Walt Whitman: “Credo in te, anima mia” il sesso che ci riconcilia con il mondo

Furore e vitalismo: dalla raccolta 'Foglie d'erba' una bellissima poesia di Walt Whitman, per iniziare la settimana in armonia con il mondo

Il potente spettacolo della vita e della morte, questo canta Walt Whitman (1819-1892) nei versi che l’hanno reso celebre e immortale tra i poeti americani e di tutti i tempi, portavoce di quella che diverrà la dorata chimera dell’American dream.

Walt Whitman, sulla scia del filosofo Emerson, si presenta come un profeta, sacerdote di una nuova religione “ postcristiana” e soprattutto americana, dove, questo aggettivo, richiama quello spirito pioneristico e la fiducia, forse un po’ troppo ingenua, nel futuro e nel progresso.  La nuova religione percepisce Dio come un’energia primordiale che permea ogni cosa e dunque la poesia di Walt Whitman si nutre di un vitalismo prorompente e di un “ritorno al primitivo”. La sua è una visione quasi panica dell’esistenza, dove l’io si fonde con la natura e con il tutto, sino alle stelle.

Ecco che, in un’epoca puritana quale quella a lui attuale, Walt Whitman erompe con la forza e l’esaltazione delle pulsioni naturali, della materialità dell’esistenza in tutti i suoi aspetti, compresi quelli più bassi, celebrando il corpo e l’eros (ricordandoci, ad esempio, la tensione presente nel simbolo dell’anguilla nella poesia di Eugenio Montale). I suoi sono i “poemi della materia” in quanto crede che siano i “ più spirituali poemi”.

Credits photo: ilgiornale.it

Infatti la sua più celebre raccolta di poesie Foglie d’erba (1855), un “poema primitivo”,  venne considerata scandalosa per i contenuti che esaltavano la materialità dell’esistenza, la terrestrità, la sensualità e l’autoerotismo, istituendo un nuovo metro di giudizio del sacro:

“ l’ odore di queste ascelle è un aroma più dolce che le preghiere

Ed in questa fusione totale di tutte le cose che Walt Whitman coglie l’essenza dell’universo, dove anche una sola  foglia d’erba “ non è meno di un giorno di lavoro delle stelle”. La poesia scelta oggi, infatti, “Credo in te, anima mia” contenuta proprio in questa raccolta, suggerisce l’idea di partecipazione vitale, euforica, vibrante all’esistenza e alla natura, fino alle sue più piccole parti, attraverso l’esperienza edificante dell’amore e dell’eros.

 

Credo in te, anima mia, 
l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,
e tu non devi umiliarti di fronte a lui.
Ozia con me sull’erba, 
libera la tua gola da ogni impedimento, 
né parole, né musica o rima voglio,
né consuetudini né discorsi, 
neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,
il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo, 
un trasparente mattino d’estate, 
come tu posasti la tua testa 
di per traverso sul mio fianco 
ti voltasti dolcemente verso di me,
e apristi la camicia sul mio petto, 
e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,
e ti stendesti sino a sentire la mia barba,
ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

Veloce si alzò in me 
e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza 
che va oltre ogni argomento terreno, 
io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,
e io conosco che lo spirito di Dio
è il fratello del mio, 
e che tutti gli uomini mai venuti alla luce 
sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,
e che il fasciame della creazione è amore,
e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,
e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,
e le incrostazioni muschiose del corroso recinto, 
pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.

(Walt Whitman, dalla raccolta Foglie d’erba, 1855)

Sara Fiore

Sara Fiore, siciliana, studentessa universitaria in lettere moderne, classe 1994. Bibliofila, cinefila, letterata, scrittrice in erba passionale come la mia terra. Le parole sono il mio super potere! #thinkcreative

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