Uccidere i padri: il Complesso di Edipo e il ‘900

Il risvolto storico della rivoluzione freudiana, attraverso il 'complesso edipico': come i figli si opposero ai padri

Tra le numerose teorie elaborate da S.Freud la più inflazionata e, indubbiamente, la più “sconvolgente” per la portata del suo messaggio distruttivo  fu la formulazione del celebre complesso di Edipo.

I più grandi dolori sono quelli di cui noi stessi siamo la causa

(Sofocle, l’Edipo re)

Il secolo breve è  stato un condensato di rivoluzioni, riforme, sconquassi, scoperte, guerre, denunce, conquiste e proteste. Nell’arco di cent’anni il mondo ha cambiato totalmente volto a tal punto che la differenza tra gli inizi del ‘900 e i suoi ultimi decenni è tale (molta più, forse, che in qualsiasi altro secolo precedente) che sembra quasi di trovarsi in due diversi pianeti.

Se l’uomo settecentesco aveva riconquistato la fiducia in se stesso e nella natura, attraverso l’esaltazione del pensiero razionale di matrice illuministica, mentre l’uomo ottocentesco aveva riscoperto il sentimento, lo “Sturm und Drang” e l’irrazionalità delle passioni di matrice romantica, l’uomo novecentesco si trova invece privo di qualsiasi equilibrio e fede.

La rivoluzione freudiana aveva notevolmente acuito la perdita d’identità e la crisi dell’uomo moderno, senza radici, senza più solide certezze, inetto, reificato e disgregato. Il complesso edipico introduce nell’immaginario comune, attraverso la realtà psicologica, il tema dell’uccisione simbolica dei padri.

L’idea che l’avversione non risolta per uno dei genitori, durante l’età infantile, sia all’origine di molte nevrosi, intuita genialmente da Freud attraverso l’analisi del mito dell’Edipo re, che uccise il padre e sposò la madre -realizzando il desiderio inconscio dell’infanzia- diviene simbolo di un’epoca in lotta contro il passato (basti pensare alla propaganda futurista) al grido di “Noi siamo giovani”, slogan delle riviste d’avanguardia del ‘900.

Potrei dunque terminare e riassumere questa rapida ricerca rilevando che nel complesso di Edipo si ritrovano i principi insieme della religione, della morale, della società e dell’arte, e ciò in piena conformità coi dati della psicoanalisi che vede in questo complesso la sostanza di tutte le nevrosi, per ciò che della loro natura siamo finora riusciti a penetrare.

(Sigmund Freud)

Nella scoperta del complesso edipico possiamo dunque rinvenire, oltre ai ben noti risvolti sociali, morali e psicologici, anche un notevole risvolto storico: Freud è il leader di una generazione in rivolta che tenta di uccidere i propri padri e di costruire un mondo del tutto nuovo, attraverso le rivoluzioni (moti del ’68), il sovversivismo o le avanguardie nell’arte.

La distruzione del vecchio e il mito della modernità lasciano che s’imponga solo il valore del “nuovo”, in una società in cui le autorità non sono più gli anziani ma i giovani che, spinti da un impulso “disubbidiente”, hanno le idee ben chiare in merito a cosa non vogliano ma non a cosa desiderino.

Credits photo: numerozero.unipi.it

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

0 Commenti

Nessun Commento!

Non ci sono ancora commenti, ma puoi prima commentare questo articolo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.