X Factor 11: le pagelle del primo live show

I nostri voti alle esibizioni dei concorrenti della nuova edizione

Il primo live show di X Factor 11 non è stato solo il primo impatto dei dodici concorrenti sul palco del talent, ma anche l’occasione di mettere in pratica il nuovo regolamento riguardante le eliminazioni: il concorrente meno votato porta allo “scontro” l’intera categoria di appartenenza, sarà poi il giudice di quella categoria a decidere chi dei tre salvare a priori e i due che, invece, dovranno confrontarsi con i propri cavalli di battaglia per rimanere in gara; si tratta quindi di uno scontro fratricida, che non ha riscosso particolare successo né tra i giudici né, tantomeno, tra il pubblico. Adesso, dirottandoci già verso il secondo live show di X Factor 11, cerchiamo di dare un voto ai cantanti esibitisi nel corso della prima serata:

Maneskin: 7

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“Let’s get it started” dei Black Eyed Peas è decisamente il pezzo migliore per iniziare la serata, soprattutto se a far da mattatore c’è un giovane con la voglia di spaccare tutto. Damiano, l’ormai noto frontman del gruppo, è incontenibile, salta dove può e se potesse darebbe fuoco agli strumenti, da vero rocker. L’unica pecca, riscontrata da Levante, è la mancanza di contenuti. Critica che lascia il tempo che trova se fatta alla prima esibizione della prima puntata.

 

Enrico Nigiotti: 6,5

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Il cantautore livornese ha portato sul palco la sua versione de “La canzone dei vecchi amanti”, al tempo “La chanson des vieux amants” di Jacques Brel. Un’esibizione riuscita, pulita e che sottolinea, ancora una volta, quanto questo tipo di canzoni facciano parte della comfort zone di Nigiotti. È vero che l’abito non fa il monaco, ma a Manuel non è proprio piaciuto il look scelto per la performance: dettagli, anche in questo caso.

 

Camille Cabaltera: 6-

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Un voto che condivide con Levante, rea, a detta di Fedez, di averle assegnato un brano di un’artista più nota per il suo fondoschiena che per le sue doti artistiche (Team di Iggy Azalea, ndr). Camille si è difesa bene, mostrando un ottimo controllo della voce e una buona capacità di switchare i vari timbri richiesti dal pezzo.

 

Gabriele Esposito: 6

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“A patto che non ci faccia annoiare”, Gabriele ha davvero rischiato che le nostre preoccupazioni diventassero realtà. Sulle note di “Adam’s Song” dei Blink 182, tanto cari a Fedez – ascoltare “Musica del ca**o” di Comunisti col Rolex per credere -, ci si aspettava di vedere un trasporto maggiore, in primis per il tema trattato dal pezzo (il suicidio, ndr), in secundis perché se ad un pezzo pop-punk togli il punk resta il pop e l’effetto “falò” è dietro l’angolo. Si difende benissimo contro la timida offensiva di Lorenzo nello scontro finale.

 

Sem & Stenn: 6,5

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“Let’s go to bed”, questo il messaggio che il duo manda ai detrattori. Noi siamo d’accordo con loro, in mano a Manuel questi due sono imprevedibili, vanno giudicati di volta in volta, come tutti, senza stupidi preconcetti. Sem e Stenn modificano il brano dei Cure e lo portano nel loro mondo, dimostrando grande personalità e consapevolezza dei propri mezzi.

 

Lorenzo Bonamano: 5

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L’espressione da cane bastonato, alternata all’inutile tentativo di apparire risoluto nei momenti in cui si sentiva già con un piede fuori dal programma, non ne hanno aiutato l’ambientamento. Ancor meno “High Hopes” dei Kodaline, non proprio terribile, abbiamo visto di peggio, ma che ha evidenziato le sue carenze. Il meno bravo di tutti, un’eliminazione annunciata, ritardata solo dal nuovo sistema di eliminazione di cui sopra, che più che una scommessa faceva di lui una zavorra per gli altri due. Provate a pensare se Fedez, pur di aver ragione, avesse salvato lui.

 

Lorenzo Licitra: 7-

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Fedez l’ha annunciato, noi gli facciamo il coro: Lorenzo, ci vediamo in finale. L’impostazione classica è sempre lì, non se la può scrollare di dosso da un momento all’altro, ma siamo di fronte ad uno che vocalmente sta una spanna sopra tutti gli altri. Sì Lorenzo, ci vediamo in finale. Il meno è per l’incoerenza di chi lo vuole più pop, ma che poi gli mette dietro le voci bianche.

Virginia Perbellini: 5,5

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Non è Alanis Morissette e “Thank You”, per sua sfortuna, è proprio dell’artista canadese. Virginia è precisa, il brano la penalizza, un po’ come ha fatto Levante nel momento dell’assegnazione. Il risultato è un’esibizione piatta, che, con ogni probabilità, ci segnala chi potrebbe lasciarci la settimana prossima.

 

Ros: 6+

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Chiamate un esorcista, Camilla è indiavolata sulle note di “Battito di ciglia” di Francesca Michielin. Un azzardo, che a lungo andare potrebbe scontrarsi con la necessità del pubblico di sonorità più mainstream e non di riff così aggressivi. Nonostante tutto, i Ros si sono divertiti e hanno fatto divertire noi, stufi dei sosia di Ed Sheeran e delle troppe carezzine viste su quel palco.

 

Samuel Storm: 6,5

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La passione di Fedez per le classifiche e la sua voglia d’importare brani che, a suo modo di vedere, i più non conoscono (Federico, mio caro, Spotify ce l’abbiamo tutti, ndr) ci regalano un Samuel più contenuto del previsto con “Location” di Khalid. La scelta del pezzo non convince gli altri giudici, che preferirebbero un brano che esalti lo spessore della sua voce.

 

Rita Bellanza: 7

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“Sally” poteva dimostrarsi un caso isolato, invece Rita regge benissimo l’urto con “Le rondini” di Lucio Dalla, risultato per niente scontato. Precisa, ma soprattutto intensa, caratteristica cardine nell’interpretazione di un pezzo di Lucio; da sottolineare l’apprezzamento unanime, e fa davvero notizia, dei quattro giudici.

 

Andrea Radice: 6,5

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Impossibile non lasciarsi trascinare dal groove della sua “Superstition”, com’è impossibile non riconoscere l’umiltà e la voglia di mettersi in gioco di questo ragazzo che cerca di fare tesoro di tutto quello che gli sta intorno. L’unico appunto possibile è l’eccessivo attaccamento all’originale di Stevie Wonder, ma, vista la portata del brano, è comprensibile il tentativo di lasciare tutto com’era.

Felice Ragona

Ventun anni, siciliano dislocato nella Capitale. Aspirante giornalista, disponibile in tutti i negozi di elettrodomestici.

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