Come ti stravolgo la Serie A

Il nostro campionato attualmente non è un prodotto vendibile, scarsamente competitivo nel suo complesso e con squadre non all'altezza

Che negli ultimi anni il divario tra le prime cinque o sei squadre e quelle in lotta per la salvezza fosse aumentato ce ne eravamo accorti tutti quanti. Mai come quest’anno però la Serie A sembra essere divisa in tre campionati che vivono di vita propria.

La lotta per un posto in Champions è roba dei soliti noti: Juventus, Napoli, Lazio, Inter e Roma.
Atalanta, Milan e Fiorentina pronte a prendersi le briciole, tenendo un’occhio di riguardo alle outsider Torino e Sampdoria che fino a qui stanno facendo uno splendido campionato. Ed infine una lotta salvezza che già da ora sembra essere destinata ad una mattanza di squadre arrivate al nostro massimo campionato senza grosse ambizioni e progetti per il futuro.

Nel mezzo un gruppetto di circa sei o sette squadre che più andremo avanti, e più saranno destinate a svolgere il ruolo di spettatori non paganti in un campionato che non potrà più dire nulla per le loro ambizioni.

Cosa cambiare?

Così prepotente come ogni anno il solito ritornello: “ridateci la Serie A con 18 squadre“. Ma siamo sicuri sia la soluzione migliore? Non esiste un modo per rendere il nostro campionato un prodotto vendibile, godibile, e soprattutto che da febbraio in poi non inizi a mostrare partite dal risultato scritto, con biscotti degni di Svezia-Danimarca?

Noi un’idea ce la siamo fatta.

Diminuire il numero di iscritte alla Serie A

Il punto di partenza è quello gridato a gran voce da molti anni ormai. Ridurre il numero di iscritte, tornando ad un campionato a 18 squadre, per forza di cose darebbe vita ad una forbice meno ampia tra la testa della classifica, e le squadre in lotta salvezza. Questa però da sola non può essere una soluzione che nel lungo periodo riuscirà a dare nuova linfa al progetto di calcio in Italia.

Modifica al sistema delle retrocessioni

Con tre che retrocedono in maniera diretta, da marzo in poi solitamente si assiste a tutta una serie di formazioni che scendono in campo senza ambizioni, svogliate, e in grado quindi di falsare un’intera stagione. Come risolvere?

Le ultime due retrocesse direttamente, e playout dalla tredicesima alla sedicesima posizione. La perdente di questi spareggi dovrà affrontare la vincente del playoff di Serie B.

Blocco dei paracadute

Ed infine il sistema più criticato del nostro campionato: il paracadute per le retrocesse. Proporre un’abolizione totale del sistema ci sembra anacronistico, e realisticamente è una riforma che non passerebbe mai in Lega, mettere però una quota minima di punti, fissata intorno in 25, da raggiungere per poter usufruire del cosiddetto “paracadute” dovrebbe essere un’incentivo decisamente importante (viste le cifre in ballo) per rendere la Serie A sicuramente più competitiva.

Tommaso Calascibetta

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