.

Danila Chiapperini e Raffaele Settani, nel corso di un progetto di sviluppo in Malawi, s’imbattono per la prima volta in un allevamento di spirulina nei pressi di una Missione. Scoprono le caratteristiche di quest’alga e decidono di approfondire l’argomento. Lì l’alga viene utilizzata per l’emergenza nutrizionale. Ma la spirulina riserva notevoli sorprese.

Tre volte le proteine della carne, quarantacinque volte il ferro degli spinaci, nove volte il calcio del latte e una serie di vitamine, sali minerali, Omega 3, Omega 6 e antiossidanti, fanno di questa micro alga d’acqua dolce di colore verde-blu l’alimento del futuro. Parola della FAO.

Cresce spontaneamente in Centroamerica e nei laghi africani di origine vulcanica, dove c’è la necessaria luce, alcalinità e alta temperatura dell’acqua. Già le civiltà precolombiane ne facevano uso. Gli Atztechi la definirono “cibo degli dei” per le sue proprietà energizzanti.

Coltivata ai fini commerciali soprattutto in Asia, è un cibo estremamente sostenibile e molto nutriente che potrebbe sopperire alle esigenze future di un pianeta con tante persone e poche risorse. Per ottenere la stessa quantità di proteine nella carne infatti serve un utilizzo di acqua cinquanta volte superiore. E ogni chilogrammo di spirulina prodotta ne cattura due di anidride carbonica nell’atmosfera, rendendo questo alimento anche molto sostenibile.

Danila e Raffaele rientrano in Italia con un tempismo perfetto. In Puglia è in pieno corso la meravigliosa stagione dei Bollenti Spiriti. Sulla scia dello slogan “I giovani non sono un problema, ma una risorsa”, il visionario e compianto Guglielmo Minervini riesce a dirottare risorse importanti sulle politiche giovanili e a dare una forte spinta all’auto imprenditorialità giovanile pugliese.

I due colgono l’occasione e progettano ApuliaKundi, startup alimentare che intende coltivare e produrre l’alga spirulina, e si aggiudicano il bando Principi Attivi.

Avviano così il primo impianto pilota di produzione di alta qualità. Continuano ad approfondire la ricerca e si prodigano nella divulgazione del loro progetto, fino a spingersi alla produzione di stick di spirulina per il commercio.

Credit photo: Danila Chiapperini

Oggi insieme a Danila, founder e project manager di Apulia Kundi, e Raffaele, biologo e co-founder del progetto, ci sono anche la biotecnologa Mara Zacchino e Leo Lo Cicero, responsabile di produzione.

L’alga, che al palato ricorda il gusto dei semini di girasole, prende la forma di uno spaghetto spezzato. Ridotta in polvere può esser aggiunta all’impasto di cibi dolci e salati come pizza, taralli, biscotti e pasta, a cui conferirà il suo tipico colore verde.

“Abbiamo deciso di confezionarla in stick e non in pillole proprio per ricordare che la spirulina è un cibo, non un medicinale”, spiega Danila.

I principali paesi esportatori di spirulina sono Cina e India, su tutti. Ma della spirulina prodotta nel Sudest Asiatico o in Sud America non si conoscono le modalità di coltivazione. L’alga assorbe tutto quello che c’è nell’acqua e nel terreno, compreso l’inquinamento. È per questo che loro hanno deciso di allevare la spirulina solo in acqua potabile.

Ma il loro business green non si ferma qui. Oggi, ApuliaKundi oltre a produrre spirulina naturale e pura al 100% e cibi funzionali a base di spirulina, fornisce anche servizi di supporto all’innovazione e di accompagnamento alle imprese a carattere innovativo per lo sviluppo di nuove economie come l’algacoltura e nuovi prodotti a base di alghe. Insomma, la green revolution è iniziata!

“La spirulina è un prodigio della natura”, conclude Danila. “Rispetto agli integratori che si trovano normalmente in commercio, è naturale al 100%. Non c’è bisogno di aggiungere ferro, calcio, magnesio perché la spirulina li contiene già. Ha circa il doppio delle proteine rispetto ad arachidi, cereali e soia secca. Non contiene iodio. È  un potente antiossidante e favorisce l’azione depurativa dell’organismo, in particolare del fegato e dei reni. È un alimento utile per vegetariani e sportivi, ma anche per donne che hanno carenza di ferro. Rafforza le difese immunitarie ed è un energizzante particolarmente indicato per cambi di stagione, periodi di stress o di convalescenza. Troppo preziosa per far finta che non esista”.

Se venisse fuori anche un amaro a base di spirulina, in Lucania dovranno pensare presto ad un altro slogan per il proprio liquore. In questa vita, chiedere di più alla spirulina è missione impossibile.

Toni Augello

Blogger quando arriva l'ispirazione, scrittore senza contratto e appassionato di nuovi media come della vita, perchè in realtà profondamente attratto dalle dinamiche relazionali. Mi occupo di cultura e social innovation. Seguo con interesse il mondo del digital e delle startup.

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