Venezuela, al via l’insediamento della Costituente

Si insedia oggi l'Assemblea Costituente voluta dal presidente Maduro

Si è insediata oggi l‘assemblea Costituente voluta dal Presidente del Venezuela Nicolas Maduro e concepita per sostituire l’Assemblea nazionale legittimamente eletta. Le votazioni si sono tenute la scorsa domenica, in una città blindata e ad altissima tensione. L’opposizione è scesa in strada per manifestare contro una scelta che rappresenta l’ennesimo indebolimento dei principi alla base della democrazia venezuelana e che consentirà al successore di Hugo Chavez di ottenere ulteriori poteri. Non sono bastate le accuse di brogli elettorali e ”falsi risultati riguardo l’affluenza nelle elezioni a spingere il Presidente del Venezuela a fare un passo indietro.
L’Assemblea Costituente avrebbe dovuto insediarsi in data 3 Agosto ma ha subito uno slittamento di ventiquattro ore, annunciato dallo stesso Nicolas Maduro.

Le reazioni della comunità internazionale non si sono fatte attendere.
Per la diplomazia europea le circostanze controverse in cui si è svolta l’elezione sollevano molte perplessità riguardo la sua effettiva rappresentatività e legittimazione.L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, al termine di un incontro con i 28 stati membri, ha dichiarato che l‘Unione Europea non riconoscerà l’Assemblea ed è pronta ad assumere graduali sanzioni se la situazione dovesse volgere al peggio.
Pesanti critiche arrivano anche dalla Santa Sede che si è espressa nuovamente sulla situazione, esprimendo la sua preoccupazione circa un deterioramento della crisi. Il Papa ha invitato il presidente Maduro a sospendere la Costituente, che favorirebbe un inasprimento delle tensioni anziché un passo verso la pace, chiedendo che vengano rispettat i diritti umani e le libertà fondamentali.

Anche l’Italia si è vista in prima fila nel non riconoscimento del regime, definito dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, dittatoriale con una situazione ormai sull’orlo di una guerra civile.
Nonostante l’isolamento internazionale, l’inasprimento delle sanzioni, gli oltre 130 morti dall’inizio delle proteste, Maduro sembra non mollare la presa. In queste ore infuocate l’opposizione ha annunciato che continueranno le proteste.

Il Venezuela vive ormai dal 2013 una gravissima crisi politica, economica e sociale. L’inflazione ormai fuori controllo è arrivata all’ottocento per cento, con il conseguente aumento del prezzo dei beni di prima necessità. Il quadro è ulteriormente aggravato dalla diminuzione del prezzo del petrolio che rappresenta circa il 95 per cento delle entrate che il paese ricava grazie alle esportazioni.
Il Venezuela, uno dei paesi più ricchi dell’America Latina, è oggi un paese spaccato, con l’ottantuno per cento dei suoi cittadini che vive in estrema povertà e in cui alla carenza di pane si aggiunge una emergenza sanitaria ed umanitaria.
Alla luce degli eventi che stanno affliggendo il paese da ormai quattro anni viene da chiedersi se il Venezuela sia già uno stato fallito o sia sul punto di diventarlo.

Federica Antonecchia

1 Commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. i campi richiesti sono contrassegnati*